Il re del nulla

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Titolo: Il re del nulla

Autore: Daniele Salvato e Andrea Loreti

Editore: Self

Anno: 2017

Pagine: 135

Prezzo: 7,00 euro per la versione cartacea acquistabile qui – 1,50 euro per la versione digitale acquistabile qui

Il voto della Kate: 6

SINOSSI:

Livorno, Maggio 2018. Un virus inarrestabile ha sconvolto il mondo. Chi muore, ritorna in cerca di carne fresca. Chi sopravvive deve lottare quotidianamente per andare avanti. Per Daniele inizia una lunga avventura nella sua città ormai terra dei “decomposti”.

LA RECE DELLA KATE:

Di lui non sappiamo niente, nemmeno il nome. Non sappiamo cosa facesse prima, non sappiamo se avesse un lavoro, se è laureato, se avesse dei genitori, un cane, un gatto, un cardellino. Non sappiamo se era bravo a scuola, non sappiamo se ha un bel viso o se invece è un cesso. Non sappiamo se amava andare a mangiare la pizza con gli amici, se amasse il gelato, se gli piacesse guidare, dove amava andare in vacanza.

Sappiamo solo una cosa, probabilmente l’unica degna di nota: è un sopravvissuto.

È il 2018, ci troviamo a Livorno e questo è il suo diario.

I decomposti, come li chiama lui, hanno invaso le città, uccidendo buona parte degli esseri umani e riducendoli a morti che camminano, battono insistenti sulle porte e ululano nel buio della notte. Le scorte di cibo cominciano a scarseggiare, l’acqua è finita da un pezzo, restare in vita è una priorità. Ma tentare di uscire di casa per cercare dei generi alimentari è una sfida al concetto stesso di vita.

Questa è la sua vita, ora. Una lotta quotidiana per la sopravvivenza, per ritagliare un minuto in più, un’ora in più, un giorno in più. Per cercare di vedere l’alba di un giorno in cui qualcuno verrà a salvarlo, ucciderà tutte quelle bestie là fuori e l’umanità potrà continuare a prosperare. Si vive per la speranza, sempre. Una speranza che ti porta a unirti ad altri esseri umani, che ti porta a innamorarti, che ti porta a cercare un barlume di normalità anche in mezzo alla tragedia. È la speranza di libertà ciò che ci rende quello che siamo. E lui continua a sperare.

Perché gli ho dato 6?

Gli ho dato 6 perché a questo romanzo breve manca a volte il guizzo di vita che è necessario per distinguersi dalla massa. In un non molto recente post Facebook si cercava di rispondere all’annoso quesito: “Gli zombi hanno ancora qualcosa da dire?”. Lo ammetto, la mia risposta è stata un secco e sonoro no. La verità è che per quanto mi riguarda non solo il mercato è stra-saturo, ma sono usciti romanzi tanto belli che riuscire a dire qualcosa di nuovo e che provochi un minimo senso di stupore è praticamente impossibile.

Quindi il 6 è frutto in parte di un editing non sempre preciso e di una prosa un pochino troppo elementare, ma è anche il risultato di una MIA personalissima opinione. O mi stupisci e mi fai ribaltare dalla sedia fratturandomi il cranio oppure hai solo aggiunto l’ennesimo mattoncino alla letteratura zombi. Mattoncino del quale certamente ti siamo tutti molto grati perché la lettura è piacevole e scorrevole e divertente, ma che nulla aggiunge a ciò che negli ultimi anni di trend-zombi è stato detto. Ma – lo ripetiamo – dire qualcosa che sia davvero nuovo e inedito è SERIAMENTE difficile.

A favore di questo breve romanzo c’è una scorrevolezza piacevole che lo fa leggere in poco meno di due ore e che è quindi adatto a un approccio (che gioco di parole!) mordi-e-fuggi, quasi un fumetto più che un romanzo. Una serie di scene, di tavole, di suggestioni che, senza troppo pretendere dal lettore, riescono a tratteggiare uno scenario italiano post-apocalittico in balia di zombi che (inizialmente) sono poco più che fantocci ridicoli e abbastanza (abbastanza!) inoffensivi. Quasi un fastidio, più che un reale pericolo. Le cose (inaspettatamente e questo è un altro importante punto a favore) cambieranno e muteranno col passare del tempo e il lettore rimarrà piacevolmente stupito da quel guizzo che tanto attendeva.

I motivi per leggerlo, insomma, ci sono. Se siete appassionati del genere potrete certamente fare il vostro download in tutta serenità certi di trovare tutti gli archetipi del genere senza aspettarvi però niente di più di ciò che si propone di essere: un romanzo breve a tema zombesco.

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2 pensieri su “Il re del nulla

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