La bottega degli incanti

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Titolo: La botte degli incanti

Autore: Giulia Anna Gallo, Eleonora Della Gatta, Ornella Calcagnile

Editore: Dunwich

Anno: 2016

Pagine: 138

Prezzo: 9,90 per il formato cartaceo – 2,99 euro per il formato digitale

Il voto della Kate: 9

SINOSSI:

A pochi giorni da Natale, la piccola cittadina di Veneficio è in fermento: bancarelle, luci, colori, musica e allegria riempiono le strade… ma c’è un luogo nascosto e all’apparenza anonimo che non rientra nello sfondo natalizio. La Bottega degli Incanti è il negozio da cui tutto ha inizio per le protagoniste di questi tre racconti: Ambra è alla ricerca del proprio posto nel mondo, Giada ha sete di vendetta e Lucy ha un compito da portare a termine. Tre vite, tre destini, tre racconti che si intrecciano indissolubilmente. Giulia Anna Gallo, Eleonora Della Gatta e Ornella Calcagnile vi danno il benvenuto a Veneficio: godetevi il viaggio e buon Natale!

LA RECE DELLA KATE:

A Veneficio, paese non molto distante da Milano, sorge la Bottega degli incanti. Non un’insegna, non una tendina, niente. La bottega, vista da fuori, è molto poco interessante.

Ma è ciò che contiene al suo interno che fa della bottega ciò che è REALMENTE.

Un luogo magico.

Un luogo magico che sa di spezie e di aromi, di esotico e di proibito.

Poco illuminata e un filo impolverata, la bottega serve solo ed esclusivamente persone che appartengono al mondo della magia. Non che i non-magici non possano vederla; la vedono eccome. Ma se un umano qualunque entrasse a chiedere qualunque cosa, il burbero Elia lo caccerebbe fuori a pedate e rimbrotti. Non c’è spazio per gli esseri umani “normali”, lì.

Dal negozio passa Ambra, che vuole solo che una piccola creatura si salvi dalla morte. Dal negozio passa Giada, che ha qualche conticino da sistemare con persone brutte fuori e ancor più brutte dentro. Dal negozio passa Lucy, che non è lì per se stessa ma per aiutare una donna che ha molto bisogno di imparare le regole fondamentali per vivere una vita piena e gioiosa.

Tre storie, tre autrici, tre modi di intendere la magia, tre mondi fantastici e indimenticabili.

Perché gli ho dato 9?

Perché non gli ho dato 10, semmai, amici:-)

Non gli ho dato 10 perché io sono come quelle professoresse antipatiche che hanno il braccino corto, uno di quei recensori che il 10 lo danno al libro che devono ancora leggere, il libro perfetto, l’assoluto capolavoro. Ammesso che esista. Forse 10 lo darei solo ad alcune saghe o a libri come La storia infinita o Il giardino segreto o insomma avete capito. Libri imperituri e scolpiti nella memoria collettiva, diventati capolavori non in quanto libri vecchi, ma in quanto libri belli. Potrei annoverare, tra i possibili “voto 10” anche Il petalo bianco e il cremisi. Non fatevi spaventare dal numero di pagine, leggetelo, siate felici e leggetelo.

Oh, come mi dilung0!

Insomma. Quindi si capirà che 9 (l’ho dato ben poche volte) è un voto molto, molto alto. Potremmo dire, sorridendo di sbieco, che il 9 è il nuovo 10.

Capirete allora, adesso, che questo libro

deve

essere

letto

Sono stata abbastanza chiara?

Proseguiamo, adesso, per piacere.

Nemmeno questa volta il mio istinto ha sbagliato. Copertina, titolo… tutto gridava a gran voce LEGGIMI, KATE. Non ho esitato un solo secondo. Una volta arrivato il comunicato stampa ho accettato di recensirlo al volo. E poi l’ho scaricato e poi l’ho letto, anzi no, divorato in un paio d’ore. E ho sognato, e ho tremato, e ho sorriso.

Non ho sempre amato il Natale. Il vero senso del Natale è nato insieme a mia figlia. Grazie a lei le luci si sono accese, i sorrisi spuntati sinceri, le musichette di Natale hanno cominciato a rimbalzare lungo le pareti di casa. Adesso posso dire senza ombra di dubbio di amare il Natale. Io amo il Natale. Sì. Sì, l’ho detto. Amo il Natale. Odio chi brontola per i negozi troppo pieni, odio chi smonta il mio entusiasmo, amo camminare con il naso all’insù per guardare le lucine delle luminarie.

