Vincolo di sangue (Once Upon a Steam Vol. 4)

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Titolo: Vincolo di sangue

Autore: Alessia Coppola

Editore: Dunwich

Anno: 2016

Pagine: 106

Prezzo: 0,99 euro solo in formato digitale

Il voto della Kate: 8

SINOSSI:

Una mantella rossa si aggira per gli oscuri meandri della Foresta di Steamwood. Rossa come il sangue versato in una battaglia tra il Clan dei Lupi e i Cacciatori. Cappuccetto Rosso è cresciuta ed è divenuta una combattente, erede di una stirpe di cacciatori e portatrice di un segreto.
Tra lotte, inganni, sortilegi, scelte difficili e infine amore, Beatrix compirà il suo destino e quello dei lupi, designando una nuova era.

LA RECE DELLA KATE:

Buongiorno, amici lettori, e benvenuti alla quarta puntata della serie Once upon a steam, saga a tema steampunk grazie alla quale, guidati dalle brave scrittrici della scuderia Dunwich, abbiamo la possibilità di rivivere alcune tra le favole più famose, riportarle alla memoria e… farcele piacevolmente stravolgere davanti ai nostri attoniti occhioni! Dopo Biancaneve, la Bella Addormentata e Belle, questa è la volta di? Cover rossa, lupo al centro… Cappuccetto rosso, esatto! La attendevo con ansia, lo confesso. Attendevo con ansia Cappuccetto rosso e attendevo con ansia la Coppola, che so essere capace di imprese molto buone. Ho spento il cellulare, mi sono accomodata in poltrona, ho incrociato le gambe e mi sono lasciata scivolare giù, tra la prosa accattivante di un’abile narratrice.

Beatrix – per gli amici anziani, Cappuccetto rosso – vive con Dresna, la madre di sua madre. Dresna e Beatrix sono due figure femminili forti, due equilibri stabili, due caratteri dominanti e sono unite dalla stessa pericolosa e mortale missione: uccidere quanti più licantropi possibile. Dresna, a capo di una corposa squadra di cacciatori muniti di armi in argento, nasconde però un segreto che non ha mai rivelato alla giovane nipote. Un segreto che è destinato a cambiare per sempre la vita di Beatrix, curiosa di natura e decisa a inseguire la sua libertà, come tutte le giovani donne. Non le importa essere la nipote di Dresna, non le importa avere un ruolo, non le importa dover essere di esempio a tutti gli altri, e quando uno di quei licantropi, un beta, viene fatto prigioniero, Beatrix è più che decisa a intrufolarsi nelle prigioni. Vuole vederlo con i suoi occhi. Vuole capire. E una volta che vedrà, niente potrà più tornare come prima e il suo sangue ribollirà al suono di un vecchio richiamo, quel vincolo che dà il nome alla novella e che dà poi tutto il senso alla storia.

Dimenticate quindi la piccola e tenera Cappuccetto rosso che saltella ignara e un po’ ebete tra i poderosi tronchi del suo vecchio bosco.

Dimenticate quella nonna con la vestaglia e la cuffia da notte.

Dimenticate cestini della merenda e focaccine tenere.

Dimenticate lupi affamati e furbetti che tendono tranelli a bambine un poco sprovvedute.

Non sarà affatto difficile dimenticare, anzi. Vi chiederete perché nessuno ci ha mai pensato prima, vi chiederete perché la fiaba non sia nata così, perché ci abbiano torturato per anni e anni, recita dopo recita, libro dopo libro, racconto dopo racconto con una storia che, tutto sommato, molto interessante non è. Da ora in poi, per me e per voi, non esisterà nessuna altra Cappuccetto che non si chiami Beatrix, che non vesta steampunk e che non abbia buffi animaletti meccanici a tirarla fuori dai guai. Non riuscirete a dimenticare le atmosfere fantasy sì, ma anche piuttosto creepy di questa novella e, non appena l’avrete terminata, già vi mancheranno i suoi personaggi, quell’odore di polvere e vapore, quel sapore di antico e di nuovo che si mescolano e si mixano sapientemente per creare qualcosa di assolutamente inedito e sorprendente.

La verità, miei cari, è che tutto fila. Non c’è niente che faccia storcere il naso, niente che faccia rimpiangere la fiaba originale, niente che faccia pensare “Ehi, ma cosa sto leggendo?!”. La novella è pensata con amore e scritta con armonia. Ha buonissimi equilibri di ritmo tra dialoghi e descrizioni, tra action e romance, tra antico e nuovo. E, dovendo sbilanciarmi (e lo farò) credo proprio che sia, tra le quattro e per ora, la novella più riuscita e credibile, la più “matura” ed elegante. Ed è per questo che il mio è otto, perché credo che si distingua in maniera abbastanza netta rispetto alle altre della stessa saga. Ho voluto (e dovuto) premiare l’idea e lo stile, sicuro e mai impacciato.

