Il circo dell’invisibile

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Titolo: Il circo dell’invisibile

Autore: Camilla Morgan Davis

Editore: Dunwich

Anno: 2016

Pagine: 192

Prezzo: 2,99 euro per la versione digitale

Il voto della Kate: 8

SINOSSI:

Clio è una ragazza di quindici anni, da un anno è scappata dalla sua famiglia e vive a Edimburgo in un vecchio spaccio del pesce, ormai abbandonato. Trova nel misterioso Circo dell’Invisibile la possibilità per cambiare nuovamente la sua vita, trasformandosi nella Ballerina Sirena.
Clio crede di vivere in un sogno che oscilla fra duri allenamenti, emozionanti spettacoli, strane amicizie e un dolce amore, ma il sogno nasconde una faccia oscura.
Quali misteri si celano sotto i tendoni dorati e turchesi che ha imparato a considerare la sua casa?
Clio proverà a scoprirlo sfidando la meraviglia con l’inganno dei suoi stessi desideri.

LA RECE DELLA KATE:

Posso resistere a quasi tutto (non è vero, non resisto a niente, non credetemi) fuorché a una cover come questa, con questi colori rétro e questa atmosfera leggera e seppiata. Vero è che spesso mi sono imbattuta in copertine molto brutte che celavano al loro interno storie belle e ben scritte, ma una buona cover è il biglietto da visita e della casa editrice e dell’autore; prescindere da una cover è quasi (quasi) impossibile, soprattutto per chi, come me, si vede passare sotto gli occhi e le mani decine e decine di libri alla settimana e necessita di un minimo e banale appiglio. Ho voluto leggere questo romanzo proprio partendo dalla cover: ero curiosa di capire. Si trattava di un caso di tutto-fumo-niente-arrosto? Andiamo a scoprirlo, venghino siori e siore!  😉

La Casa dei Pescatori, a Edimburgo, è una stamberga sporca e fatiscente che accoglie giovani vagabondi, ragazzi senza casa né famiglia che cercano riparo e rifugio dai lunghi e freddi inverni della capitale scozzese. La prossimità fisica, la povertà, la fame e il freddo rendono questo luogo poco meno inospitale di quello che c’è fuori: un vento gelido e una pioggia sferzante. Clio ha solo quindici anni e, per fortuna, non è sola: accanto a lei, l’amica Lilli, poco più grande, povera come lei, sola come lei ma, diversamente da lei, molto più cinica e disincantata. Sa bene che in un mondo come quello, con una vita come quella, avere dei legami è impossibile e l’amicizia e la vicinanza sono necessarie solamente per garantirsi la sopravvivenza. Insieme si può rubacchiare più facilmente in mezzo alle trafficate strade di Edimburgo, o fare accattonaggio e dividersi i pochi spiccioli per recuperare almeno un panino e qualcosa da bere. Questa è la loro vita: una estenuante e continua lotta.

Fino a quando, un giorno, accade qualcosa che cambierà tutto.

Il circo dell’Invisibile è arrivato in città. Prima gli operai, poi i carrozzoni, gli animali, gli artisti. Lilli è inquieta, ansiosa, sembra preda di una paura che le serra i fianchi e il respiro e quando la scimmietta del circo le consegna una lettera, la ragazza corre via dal circo, da Edimburgo e da Clio. Non ci sono legami, non c’è salvezza, non c’è amicizia: se il circo chiama, qualcuno morirà, e Lilli non vuole morire. Deve fuggire.