Essere sotto Natale e leggere libri come questo che vi sto (faticosamente direte voi) presentando, fa dire Grazie. Fa saltellare di gioia. Fa venire voglia di correre in tondo. Fa venire voglia di fermare la gente per strada e dire: “Lo legga, lo legga!”. Lo farei leggere a tutti, lo farei leggere a ognuno di voi.

C’è tutto, in questi tre racconti. C’è un po’ del mondo magico di Harry Potter, ci sono famigli e pozioni, c’è amore, c’è odio e risentimento, vendetta e passione, desiderio di cambiare e resistenza al mutamento, c’è il mondo fantastico di Dickens e licantropi affamati.

Le nostre tre amiche autrici, partendo da uno stesso luogo incantato, ci hanno permesso, con semplicità e simpatia, di compiere un viaggio bellissimo – e dunque sempre troppo breve – in un mondo stupendo nel quale, se vogliamo, possiamo credere che in ognuna delle nostre città esista una bottega degli incanti. Un mondo magico che si intreccia al nostro, fatto di maghi burberi e un po’ ruvidi, negozi che profumano di incanto e di strane pozioni, persone che, se solo lo vogliono, possono cambiare le cose e far realizzare sogni.

Questa è la bottega degli incanti, un luogo magico e meraviglioso nato dalla fantasia di tre autrici italiane molto brave che hanno creato qualcosa di godibilissimo, adatto a tutti i tipi di lettore, perfetto per questo periodo dell’anno, perfetto per tutti coloro che, come me, amano avvolgersi da capo a piedi in quella morbida e super coccolosa coperta chiamata Natale.

Racconti semplici adatti anche ai lettori più giovani, una prosa semplice ma ricca di atmosfera, il giusto mix tra fantasia, amore e un pizzico di horror (la presenza del racconto horror può essere, a seconda dei gusti personali, un plus o un difetto. Personalmente ne avrei forse fatto a meno preferendo – almeno questa volta – qualcosa di più soft ma ho comunque apprezzato il plot e il POV del racconto) rendono questa brevissima antologia una vera chicchina natalizia, un auto-regalo da farsi senza ombra di dubbio.

Questo libro mi ha chiamato. Sono certa che stia chiamando anche voi.

Vertigine. Le stelle di Noss Head Vol. 1

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Titolo: Vertigine

Autore: Sophie Jomain

Editore: Fazi – LainYa

Anno: 2016

Pagine: 300

Prezzo: 13,50 euro in formato cartaceo – 4,99 euro per il formato e-book

Il voto della Kate: 8

SINOSSI:

All’alba dei diciotto anni, Hannah è semplicemente furiosa all’idea di lasciare Parigi per trascorrere un’altra vacanza estiva a Wick, la piccola cittadina a nord della Scozia dove vive la nonna. Per una ragazza della sua età, abituata alla frenesia della metropoli, non esiste posto più noioso. A risollevarle il morale, per fortuna, ci sono le vecchie amicizie ma anche le nuove conoscenze, fra cui il misterioso Leith, dalla bellezza statuaria e dal fascino irresistibile. Non importa se su di lui circolano strane voci: l’attrazione è immediata, reciproca e incontenibile. Per Hannah sembra che stia iniziando la storia d’amore che tutte le ragazze sognano, ma ogni fiaba che si rispetti ha il suo lato oscuro, e quella della giovane si sta per trasformare in un incubo.

LA RECE DELLA KATE:

Buongiorno amici, e buon lunedì!

Vediamo, vediamo… dove eravamo rimasti?

Eravamo rimasti nel 2008, anno in cui uscì l’ultimo libro di una saga fantasy che sconvolse per sempre l’immagine intoccabile, ingessata e piuttosto sanguinolenta del vampiro così come era conosciuto sino ad allora. Sì, sto parlando proprio di Twilight. Bella, Edward e i luccichini sulla pelle di Edward. Ebbene sì, Twilight, volenti o nolenti, ha segnato un’epoca e qualcosina, per piccolo che sia, è cambiato per sempre. I veri vampiri se la sono vista brutta, molto brutta.

