Dieci e lode

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Titolo: Dieci e lode

Autore: Sveva Casati Modignani

Editore: Sperling&Kupfer

Anno: 2016

Pagine: 510

Prezzo: 19,90 euro per il formato cartaceo – 9,99 euro per il formato digitale acquistabile qui

Il voto della Kate: 7

SINOSSI: 

Passiamo tanto tempo a inseguire sogni che ci sfuggono di mano, una felicità che non si lascia catturare. E poi capita che il meglio della vita si sveli in un attimo, magari nella magia di un incontro inatteso. Come quello tra Lorenzo e Fiamma, sorpresi da un amore che nemmeno loro, forse, credevano più possibile. Lorenzo Perego, uomo di grande fascino e cultura, insegna geografia economica in una scuola professionale di Milano. Avrebbe potuto scegliere un istituto più prestigioso, ma l’insegnamento è la sua passione e aiutare i ragazzi di talento in una realtà difficile e spesso desolante è una sfida che lo entusiasma e lo arricchisce. Non ha una famiglia tutta sua, ma, come ama ripetere, i suoi studenti sono come figli. Fiamma Morino ha poco più di quarant’anni, è madre di due bambine che adora, frutto di un matrimonio sbagliato, e direttore editoriale di una piccola e florida casa editrice che lei stessa ha fondato insieme al suo più grande amico, purtroppo venuto a mancare. Ora che la casa editrice sta per subire un drastico cambiamento di gestione, che Fiamma non condivide, è disposta a tutto pur di difenderla e di continuare a garantire la cura e l’amore con cui da sempre si dedica ai suoi autori. Lorenzo e Fiamma: il professore e la donna dei libri. Attraverso la loro esperienza, vediamo uno spaccato dell’Italia di oggi, quella della crisi della scuola e dell’economia, ma anche quella fatta di persone intraprendenti, pronte a rimboccarsi le maniche e decise a non arrendersi.

LA RECE DELLA KATE:

Quarantadue anni, quella classe innata che solo poche donne hanno, il mento alto, il sorriso dolce e intelligente e quei suoi capelli rosso fuoco, Fiamma trova pace solo in mezzo ai libri, nella sua casa editrice. La vita, Fiamma, se l’è dovuta guadagnare passettino dopo passettino, aiutata da nessuno se non da sé stessa e dall’amore di quel papà affettuoso che l’ha dovuta difendere sin dall’inizio dalla ruvidezza di una madre che mai le ha dimostrato un briciolo di affetto e che l’ha sempre e solo giudicata, l’ha sempre e solo guardata con dispetto e riprovazione come se fosse tutta sbagliata, come se fosse sbagliato anche il solo fatto che lei ci fosse.

Lorenzo invece è un professore. Ma non uno normale, no. Uno dei quegli insegnanti che crede ancora nel suo lavoro e crede con tutta la sua forza nel potere dei giovani. Studioso appassionato, uomo affascinante, compagno superlativo della sua Fiamma, Lorenzo è l’emblema di una classe insegnante che può e che deve cambiare, che può fare la differenza, che può non solo insegnare, ma anche formare gli adulti di domani.

Ma quando Bianca annuncia a Fiamma che Il meleto verrà ceduto a un grosso gruppo editoriale Fiamma sente il suo bellissimo mondo crollarle addosso. Perché Bianca non ha cercato un’altra soluzione? Perché Bianca non gliene ha parlato prima? Perché la sua meravigliosa e florida casa editrice deve finire tra le mani di gente che i libri non sa nemmeno cosa siano? Il meleto verrà stravolto, le scelte editoriale ribaltate e Fiamma…. Fiamma è distrutta, perché Il meleto fa parte di lei, del suo passato, di tutto ciò in cui ha sempre creduto. Il meleto è lei. Il meleto è il caro amico Alberto.

E mentre Fiamma, lancia in resta, si prepara ad affrontare i nuovi capi, Lorenzo si trova a dover sostenere una prova umanamente molto difficile quando una delle sue alunne, una ragazza musulmana, rimane incinta di un ragazzo italiano rischiando così di essere letteralmente linciata dalla sua famiglia di origine.

Come accade in moltissimi romanzi firmati dalla Casati Modignani, presente e passato si intrecciano e, grazie ai numerosi flash back sparsi qui e lì in mezzo al libro, al lettore viene permesso di conoscere in modo abbastanza preciso la vita di Fiamma, di Lorenzo, di Bianca e di Alberto arrivando quindi a poter delineare con sufficiente precisione non solo le loro vite ma anche i loro caratteri e le loro scelte.

Protagonisti assoluti e indiscussi, ovviamente, Fiamma e Lorenzo, attorno ai quali, come satelliti, orbitano adolescenti in difficoltà, autori con manie di protagonismo, scomodi amori passati e meravigliosi amori romantici.