Quando la Casa dei Pescatori viene fatta sgomberare, a Clio non rimane altra scelta che afferrare la lettera e rispondere alla chiamata del circo fingendosi l’amica. Il suo è un disperato tentativo di salvarsi la pelle, ma non solo; quel circo la attira, la chiama, le promette un futuro splendente e la famiglia che ha perduto. È chiassoso, rumoroso, odoroso; ognuno ha il suo ruolo, la sua arte e il suo passato. Entrare in un circo è come entrare in una grande famiglia e, allo stesso modo, presenta non poche difficoltà. Bisogna imparare a tollerare, a fare silenzio ma anche a farsi rispettare. Clio, grazie alla sua abilità da nuotatrice, viene ingaggiata come Ballerina Sirena: ogni sera indossa il suo bellissimo costume e nuota leggera e senza peso nell’acqua, fluttuando davanti agli incantati spettatori del circo. Applausi, e ancora applausi, ovazioni e sorrisi; la gente la ama, la vuole e Clio si sente felice, realizzata, necessaria. Per la prima volta nella sua vita qualcuno ha davvero bisogno di lei e la ragazza sente di avere finalmente uno scopo e, soprattutto, un posto da poter chiamare casa. Ma Lilli aveva ragione: il circo è vivo, pulsante, ma i suoi fili dorati sono tirati da una presenza oscura e inquietante, nera come la notte e capace di spargere terrore. L’uomo a tre teste, anche questa volta, esige il suo tributo. Un nome, una morte, e il circo vivrà. Dovrà essere Clio a dargli quel nome. Un solo nome, una sola morte e il circo potrà continuare il suo eterno viaggio nella fantasia.

Leggendo questo romanzo mi è tornata alla mente una bellissima trilogia, Everlost di Neil Shusterman. Esattamente come Everlost, Il circo dell’Invisibile è una favola dai toni cupi e molto, molto creepy nella quale realtà e fantasia vanno a confondere i loro contorni per creare una terza dimensione in bilico tra bene e male e tra buio e luce. Sono proprio le atmosfere così creepy a dare a questo romanzo quel tocco in più di cui un lettore adulto non può fare a meno e senza le quali la narrazione rimarrebbe senza dubbio orfana di quel quid che segna il confine tra infanzia ed età adulta. E sono sempre le atmosfere, mai artefatte e faticose, che mi hanno fatto dare al romanzo della Davis un 8 pieno, convinto e tutto sommato molto soddisfatto.

Risente talvolta di qualche ingenuità (soprattutto nella prima metà del romanzo) ma riesce comunque, nonostante qualche breve difetto stilistico, a proseguire a testa alta gettando una efficacissima malia sul lettore che, trasportato dal racconto, dimentica molte cose. Io ho dimenticato che la Edimburgo di cui si parla è la Edimburgo dei giorni nostri, e non una Edimburgo in bianco e nero attraversata da rumorose carrozze; ho dimenticato che si trattava di ragazzini, poco più di bambini; ho dimenticato il mio odio per il mondo circense. Ho dimenticato tutto, tuffandomi insieme a Clio.

Sei bella come sei

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Titolo: Sei bella come sei

Autore: Clio Zammatteo

Editore: Rizzoli

Anno: 2015

Pagine: 285

Euro: 17,00 euro in versione cartacea – 7,99 euro in versione digitale

Voto: 7

SINOSSI:

Quando Clio atterra a New York ha in tasca tanti sogni e già dal primo giorno si accorge che la vita in America è un’avventura imprevedibile! Si trova catapultata in un nuovo mondo, ricco di piccole e grandi sfide: Giorgia, l’amica con cui ha sempre condiviso ogni cosa, è come sparita nel nulla con un ragazzo appena conosciuto, quando compare il nuovo vicino di casa, che tra uno scherzo e qualche risata riesce a colorare anche i momenti più bui. Clio, infatti, è cotta dell’inarrivabile di turno: ha occhi solo per Lui, che invece non la degna nemmeno di uno sguardo. E, come se non bastasse, c’è da conquistare quel posto da make-up artist alla New York Fashion Week! La Grande Mela si rivela soprattutto il luogo delle opportunità e degli imprevisti: la città perfetta per sentirsi liberi, per imparare a essere se stessi e seguire la propria passione. A migliaia di chilometri da casa – dove è rimasta l’amatissima nonna, sempre pronta a darle un consiglio e un incoraggiamento via Skype – Clio inizierà a riconoscere cosa (e soprattutto chi) vuole al suo fianco per il futuro, riuscirà a fare pace con il passato e a innamorarsi delle parti di sé di cui finora ha sempre avuto paura. E se incontrare un ragazzo che ti ripeta “sei bella come sei” non è semplice, è ancora più difficile arrivare a crederci davvero. Perché i sogni si inseguono, ma per raggiungerli non bisogna arrendersi mai!