Un progetto che continua a sembrarmi divertente e molto giusto per un certo e interessante target di lettrici, e che magari chissà, potremo avere nella nostra libreria in formato full size e cartaceo, pronto da regalare alle amiche più romantiche e più tradizionaliste, per convincerle che tradizione non è sempre sinonimo di garanzia   🙂

Consigliato.

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Petali di luna (Once Upon a Steam Vol. 2)

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Titolo: Petali di luna

Autore: R. M. Stuart

Editore: Dunwich

Anno: 2015

Pagine: 92

Prezzo: 0,99 in formato digitale su Amazon Kindle

SINOSSI:

In una Londra dalle sfumature gotiche, sospesa nel tempo, un amore tormentato sboccia come un fiore lunare nel cuore della notte. Lei principessa, lui antieroe, un’unione ambigua ma tanto forte che nemmeno la magia può spezzare. Rose e Tristan, cresciuti assieme in una (ir)realtà umana, si amano, si desiderano, finché la vita chiede loro un dazio da pagare. Infatti una maledizione aleggia su Rose, una maledizione fatta di rancore e antichità, anche se Tristan veglia su di lei con incondizionata devozione. Tuttavia l’amore non è una favola, forse è una tragedia. Tristan lo scopre a sue spese, così perfino la fiera Rose che – senza speranza, senza più lacrime, senza aspettative – è vittima del sonno eterno diventando quindi “la bella addormentata”, proprio come Malefica le aveva predetto alla nascita. Sarà la morte più potente della sorte? Passione, sortilegi, viaggi inter dimensionali: un vortice di musica e sensazioni che avrà inizio e fine a Steamwood.

LA RECE DELLA KATE:

Lei è una principessa (della favole, certamente), lui un famiglio (da uomo bellissimo a lupo affascinante). Sono legati da sempre e per sempre, perché lui ha il compito di difendere la principessa a costo della propria vita.

Ma c’è molto di più e molto di altro, perché se è pur vero che di fatto lui non è un umano e che lei ha sangue blu che le scorre nelle minuscole e regali vene, è anche vero che al cuore e agli ormoni non si comanda e tra i due ragazzi – anche se la cosa pare abominevole alle zie di Rose – scorrono fiumi di miele e d’amore.

Rose e Tristan fanno parte del mondo incantato di Steamwood, quello che abbiamo già conosciuto leggendo il primo volume della serie; un mondo popolato da regine e streghe delle fiabe ma anche di complessi meccanismi, vapori che fuoriescono dal terreno, macchine e aggeggi che producono rumori di ferraglia, nani e bianconigli e tutto il resto che ben sappiamo. Purtroppo, però, sono confinati nell’Irrealtà, un mondo lontano dal loro che però tiene in vita Rose, vittima dalla nascita dell’incantesimo di Malefica. Solo nell’Irrealtà Rose può permettersi di vivere e di non cadere addormentata per sempre.

Ma è vittima di terribili sogni e di sonni lunghissimi dai quali Tristan cerca, per amore e per obbligo, di salvarla. Ma alla fine solo un enorme sacrificio potrà salvare la bellissima principessa.

Dopo Biancaneve, la Stuart ci porta nel mondo incantato della Bella Addormentata e ci fa conoscere l’amore, quello romantico e senza tempo, quello delle favole che talvolta diventano realtà, quello che non conosce confini o provenienza, quello che non importa chi tu sia, io ti salverò e avrò cura di te. È il racconto di un amore sospeso nel tempo che ricorda da vicino, per i dialoghi e per il linguaggio usato, i romance più famosi, quelli classici e imperituri. Purtroppo, dando così tanto spazio all’amore (immaginiamo sia un marchio di fabbrica dell’autrice) e al rapporto tra i due protagonisti, si viene a perdere un pochino l’afflato steampunk che invece era ben presente e chiaro nel primo capitolo della serie e che dava poi un senso preciso a tutto questo divertente progetto della Dunwich.

È un degno seguito del primo volume adatto sì a tutte le amanti delle favole classiche, ma adatto anche alle amanti del romance più spietato. Non mancano amore, passione e struggimenti del cuore. Un racconto perfetto per le fredde serate autunnali.

