Il potere curativo delle emozioni. Interpretare il linguaggio dei sintomi.

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Titolo: Il potere curativo delle emozioni. Interpretare il linguaggio dei sintomi.

Autore: Debora Selmi – Eleonora Giordano

Editore: Sperling&Kupfer

Anno: 2020 (Data di uscita – 3 marzo 2020)

Pagine: 480

Genere: Saggistica

Prezzo: 18,90 euro

Il voto della Kate: 8

 

SINOSSI: 

La salute è il risultato dell’equilibrio tra corpo, mente ed emozioni. Quando si crea una disarmonia appare la malattia, il modo che il nostro corpo ha per segnalarci che c’è qualcosa che non va. Ci sono emozioni che ci indeboliscono? La malattia contiene un messaggio? Cosa possiamo fare per ritrovare l’armonia? In questo libro Debora Selmi ed Eleonora Giordano, esperte di tecniche bionaturali, raccontano tutto ciò che hanno appreso e verificato nel corso degli anni lavorando con migliaia di persone: disturbi e patologie hanno una causa emotiva e ogni organo è collegato a una particolare emozione. Confrontandosi con altri esperti e condividendo riflessioni e studi, spiegano come imparare ad ascoltare i sintomi e soprattutto qual è il collegamento tra l’organo in cui si manifesta la malattia e l’emozione che li ha scatenati. Questo libro riesce quindi, in modo semplice e accessibile a tutti, a interpretare uno dei linguaggi più controversi e misteriosi, quello del corpo. Una lettura che ci permette di acquisire una nuova consapevolezza, e ci mostra la strada della comprensione e della guarigione.

LA RECE DELLA KATE: 

Prima di cominciare, come si usa dire, mi corre l’obbligo di salutare tutti voi e di darvi di nuovo il benvenuto sul blog che, per molto tempo, ho lasciato a sé stesso preferendo dare spazio ad altri canali comunicativi (ricordo che mi trovate anche su Facebook e su Instagram e trovate lì tutte le mie recensioni sia di libri che di serie che di film  🙂  Insomma, sembro sparita ma… ci sono eccome!)

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Ho un’altra cosa da dire, prima di cominciare a parlare davvero di questo testo: sono nipote (di nonno e di zia), figlia e sorella e cugina di farmacisti. Una stirpe familiare che ha dato la stura a una spirale di lauree in farmacia delle quali io sono estremamente grata, visto che ho più problemi di salute io di un’intera puntata di “E.R. Medici in prima linea” con la differenza che nella mia vita non c’è quel gran manzo di Clooney e men che meno telecamere disposte a riprendermi (cosa della quale sono immensamente grata, sia chiaro).
Faccio questa premessa perché? Perché nessuno si aspetterebbe da me la recensione a un libro di questo tipo. Perché ho sempre guardato con sospetto alla medicina alternativa. Mi sono sempre scagliata contro i “santoni dell’ultima ora”, ho sempre guardato con rimprovero malcelato le mie amiche reikiane e, per ogni volta che qualcuno mi consigliava qualcosa di alternativo/olistico/orientaleggiante io prendevo, giusto per sfregio, un Brufen600 solo per dimostrare che la medicina tradizionale conta ben più di qualsiasi seduta di qualunque cosa con chiunque.

Poi, Kate? Poi sono successe due cose: la prima cosa è che ho cominciato a soffrire pesantemente di cervicalgia e la seconda è che sono invecchiata. Forse la seconda cosa dovrebbe venire prima della prima. Invertitele voi, è uguale. Comunque. Poiché la mia vita era divenuta un inferno e gli antidolorifici facevano in tutto e per tutto parte della mia dieta mediterranea, non potendone assolutamente più di passare le notti a piangere invece di dormire (piangevo dal dolore, sia chiaro) e non sapendo più cosa fare di me stessa, feci (mi feci fare) un ciclo di riflessologia plantare. Non contò assolutamente a niente – anche perché la mia non era cervicalgia ma emicrania anche di un certo livello (cosa che ho scoperto grazie al Centro Cefalee). Ma a una cosa è sicuramente contata:

io

sono

cambiata.

In che senso? Beh io… io mi sono aperta alla possibilità, immagino. Immagino si possa dire che, per la prima volta nella mia vita, mi sono detta: <<Non ci credo granché, ma offro la mia fiducia, smetto di essere sempre così scettica e ci provo!>>.

Poi c’è stata l’agopuntura.

Poi la moxa.

Poi lo yoga.

Poi reiki.

Poi… loro. Eleonora e Debora.

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“Il potere curativo delle emozioni” racchiude tutto il loro lavoro, tutto il loro amore, tutta la loro passione, tutte le persone che hanno incontrato, tutte le esperienze che hanno vissuto, i loro dolori, ciò che erano e ciò che sono in questo loro meraviglioso presente.

E’ che quando uno dice “saggio” subito viene in mente qualcosa di molto noioso e didattico che piuttosto che leggerlo mi taglio un attimino la gamba poi arrivo. Ma questa è una cosa diversa. Strutturato su più livelli, diventa saggio ma anche narrativa ma anche biografia e tanta pura vita che scorre. Le prime pagine (probabilmente le più emozionanti, devo dirvi) raccontano la loro storia personale. E se pensate che sia facile raccontare la propria vita a sconosciuti che leggono il vostro libro, beh… vi sbagliate. Raccontarsi è un dono. E i doni bisogna saperli meritare.

Da lì in avanti è tutta in discesa, perché le autrici hanno cercato di “comprimere” il loro sapere e il loro know-how, ma non solo: lo hanno reso fruibile a chiunque. Non esiste un target di riferimento. Non è necessario essere medici, praticare reiki o essere degli esperti di medicina alternativa. Il linguaggio è semplice, la prosa lineare, i tecnicismi spiegati in maniera precisa ma senza quel sussiego a volte fastidioso e ridondante che tanto stona alle orecchie dei neofiti. Patologia dopo patologia, insieme alle due autrici compirete un viaggio attraverso il corpo umano che non diventa solo carne, ma soprattutto:

il vestito della nostra anima, e in quel vestito dobbiamo stare bene, sentirci a nostro agio”. Il corpo deve calzarci a pennello. Invece, quando qualcosa non va, inizia a “deformarsi” e smette di starci bene addosso.

Ma perché il vestito dell’anima non ci sta più bene? Perché comincia a cambiare? E’ qualcosa che ha a che fare con qualcosa che viviamo? Sono queste le domande da cui bisogna partire per leggere il corpo e le sue disarmonie.

Vi invito quindi a mettere da parte ogni sovrastruttura. Vi invito a leggere senza pre-giudizio. Vi invito a leggere le tante testimonianze che rendono questo volume l’emozione che è.

Vi invito a provare a farvi cambiare.

Qualcosa magari non lo condividerete, qualcosa invece sì.

Qualcosa non lo condividerete ora, ma poi il pensiero tornerà a quelle parole, a quel libro, e lo andrete a ripescare e risfogliare nuovamente.

Qualcosa vi colpirà in un punto non molto preciso tra cuore e stomaco.

Non abbiate paura: è solo vita che scorre.

Buona lettura. Non solo del libro, ma anche di voi stessi   😉