Cercami

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Titolo: Cercami

Autore: André Aciman

Editore: Guanda

Anno: 2019

Pagine: 278

Genere: Narrativa contemporanea

Il voto della Kate: 8/9

SINOSSI: 

Sono passati parecchi anni da quell’estate in Riviera: Elio, in piena confusione adolescenziale, aveva scoperto la forza travolgente del primo amore grazie a Oliver, lo studente americano ospite del padre nella casa di famiglia. Erano stati giorni unici, in grado di segnare le loro vite con la forza di un desiderio incancellabile, nonostante ciascuno abbia poi proseguito per una strada diversa. Questo romanzo di André Aciman si apre con l’incontro casuale su un treno tra un professore di mezza età e una giovane donna: lui è Samuel, il padre di Elio, sta andando a Roma per tenere una conferenza ed è ansioso di cogliere l’occasione per rivedere suo figlio, pianista affermato ma molto inquieto nelle questioni sentimentali; lei è una fotografa, carattere ribelle e refrattaria alle relazioni stabili, e in quell’uomo più maturo scopre la persona che avrebbe voluto conoscere da sempre. Tra i due nasce un’attrazione fortissima, che li porterà a mettere in discussione tutte le loro certezze. Anche per Elio il destino ha in serbo un incontro inaspettato a Parigi, che potrebbe assumere i contorni di un legame importante. Ma nulla può far sbiadire in lui il ricordo di Oliver, che vive a New York una vita apparentemente serena, è sposato e ha due figli adolescenti, eppure… Una parola, solo una parola, potrebbe bastare a riaprire una porta che in fondo non si è mai chiusa.

LA RECE DELLA KATE: 

Scrivo e cancello.

Scrivo e cancello.

Questa cosa va avanti da almeno venti minuti.

Vorrei terminare questa agonia, ma non è che ci stia riuscendo molto. Non so se è la stanchezza o se, come sempre, quando devo parlarvi di un romanzo che ho molto amato, mi viene una specie di blocco creativo e psicologico.

Respirone.

Ci provo.

E comincio dalla parte più brutta e sgradevole: i difetti.

Ne ha almeno tre. Ho detto almeno.

  1. Cercami è una forzatura. Noi saremmo stati bene anche senza. Oliver ed Elio ci hanno cambiato la vita, tornare da loro è come tornare da un ex dopo che vi siete lasciati. O andare in una città dopo che non tornavi da un sacco di tempo e scoprire che… non è che ti piaccia poi così tanto. Forse l’avevi sopravvalutata. Forse la vedevi bella perché eri un bambino. Forse la vedevi bella perché mamma e papà ti amavano molto. Insomma… capito, no?
  2. Le storie raccontate sono credibili quanto Babbo Natale che fa la dieta Dukan e perde 82 chili. Bello eh, per carità. Nulla da dire. Un figurino. Ma poco credibile.
  3. Le storie, sì. Perché sono tre. E l’ultima non è all’altezza.

Cercami è Chiamami col tuo nome vent’anni dopo.

E’ la storia di Elio, di suo padre, di Oliver.

Sono invecchiati, le loro vite sono drasticamente cambiate. Evolute, involute, trascinate sui gomiti. Sono stanchi e vissuti. Sono saggi eppure immaturi. Hanno visto l’amore ma ancora vi si fanno abbindolare. Romantici e intrappolati in relazioni e vite passate e vite future e sogni e desideri e non verità e relazioni familiari e silenzi e cose non dette. Vent’anni di una serenità calma e placida senza scossoni, vent’anni passati a fare il gioco di “Facciamo finta che io ero”, avete presente? Ecco. Un incubo.

Poi succede.

Incontri qualcuno sul treno.

In strada.

La tua vita e la sua cambieranno per sempre.

Tu cambierai per sempre.

E non è colpa di nessuno.

C’è gente che non ci cambia di una virgola e c’è gente che ci cambia la vita anche solo quando ci dice “Ciao” la prima volta. E tu sai che quella persona lì è una persona cardine. Tu sai che sta per accadere.

E così è per i nostri protagonisti.

Tutti uomini, perché di uomini si parla. Sì, certo, c’è anche una donna, la donna sul treno. Non vi dirò come si chiama e chi è e chi sarà, non ha importanza adesso. Quello che ha importanza è che per quanto sia descritta e descritta e ancora descritta, non riesce a togliere luce al protagonista maschile.

Tutto è uomo.

L’amore stesso, che di solito viene associato al sinuoso corpo femminile, qui si fa totalmente uomo. L’uomo padre, l’uomo figlio, l’uomo anziano, l’uomo in cerca, l’uomo che sa amare tanto una donna quanto un uomo, l’uomo che apre il petto e scopre il cuore, che si rende vulnerabile, totalmente umano, fallibile.

Si parla di amore e, pure con i difetti detti sopra, Cercami è un romanzo che ho amato completamente e senza remore. Ne ho visti i difetti e le piccinerie ma ho comunque saputo vedere il bello che c’era. Anche se i dialoghi erano poco credibili, talvolta, come costruiti, troppo melensi, troppo a effetto. Li ho amati anche così, anche se la realtà forse sarebbe andata in un altro modo, anche se nella realtà forse una trentenne non avrebbe invitato a casa sua un uomo del doppio della sua età dopo averlo conosciuto sul treno. Anche se Oliver forse sarebbe scomparso senza lasciare traccia. Anche se Elio ce lo saremmo immaginati diverso. Più… non saprei. Ma Elio è il personaggio che più di tutti ha compiuto una evoluzione. Che più di tutti stupisce. E che forse meno di tutti si riconosce.

In definitiva?

E’ un romanzo che parla dell’amore e lo fa in maniera pregevole.

Ma se avete la pretesa di ritrovare la magia di Chiamami col tuo nome, allora no.

Allora no.

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