Il matrimonio dei segreti

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Titolo: Il matrimonio dei segreti

Autore: Samantha Downing

Editore: Newton Compton

Pagine: 380

Genere: Thriller

Il voto della Kate: 6

SINOSSI: 

La nostra è una storia d’a­more piuttosto ordinaria. Ho conosciuto una bellis­sima donna, mi sono inna­morato perdutamente di lei. Abbiamo avuto due figli.
E, come molte coppie, abbiamo fini­to per trasferirci in una bella villetta in un quartiere residenziale.
La vita ci ha regalato l’opportuni­tà di avere qualcuno con cui con­dividere ogni cosa. E così, quando ci siamo annoiati della monotonia quotidiana, abbiamo potuto contare l’uno sull’altra.
Da fuori sembriamo una coppia normale. Potremmo essere i tuoi vicini; i genitori degli amici dei tuoi figli; i conoscenti con cui fai quattro chiacchiere al supermercato o gli amici degli amici con cui ogni tanto vai a cena.
Ma tutti i matrimoni nascondono un segreto che li mantiene vivi. Un trucco grazie al quale l’unione tra due persone rimane salda e arden­te come il primo giorno.
Il nostro segreto è che ci piace uc­cidere.

LA RECE DELLA KATE:

Negli ultimi anni il mondo thriller si è letteralmente riempito di famiglie sconsiderate. La moglie bugiarda, il figlio pazzoide, il figlio silenzioso, la figlia di nessuno, la zia psicolabile, la mamma cretina e potrei continuare a lungo. Anche i vicini di casa pazzi vanno alla grande, ma mai come le famiglie disfunzionali. Disfunzionali poi per modo di dire. Qui tutti ammazzano tutti. Sei sposato da ventidue anni con una tipa qualsiasi e scopri che quella di notte si diverte a sgozzare la gente. Oppure boh, all’improvviso tuo figlio fa i disegnini con te che cadi da un burrone. Oppppplà. Ma che carino, figlio mio, grazie del disegno, ora lo appendo in cameretta matrimoniale con lo slogan “RICORDATI CHE DEVI MORIRE”.

Insomma, questo thriller non è altro che il normale proseguimento di una follia editoriale che continua a piacere. Probabilmente (troppa psicologia spicciola?) perché è vero che in realtà nessuno conosce nessuno. Non fa niente da quanto tempo ci si ami, se ci si ama. Non importa da quanto tempo si è sposati. Non importa quanto si creda di conoscere l’altro e quante frasi stucchevoli e banali si possono dire. La verità (e qui ci credo) è che nessuno conosce nessuno.

Da questo presupposto parte questo romanzo nel quale la sinossi dice già tutto: io, te, i nostri due figlioletti e qualche ragazza da sgozzare.

Perché?

Perché il matrimonio dopo un po’ viene a noia.

C’è chi compra un gatto, chi compra un cane, chi decide di fare il centesimo figlio, chi si dà allo scambio di coppia, chi si separa e chi pensa: “Ehi, per dare pepe al nostro matrimonio facciamo una bella cosa! Cominciamo a uccidere donne!”

Questione di scelte.

Loro hanno scelto di sgozzare giovani donne.

Una, due, tre… il tempo passa e il fatto di rimanere impuniti li galvanizza, li eccita, consolida la coppia. Lei bella e algida, lui bello e sottomesso. Eh sì… lui è il classico uomo sottomesso a una donna forte e volitiva. Ogni tanto, se lo dice da solo e fa un po’ pena, anche lui ha qualche idea. Ma raramente. E quando le ha lo sottolinea con forza, poveretto.

Comunque, naturalmente, arriva il colpo di teatro. Intanto la figliolina comincia a girare con un coltello da cucina di quelli seri perché crede che in giro ci sia un serial killer e non può nemmeno sospettare che i cretini qui siano mamma e papà. Poi si rasa i capelli, così magari il serial killer non la riconosce come essere umano femminile e non la ammazza. Poi insomma si fa prendere un pochino la mano, perché si sa, da un melo non nascono le pere.

Il padre comincia a tentennare. La madre acquisisce forza e volontà perché, si sa, noi donne andiamo sempre fino in fondo. Che si tratti di farci cambiare una lampadina o di uccidere qualcuno. Uomo, lavoro e zitto che altrimenti la rivedi col binocolo.

C’è un solo contro: la lungaggine. Si sarebbe risolto tutto con cento pagine in meno. Ma questo è un difetto della CE da sempre e per sempre. Pensano che aggiungendo carta le cose migliorino. E’ strana, questa cosa.

IN CONCLUSIONE:

Skippando qualche pagina, è riuscito a tenermi buonissima compagnia. Anzi… buonissima compagnia in una sola serata… ehm…

Ma skippando pagine, ecco il perché del voto non alto.

 

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