Quella mattina prima di morire

Titolo: Quella mattina prima di morire

Autore: Jo Jakeman

Editore: Newton Compton

Anno: 2019

Pagine: 382

Genere: Thriller

IL VOTO DELLA KATE: 6

SINOSSI:

Un divorzio non è mai una cosa semplice, e quello di Imogen non fa eccezione. Suo marito Phillip è un maniaco del controllo, un violento, ed è determinato a renderle la vita un inferno. Quando Phillip piomba in casa sua senza preavviso, intimandole di andarsene entro un mese, Imogen sente il mondo crollarle sotto i piedi. Se non acconsentirà alla richiesta, rimanendo senza un tetto sopra la testa, Phillip farà di tutto per toglierle l’affido di Alistair, il figlio di sei anni. In un momento di follia, Imogen reagisce d’impulso. Per la prima volta nella sua vita prende il controllo della situazione e compie un’azione che cambierà per sempre il suo destino. Quello che non avrebbe mai immaginato, però, è che sia la prima moglie che l’attuale fidanzata di Phillip sarebbero rimaste coinvolte nel suo piano. Tre donne molto diverse si ritroveranno improvvisamente alleate nel tentativo di vendicarsi dell’uomo che le ha fatte soffrire.

LA RECE DELLA KATE:

Qui il pazzo è il marito.

Poi c’è una prima moglie.

Una seconda.

Una fidanzata.

Un pazzo con la mania di collezionismo.

Colleziona donne da menare, sì.

E quando le tre donne si conoscono e i loro lividi coincidono e le loro storie fanno amicizia per il povero uomo non ci sarà molto scampo.

Beh amici, io non è che abbia molto da dire.

L’argomento è pruriginoso.

La storia non verosimile.

Ma l’argomento assolutamente sì.

All’inizio della quarantena mi sono chiesta in quante famiglie si potesse davvero stare sicuri in casa.

Chiudete gli occhi.

Pensate a tutte le donne vittime di violenza domestica costrette a stare chiuse in casa col loro aguzzino.

Fatto?

Non so a voi, ma a me fa quasi più paura del covid.

Una paura del diavolo.

Le case diventano minuscole.

Le forze si fanno meno.

La mente già provata si chiude in un luogo scuro e impenetrabile.

Nessuno che possa vedere i tuoi lividi.

Nessuno che possa chiederti se va tutto bene.

Una tragedia nella tragedia che questo romanzo mi ha riportato alla mente.

Questo è lo spunto al quale ho pensato.

Questa è l’unica cosa che mi è venuta in mente.

Di per sé il libro è lento.

Telefonato.

Intrattiene ma senza grossi colpi di teatro.

La fine la conosciamo perché l’inizio della storia è proprio la sua fine.

Un funerale.

Un trucco letterario che mi ha sempre lasciata freddina.

Pro: un paio di buoni personaggi (forse solo uno: la madre della protagonista)

Contro: lunghissimo, personaggi femminili piatti come la mia attività neuronale e un finale banale come la pubblicità di Poltrone e sofà.

In definitiva: io se fossi in voi lascerei perdere. Passate ad altro.

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