Un imprevisto chiamato amore

 

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Titolo: Un imprevisto chiamato amore

Autore: Anna Premoli

Editore: Newton Compton

Anno: 2017

Pagine: 287

Prezzo: 9,90 euro per il formato cartaceo acquistabile qui – 5,99 euro per il formato digitale acquistabile qui

Il voto della Kate: 7

SINOSSI:

Jordan ha collezionato una serie di esperienze disastrose con gli uomini. Consapevole di avere una sola caratteristica positiva dalla sua parte, ovvero una bellezza appariscente e indiscutibile, è arrivata a New York intenzionata a darsi da fare per realizzare il suo geniale piano. Il primo vero progetto della sua vita, finora disorganizzata: sposare un medico di successo. Jordan ha studiato la questione in tutte le sue possibili sfaccettature e, preoccupata per le spese da sostenere per la madre malata, si è convinta di poter essere la perfetta terza moglie di un primario benestante piuttosto avanti con gli anni. Ma nel suo piano perfetto non era previsto di svenire, il primo giorno di lavoro nella caffetteria di fronte all’ospedale, ai piedi del dottor Rory Pittman. Ancora specializzando, per niente ricco, molto esigente e tutt’altro che adatto per raggiungere il suo obiettivo…

La rece della Kate:

Non è necessario io sprechi molte parole, perché la sinossi dice (secondo me in maniera scorretta) già tutto quello che c’è da dire. Faccio solo una doverosa premessa, che avrete comunque visto anche dal tag categoria: questo è un romance. Un romance spudorato. Gli elementi ci sono tutti: la Grande Mela, una ragazza bellissima, un ragazzo bellissimo. Un po’ Pretty woman, un po’ favola, Un imprevisto chiamato amore (un titolo più banale di così era quasi impossibile) è il classico lavoro di Anna Premoli, una italiana che da sempre ha saputo andare oltre oceano e ambientare i suoi riuscitissimi romanzi non nella nostra poco pittoresca (per i romance) Italia ma qui e là in giro per il mondo, riuscendo a confondersi e a confondere il lettore nel mare magnum di pubblicazioni romance soprattutto inglesi e americane che negli ultimi anni hanno spopolato (iniziando dalla famosa Kinsella) anche qui in Italia conquistandosi una grossa fetta del mercato letterario e vari scaffali delle librerie fisiche e virtuali.

Insomma, dicevo (mammina quanto sono prolissa quando voglio!) che in questo romance non manca niente di fondamentale. Jordan ha ventisei anni ed è molto più che bella, caratteristica che lei ha sempre sfruttato alla grandissima e in maniera sapiente per rendere la sua vita non proprio lieve un po’ più semplice da gestire. Ma adesso, a quasi trent’anni, è giunta l’ora di tirare i remi in barca e cominciare a fare due calcoli: servono soldi. Soldi sicuri e soldi per sempre. Si trasferisce a New York e trova lavoro davanti all’ospedale dove, se tutto andrà bene, conoscerà un medico pluridivorziato, molto impegnato e abbastanza vecchio da non darle noia ma darle abbastanza soldi da sopravvivere serenamente.

Peccato che sul suo cammino, anzi, sulla sua appendice, capiti Rory, un giovane specializzando bello come Derek (non sapete chi è Derek-il-medico??? Aggiornatevi, bimbe) che, con le buone e con le cattive, probabilmente cambierà il corso delle cose.

Probabilmente, ho detto?

Eddai… è un romance.

Ci siamo capite.

Perché gli ho dato 7?

Gli ho dato 7 perché è piacevole. Non bello, non bellissimo, non una roba da premio bancarella, ma piacevole. Si legge, si sogna, si parla d’amore, c’è un bell’uomo (troppo giovane e dunque non molto appetibile per me)… insomma, c’è tutto quello che volevo e che ho trovato. Capita spesso con la Premoli. Poco da fare, è brava. Certo questo è il suo campo, lei è la campionessa dei romance, gioca a mani basse. Ma è brava, e bisogna riconoscerglielo. Perché parlo così? Perché il romance viene bistrattato. Anche da me, sia chiaro.

Se dici che leggi romance lo sguardo della gente sarà misto compatimento misto schifo misto ribrezzo misto “Ho visto un cadavere”. Non si fa proprio bella figura, ecco.

Ma io lo dico e lo ridico: leggo tanto horror, tanto thriller, tanto noir. Io ho BISOGNO di leggere altro. Ho bisogno di sognare, di sorridere, di spegnere il cervello. E questo tipo di libro spegne il cervello in via quasi definitiva. Davvero un attimo dimenticarsi il proprio nome, di avere una famiglia, una figlia, delle esigenze fisiche. I romance fagocitano l’anima. O almeno… la mia.

E se non mi sento di parlarne come di un genere altissimo, altrettanto non mi sento di ghettizzarlo. Il romance è il romance e, nel suo ambito, questo è un buon romance dalle buone atmosfere. Gli ambienti interni sono molto meglio descritti di quelli esterni e non tutti i personaggi sono efficaci allo stesso modo, ma è un buon romance dal titolo osceno e banale, stucchevole e sciocchino. Se solo cominciassero a dare a questa tipologia di libro dei titoli più decenti io credo che le cose cambierebbero. Sarebbe un mondo migliore.

In definitiva: se amate i romance, avete voglia di evasione e non avete mai letto la Premoli… provate, scaricatelo, compratelo. ma se non avete mai letto la Premoli forse vale più la pena leggere Un giorno perfetto per innamorarsi o Come inciampare nel principe azzurro. 

Vi ho confuso le idee?

Ops… scusate.

🙂

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