LA RECE DELLA KATE:

Mi piacciono i profumi poi però, appena li sento sulla mia pelle, vengo presa dalla voglia irresistibile e irrefrenabile di una doccia. Una lunga doccia che mi tolga di dosso quell’odore estraneo e chimico. Nella mia vita ho riempito tavolini da bagno su tavolini da bagno con le migliori e più famose fragranze in commercio ma tempo pochi mesi e li ho buttati, usati come deodoranti per il bagno, per le stanze, per la casa, finanche per il giardino; oppure li ho regalati ad amiche e parenti. Cartier, Dior, Armani… tutti andati.

Insomma, mi capita più spesso di quanto vorrei di essere innamorata di un concetto ma di non riuscire, poi, a trasferire questo concetto nella mia vita.

Il trucco è uno di questi tanti (troppi…) concetti.

Le mie sorelle hanno rispettivamente sei e sette anni più di me, e questo significa che quando le due sgarzoline erano nel clou della loro vita in società, diciamo tra i quindici e i diciotto anni, io ero poco più che spannolinata, quella terribile età di mezzo nella quale si è piccoli ma non più molto teneri e nessuno, bene o male, ti considera granché.

Insomma, il momento più eccitante della mia giornata (fatevi voi le vostre idee) era andare in bagno, farmi piccola piccola, fino a rendermi quasi invisibile. In un angolo buio e stretto attendevo con ansia che cominciassero a truccarsi. Erano i ruggenti anni ’80, gli anni delle lacche spray, delle anelle alle orecchie, delle frange gonfie e improbabili. Sotto le narici, se chiudo gli occhi, ho ancora l’odore della cipria in polvere che usava mia sorella maggiore.

Non sono cambiata molto: venticinque anni dopo, non potendo (e volendo ahahah!) guardare le mie sorelle, mi chiudo nel silenzio del mio studio e guardo lei, la reginetta di Youtube italia: Clio Zammatteo.

No, io non mi trucco. Non capisco nulla di colori, cromie, accostamenti, non so truccarmi e se ci provo succedono delle cose molto brutte. Mi limito a una skincare mediocre, un fondo, un po’ di blush, molto mascara. Stop.

Ma guardare Clio, per me, non ha nulla a che vedere col make up. Si tratta di relax, di sana invidia, di azzeramento neuronale. In una parola: mi piace. Mi piace lei, il suo accento, il suo blog, il suo sorriso, mi piacciono i suoi video a spasso per New York, mi piace tutto. Mi ero ripromessa di sfruttare le ferie natalizie per leggere solo e soltanto libri scelti da me e… ta-dan! Ho scelto (anche) lei!

Clio è una ragazza semplice che mischia dialetto veneto-italiano corretto-inglese. Per questo immagino che Elisa Gioia (scrittrice romance) sia poi la persona che si è occupata di rendere leggibili i racconti (molto spassosi) di Clio.

La storia è semplice e non particolarmente originale: Clio decide, con un’amica, di abbandonare l’Italia e cercare fortuna nella Grande Mela come MUA (acronimo, mie care caprette, di Make Up Artist). Scuola di make up, scuola d’inglese, una grande città, le difficoltà legate all’integrazione, alla lingua diversa e ostile e quel ragazzo vicino di casa che si ostina a volerle ronzare attorno. Ed è così che la vera vita americana di Clio, grazie a Elisa Gioia, si trasforma nel tempo di un Amen in un chick lit dei più classici, sospeso a metà tra realtà e un pizzico di finzione che rende tutto molto, molto più romantico e affascinante. A farla da padrone sono una New York che sempre più mi attira e mi ammalia, e la bellissima storia d’amore tra lei e Claudio, suo attuale marito e compagno di lavoro (lui ha mollato la sua carriera per seguire lei, i canali YouTube e i blog… non è rooooooooomanticisssssimo???).

Che dire?

Pur non essendo destinato a un Bancarella, mi sono genuinamente divertita. La storia vera “tagliata” a chick lit mi ha fatto passare qualche ora spensierata e mi sono trovata, anzi, a centellinare la lettura per non finire subito il romanzo  🙂

Consigliato a tutte le amanti e le appassionate di make up e a tutte le fans di Clio. Buona lettura!