Un cuore per un cuore (Once Upon a Steam Vol.1)

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Titolo: Un cuore per un cuore

Autore: Ornella Calcagnile

Editore: Dunwich

Anno: 2015

Pagine: 63

Prezzo: 0,99 euro in formato digitale

SINOSSI:

A Steamwood, nel piccolo regno di Enchanted Forest, Biancaneve e il suo principe hanno conseguito il tanto meritato lieto fine dando persino alla luce una bambina, riflesso della madre: Biancabrina.
Una felicità raggiunta a discapito però della “povera” Grimilde che, sopravvissuta, si è nascosta nella cittadina di Steamgrow e ha ordito una tremenda vendetta a danno della figliastra, lanciando nel momento più opportuno una maledizione sul regno, un sortilegio a cui, per sua sfortuna, Biancabrina è riuscita a sottrarsi.
Tra elementi della fiaba classica e quelli innovativi dello steampunk, una nuova improbabile principessa tenterà di riconquistare il regno che le spetta di diritto e apporre la parola fine sulla sua “nonnastra”. Nell’impresa non sarà sola, ma accompagnata dal fidato amico Dopey e i suoi mecha-nani.
Biancabrina riuscirà a guadagnarsi il lieto fine e portare a compimento la sua vendetta o sarà ostacolata dalle creature di Steamwood e dal Narratante, sommo signore di quelle terre?
Tra ferro e vapore, magie e pozioni, ottone e marchingegni, tutto ha inizio con… Once Upon a Steam.

LA RECE DELLA KATE:

Se c’è una cosa che non tollero sono le blogger vagamente sdlinquite che parlano di un romanzo limitandosi a saltellare da un aggettivo stucchevole all’altro passando obbligatoriamente da decine e decine di punti esclamativi.

Ma solo gli stupidi non cambiano idea, quindi…

MA CHE CARIIIIIINA CHE È QUESTA NOVELLA!!!

Uh… Ok, ok, mi sono ripresa. Sono pronta a parlarne da competente e matura lit-blogger.

Il nostro c’era una volta comincia a Enchanted Forest.

Qui scopriamo che la Principessa delle favole per eccellenza, la signorina dal caschetto perfetto, dal cerchietto onnipresente, dalla pelle candida come la neve, dalle labbra rosse come il sangue e bla bla bla non solo riuscì davvero a convolare a nozze col suo favoloso (!) Principe Azzurro, non solo adesso è, insieme a lui, sovrana di un regno che vive nella più totale armonia, ma è anche mamma di una deliziosa Principessina che deduciamo essere circa adolescente: Biancabrina. La ragazza è bella come la madre, ma i tempi sono cambiati e nemmeno le principesse sono più quelle di una volta. Addio agli ampi e scomodi abiti intessuti da chissà quale animaletto del bosco, addio alle scomode ballerine che scorticano i piedini delicati, addio ai lunghi capelli che necessitano di tempo e cure che sarebbe meglio dedicare altrove; Biancabrina indossa pelle, lacci, gonne corte, bustini. Una vera e indomita donna steampunk. I capelli corti le tolgono forse regalità, ma sono simbolo di una donna che non ha più bisogno di un uomo che la venga a salvare, e che non ha più bisogno di fingersi delicata come un cristallo per essere guardata. Biancabrina è il futuro. Forse simile, in effetti, anche alle nuove principesse dei cartoni animati che sempre più spesso vediamo al cinema (si pensi solo alla simpaticissima Fiona di Shrek).

Biancabrina è nuova e moderna anche nel carattere: non è più l’eroina senza macchia, la “buona a prescindere”, e non canta con gli usignoli, anzi, potendo li impallinerebbe tutti. È scontrosa e piuttosto arrogante e il suo cuore non è propriamente… puro. Ma proprio per questo motivo sarà lei l’unica a salvarsi da un terribile incantesimo e solo lei potrà quindi salvare il suo regno.

La favola per eccellenza viene plasmata come fosse creta e ricostruita pezzo dopo pezzo davanti ai nostri occhi senza perdere la magia e il fascino delle grandi favole antiche.

L’elemento steam è fondamentale per ammantare tutta la favola di una nuova e incredibile magia, di vapore e di meccanismi, di uomini fatti di carne e muscoli ma anche di rotelle e stantuffi, di suoni e di colori che noi amanti del genere siamo pronti ad accogliere sempre e comunque, anche se in mezzo ci sono le principesse delle favole.

Nonostante la prosa non sia sempre scorrevole (a tratti sembra scritto da due mani diverse) e a tratti un pochino ingenua, questa novella riesce a incantare anche chi, come me, possiede un’anima assolutamente conservatrice. Se è vero che certe cose, semplicemente, non si toccano, è anche vero che talvolta l’innovazione (se fatta a dovere) porta stupore e meraviglia.

Mi auguro con tutto il cuore che ci sia un seguito, anche. E di corsa. Perché non può finire così.

Va bene che siamo principesse 3.0, ma abbiamo pur sempre bisogno di un lieto fine, no?