Ma accidenti, se all’epoca tutte le ragazzine perdevano la testa per Edward e la sua pelle diafana e ghiacciata, il mio cuore ha sempre battuto (il mio batte, sì!) per l’abbronzatissimo e muscolosissimo Jacob. Chi se ne importa di Edward! Chi vorrebbe mai poggiare la mano sopra un bicipite che sembra uscito da una cella frigorifera? Ridateci il calore umano, ridateci il sangue (dentro le vene possibilmente), ridateci i veri uomini di una volta, perbacco! La mia amica Sara se lo ricorderà, forse. Al cinema, ogni volta che compariva Jacob sullo schermo, io venivo presa da una specie di convulsione nervosa. I suoi lunghi capelli di seta, la sua pelle tonica e scura, i suoi muscoli guizzanti… aehm… sì, certo. Proseguiamo. Insomma, io ero (e sono) una vera licantropo-addicted, e per questo motivo Vertigine non poteva in nessun modo sfuggire alla mia curiosa attenzione. Grazie alla Fazi, che mi ha spedito una copia del romanzo, ho passato un fine settimana mooolto romantico e adrenalinico tra le braccia dell’affascinante e caldissimo Leith.

Ma andiamo con ordine, d’accordo?

Non ancora diciottenne, Hannah è costretta a lasciare Parigi per le vacanze estive e raggiungere Wick, in Scozia. Certo, l’idea di rivedere la nonna la fa felice, ama molto Elaine, soprattutto ora che sta invecchiando velocemente e che ha perduto la vista, ma per una ragazza di quell’età lasciare la propria città e i propri amici è sempre piuttosto seccante. Per fortuna esistono gli sms e le e-mail per tenersi in contatto con l’amica del cuore e per fortuna, nonostante tutto, Wick ha un fascino innegabile, molto diverso da quello della vecchia Parigi. La sonnacchiosa cittadina scozzese assume un fascino ancora meno discreto quando all’orizzonte compare Leith. Riccioli scomposti sulla fronte, occhi di un verde luminoso, sorriso irresistibile e una pelle che scotta come in preda a una febbre incurabile, molto presto Hannah scoprirà di non poter più fare a meno della sua voce calda e sensuale, del suo tocco sicuro e di quel fare protettivo che farebbe sognare qualunque ragazza sana di mente sulla faccia della terra. L’impeccabile Leith entra quindi a far parte prepotentemente della vita di Hannah, cambiandola per sempre. L’amore non si sceglie, arriva. E Leith e Hannah sono destinati a stare insieme. Nonostante il segreto di Leith, nonostante la tensione sia altissima, nonostante la vita di Hannah sia costantemente in pericolo. I patti, infatti, sono chiari: un licantropo non può stare con un umano. O l’umano morirà.

Vertigine ha una struttura quanto più classica si possa desiderare:

  • Giovane donna decisa e sicura, belloccia e annoiata cambia città e conosce l’uomo più bello che Madre Natura abbia mai pensato di far cadere sulla Terra.
  • I due si innamorano ma si scopre che lui è un essere soprannaturale (alieno-vampiro-licantropo).
  • La ragazza non fa una piega e accetta questa curiosa stranezza biologica.
  • Arriva non solo il classico cattivo che vuole insidiare la ragazza, ma anche un problema di natura, diciamo, burocratica. Nel caso di Twilight c’erano i Vulturi ma anche il problema di farla diventare vampiro; qui abbiamo un licantropo di un’altra etnia e il problema che licantropi e umani in teoria (ma anche in pratica) non potrebbero avere rapporti affettivi perché, da una unione licantropo-uomo il più delle volte nasce non un licantropo ma un normale essere umano e, per forza di cose, la razza lupesca andrebbe a farsi friggere.

Insomma, io ci scherzo sopra, ma rimane il fatto che Vertigine ha spezzato un lungo silenzio in ambito fantasy YA e ci fa tornare a bomba su argomenti che stavamo quasi dimenticando ottenebrati dai romance YA e NA che da un po’ di tempo stanno spopolando in ogni scaffale dell’universomondo. Roba come After, per capirci. E allora, se il fantasy YA deve prendere il posto di After… ben venga. Ben vengano licantropi, atmosfere scozzesi, occhi verdi e luminosi, pelli calde e muscoli forti. Ben venga gente come Leith e il suo papà che, per quanto mi riguarda, fa più gola del giovane figlio (sono la Matusalemme delle blogger, io!), ben venga l’elegante Elaine e tutto il resto dell’allegra compagnia che, per due sere, mi hanno tenuta impegnata, concentrata e divertita.

Buona lettura!

Ringraziamo la Fazi per non aver messo in copertine l’ennesima ragazzina sensuale, l’ennesimo bacio adolescenziale o l’ennesimo lupo di profilo. Il libro andrebbe premiato anche solo per il coraggio grafico.