Dagli anni Ottanta sino a un oggi l’affresco di un’epoca e un grande caleidoscopio umano.

Perché gli ho dato 7?

Sveva Casati Modignani è la mia coperta di Linus. Uno dei pochi scrittori che so di poter prendere in mano quando sono in crisi. Non esiste, per me, crisi di lettura che non possa essere superata grazie alla Svevona nazionale. Sveva Casati Modignani è la regina indiscussa di quel romance all’italiana che non si vergogna di esserlo (ma che a volte ci si vergogna di leggere). Anche perché – diggggggiamolo – la Svevona con i suoi librini romance ci ha fatto i milioni quindi, libri leggeri per libri leggeri, mi pare ovvio che qualcosina, questa donna, sappia effettivamente produrre.

Poi, come dicevo nel mio breve video su Instagram (se non mi seguite ancora, seguitemi!) da lei avrai una cosa ben precisa. Niente di più. Ma nemmeno (e non è mica poco di questi tempi) niente di meno. E sapete cosa vi dico? È proprio QUELLO che fa di Sveva Casati Modignani ciò che è.

Il filo conduttore di tutti i suoi libri è formato da una decina di semplicissimi elementi che si ripetono, stabili, da molti anni:

  1. Almeno una donna tanto bella da sembrare finta
  2. Almeno una donna ricca da far schifo
  3. Almeno una (ma meglio due) case enormi di quelle che quando le vedi inchiodi la macchina e sbavi un po’ sul volante
  4. Una manciata di uomini bellissimi. Di solito uno è bello e scemo mentre gli altri sono belli e intelligenti
  5. Gli uomini sono tutti dolcissimi e chiamano le loro compagni/mogli/amanti “Tesoro mio” “Amore caro” “Piccola principessa”. Roba che ti chiedi da dove cazzo sia venuto fuori tuo marito, porco cane.
  6. Miele che cola da ogni pagina. Tanto miele. Un sacco di miele. La stucchevolezza più assoluta e sfacciata. Tipo lei che rientra e lui che la accoglie con i due calici di vino e un bacio tra collo e clavicola (roba che se lo fai a me butto il bicchiere per terra e ti picchio fino a cambiarti i connotati)
  7. Almeno uno stronzo che gira, se sono di più è anche meglio
  8. Flash back come se piovessero
  9. Dialoghi improbabilissimi
  10. Un lieto fine da spaccare tutto pim pum pam (spoiler: molto spesso lei, a sorpresa, scopre di essere incinta e se non c’è traccia del padre chissenefrega, le donne della Modignani hanno due palle così)

Ma è una cosa poi così strana, quella di ripetere ossessivamente alcuni elementi?

Assolutamente no.

Scordatevi che sia una cosa strana e/o riprovevole.

Tutti i generi hanno i loro capisaldi, tutti i generi hanno bisogno di alcune “colonne” a reggere la storia. Il romance non fa differenza. E sapete un’altra cosa? I lettori, quelle cose lì, LE VOGLIONO. Provate a comprare un libro della Modignani e a trovarci dentro armi da fuoco, prostitute e… che ne so, i sobborghi di Bari. Vedete come sbattete il libro dentro al camino acceso. Se compro un libro della Modignani io voglio quelle dieci cose che ho elencato poco sopra. Non ci sono cavoli, le discussioni stanno a zero.

E queste storie che si ripetono all’infinito e nelle quali, alla fine dei conti, cambiano solo i nomi e a volte (ma non sempre) le location, piacciono. Piacciono le storie (quindi i plot), ma piace anche la stessa autrice che non smette mai (nonostante siano passati secoli) di usare quel tono vagamente snob, decisamente vintage, sempre autorevole e distaccato da vecchia signora. Cosa che è, tra l’altro.

Ricordo che la vidi in una puntata di uno dei tanti programmi di Benedetta Parodi, in cucina, con twinset di cachemire e filo di perle addosso. Era a suo agio come una lontra davanti alla televisione, più o meno. Fuori contesto, fuori target, fuori completamente, non fece un sorriso che fosse uno e si muoveva tra i fornelli come se, potenzialmente, potessero esploderle addosso riducendola a un ammasso di carne.

La Svevona è così, rigida e impostata.

E noi la amiamo così, rigida e impostata.

Gli ho dato 7 perché siamo ben lontani dai primi libri che scriveva col marito. Perché tutto sommato una botta di vita ogni tanto potrebbe darla. Perché il finale non mi è piaciuto.

Ma ho letto – scopro adesso – 500 pagine in cinque ore.

Poco da fare: la magia si è compiuta ancora.

Brava Svevona.

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