Un delitto al rosmarino: Wylo Helig 1

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Titolo: Un delitto al rosmarino: Wylo Helig 1

Autore: Fabio Larcher

Editore: A.Car. edizioni

Anno: 2017

Pagine: 125

Genere: Fantasy-giallo

Prezzo: 12,50 euro per il formato cartaceo

Il voto della Kate: 8

SINOSSI: 

NON LA COPIO, PERCHE’ QUELLA CHE TROVATE SU AMAZON NON RENDE IDEA DEL GENERE DI ROMANZO CHE E’. NON E’ BELLA ED E’ FUORVIANTE. SE VOLETE SAPERE DI COSA PARLA IL LIBRO, LEGGETE LA MIA RECENSIONE.

LA RECE DELLA KATE:

Wylo Helyg (Iddio solo sa se è Helyg o Helig senza la ipsilon, visto che compare scritto sia in un modo che nell’altro… benedetti autori) è un elfo di età avanzata che veste in maniera desueta e odia chiunque tranne sé stesso. Non c’è nemmeno da dirlo: ci piace un casino! Lo avrei voluto molto bello, tipo gli elfi de Il signore degli anelli, insomma, un figone dai capelli biondi e piastrati e dalla pelle bianca e liscia come il sedere di un poppante maaaaaaa… per questa volta vedrò di passarci sopra. Del resto lo scrittore è uomo. Fosse stata una donna a scrivere Delitto al rosmarino (che nome delizioso, non trovate?) l’elfo stronzo sarebbe stato un elfo bello e stronzo alla James Dean, uno di quelli che non deve chiedere mai, uno alla Dr. House, per intenderci, ma senza bastone. Sto divagando, vero? Non scrivo una recensione da troppo tempo. Ah: giusto per inciso. Questa sarà la penultima recensione, poi il blog chiude. No, non per le vacanze di Natale. Chiude forever and ever. Avrei voluto diventare famosa, non sono diventata famosa, quindi mi do all’ippica. Il che sarà molto meglio per tutti. E poi ho troooooppe cose da fare, bambini miei.

Tornando a bomba: l’elfo stronzo viene chiamato per risolvere un caso apparentemente irrisolvibile, un caso alla “stanza chiusa”. Due morti e una porta chiusa dall’interno. La vedova (deliziosa) vuole decisamente saperne di più, anche perché il defunto (e porco) marito ha avuto il cattivo gusto di crepare avvinghiato nudo a una ninfetta altrettanto nuda.

La cameriera che li ha scovati (poverella) ricorda solo tre cose: una canzone, una puzza di ascelle da far svenire un cavallo e un forte odore di rosmarino che manco il pranzo di Natale (comprendete ora il motivo del titolo?).

All’elfo stronzo di risolvere il caso interessa poco; a lui può giusto interessare di trombarsi allegramente la vedova del vecchio porco, quello gli interessa. E anche qui la mia idea sugli elfi si fa nebulosa: Legolas mi aveva messo in testa che fossero qualcosa tipo voci bianche o eunuchi o entrambe le cose. Helyg (Helig??? Come si scrive, Larcher???) non mi sembra molto eunuco. No.

Ad ogni buon conto: giusto per fare dello spoiler è normale che il caso venga risolto, che tutti abbiano il loro contentino e che i morti rimangano morti. Niente zombi, niente magie, niente risurrezioni. E’ un giallo a tutti gli effetti che viene risolto in modo sbarazzino con una spruzzata di ironia, un pizzico di erotismo e molte cattive maniere.

Perché gli ho dato 8?

Veniamo al punto, vi va?

Mi sono divertita, ho passato due ore bellissime, mi ha fatto tornare voglia di leggere, ho amato l’elfo stronzo, ho apprezzato il linguaggio curato e sofisticato, ho apprezzato le ambientazioni, ho amato i dialoghi pungenti, ho gradito la brevità della cosa, ché io i gialli da 400 pagine non li tollero.

Ci sono delle cose da aggiustare?

Sì, ovviamente.

Primo fra tutti il nome dell’elfo e la sua ipsilon.

Poi le virgole. Sono sparse un po’ alla viva il prete, bisogna che ci guardiamo meglio a dove metterle, perché alcune frasi sono impronunciabili, così come sono.

L’idea delle tavole disegnate dentro al romanzo… ni. Larcher sa disegnare e noi lettori apprezziamo il talento all over, noi donne poi impazziamo per gli uomini che hanno testa ma anche mano, ci mancherebbe. Ma ne avremmo fatto a meno? Mah, io sicuramente sì. Ma è comunque un’idea apprezzabile e carina. La cover poi è bellissima. Bellissima.

In conclusione: secondo me va letto. Non regalatelo a un giovanissimo: ci sono delle cose un po’… sexy. Ma regalatelo a voi stessi, se vi va. Io ve lo consiglio!

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