A disabilandia si tromba

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Titolo: A disabilandia si tromba

Autore: Marina Cuollo

Editore: Sperling&Kupfer

Anno: 2017

Pagine: 169

Prezzo: 14,90 euro per il formato cartaceo acquistabile qui – 9,99 euro per il formato digitale acquistabile qui

Il voto della Kate: 8

 

SINOSSI:

“Sono una microdonna, alta un metro e una mentina, che ha bisogno di mostrarsi sempre un po’ incazzata con il mondo per dire la sua. Ma in fondo sono come una crème brûlée: quando rompi la crosta, sotto c’è il morbido. Ho trentasei anni, e quando sono nata nessuno ci avrebbe scommesso mille lire che ci sarei arrivata. Sono venuta al mondo con una sindrome genetica molto rara: la Melnick Needles, che non è una marca di siringhe ma un’osteodisplasia scheletrica che conta un centinaio di casi in tutto il mondo. Uso la sedia a rotelle e di notte dormo abbracciata a un ventilatore polmonare, ma rompo ancora le scatole in giro. Capirai, dunque, che quando mi presento a qualcuno il taglio di capelli non è la prima cosa che si nota.” Dalla sedia a rotelle Marina vede e ascolta cose sulla disabilità impossibili da immaginare per idiozia e insensibilità. Racconta situazioni, comportamenti, battute del normodotato medio quando si relaziona con il disabile per strada, al lavoro, negli uffici pubblici, al ristorante. Convinta che ridere di qualcosa di brutto aiuti a liberarsi da stereotipi e ipocrisie, Marina strappa tutte le etichette che spesso incolliamo su ciò che ci spaventa o che non conosciamo, e spazza via con la sua penna tabù e preconcetti.

LA RECE DELLA KATE:

La prefazione è di Mara Maionchi. Perché proprio Mara Maionchi lo ignoro. Probabilmente perché anche la Maionchi, come la Cuollo, è una che non ha paura di parlare, di essere un po’ sboccata, di dare filo di torcere ai benpensanti e che se ne frega del politically correct. Immagino sia proprio per quello, sì. E la Maionchi lo ammette: si è sentita un po’ obbligata a fare questa prefazione. Avrà pensato: “Si può dire di no a una persona diversamente abile che, poverina, ha provato a scrivere un romanzo?”. La risposta è ovviamente negativa. Con i disabili bisogna andarci piano, usare i guanti di velluto, sorridere molto, magari alzare anche un pochino la voce e scandire bene le parole. Con tutte le sofferenze che passano vuoi anche dire di no a una pulciosa prefazione? E insomma la Maionchi ha letto il libro.

E non ha smesso di ridere.

Come me.

Come te, ne sono certa.

Altro che disabilità!

Qui siamo noi abili a sentirci disabili!

Io ho avuto la netta impressione di avere il cervello atrofizzato. Io che a volte mi sento brillante, carina, di compagnia, con la battuta pronta… dovrò rivedere DI MOLTO l’idea che ho di me stessa. La Cuollo è un vulcano, è pura energia, humor dissacrante, risata spontanea.

Sì ma di cosa si parla, santa pazienza?

A disabilandia si tromba è un manuale irriverente sulla disabilità. Capitolo dopo capitolo la Cuollo descrive i vari tipi di disabili (lo stracciapalle, l’ apocalittico, il decadente, il leader etc etc), i vari tipi di ausili per disabili, la disabilità nella storia (“Nel periodo nazista una buona parte della medicina venne afflitta dalla sindrome dell’allegro chirurgo; non essendo ancora state inventate le pile per far accendere il naso del noto giocattolo, c’era bisogno di fare pratica su corpi veri”), offre consigli di viaggio (il TripAdvisor del disabile), ci parla delle opportunità di lavoro, ci parla della famiglia, degli affetti, degli amici e del sesso.

Se siete dei politically correct NON leggete questo libro, pensereste male della Cuollo che, invece, è una trentaseienne con i controcoglioni, una mente brillante, una studiosa capace, una scienziata meravigliosa.

Digitate il suo nome su Google, selezionate Immagini e guardatela. Poi pensate se voi, in quelle condizioni, sapreste scrivere così.

C’è chi non sa scrivere così bene e far divertire così tanto da normodotato, con i milioni in banca e con la scrittura come unica cosa con cui passare il tempo.

Meditiamo gente, meditiamo.

Perché gli ho dato 8?

Perché ho riso.

Ma di gusto, eh?

Ho proprio riso.

Vorrei la Cuollo come amica (dice che conviene essere amici di un disabile, che non si paga mai da nessuna parte e che spingere una carrozzina con una disabilità grave attira partners), ma anche solo conoscerla per suggere da lei un po’ di cultura e di “buona scrittura”.

Divertente e chiara non diventa mai macchietta e non scade mai nel troppo che stroppia e che fa storcere il naso. Tra le righe si legge la verità: la vita è una merda. Barriere architettoniche, gente che ti tratta come se fossi un mentecatto, uomini che spariscono, famiglia che vorrebbe tenerti sotto una campana di vetro. Ma tra le righe si legge anche molto, molto altro: la voglia di vivere, di viaggiare, di studiare, di continuare a tenere convegni, di informare, di volersi bene anche così, anche in formato mignon, anche con i tratti del viso sformati, anche con la vocetta stridula, anche con i pregiudizi che fioccano a destra e a manca che se non stai attento inciampi e sbatti il cranio.

La vita è bella quando incontri qualcuno che la prende in ridere come te, che ti tratta come una studiosa e non come una donna handicappata, quando qualcuno spinge la tua carrozzella senza prima chiedertelo, quando qualcuno ride con te senza pensarti diversamente abile ma solo e soltanto Marina. La vita è bella quando puoi salire su un aereo e viaggiare, quando puoi combattere le tue battaglie, quando sai che sarà breve (spesso i diversamente abili muoiono prima) ma molto, molto intensa.

Questo è un romanzo breve dal costo molto (troppo) alto. Il prezzo forse vi farà desistere dal comprarlo in libreria o dallo scaricarlo. Ma fateci un pensiero, dico davvero. La Cuollo va conosciuta. Perché è lei ma soprattutto perché insegna un paio di cose interessanti. Ho tanto, troppo da leggere. Ma ho deciso di scaricare, ultimamente, cose scelte da me. Ne ho un disperato bisogno. Di messaggi forti e chiari, di persone belle, di scelte difficili, di persone combattive, di persone intelligenti e brillanti. Ho bisogno di speranza, di gioia, di amore. E’ come aver sete o aver fame: non si può ignorare.

Va bene il thriller, va bene l’horror, va bene tutto. Giuro. Ma a un certo punto il mio cuore ha bisogno di riposo, la mia anima di esempi, la mia mente di cultura sana.

Vi bacio e vi auguro buona lettura!

 

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