Ho sposato una vegana – Una storia vera, purtroppo

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Titolo: Ho sposato una vegana – Una storia vera, purtroppo

Autore: Fausto Brizzi

Editore: Einaudi

Anno: 2016

Pagine: 130

Prezzo: 10,00 euro per il formato cartaceo acquistabile qui – 6,99 euro per il formato digitale acquistabile qui

Il voto della Kate: 6/7

SINOSSI:

Sposare una vegana ha conseguenze imprevedibili. Puoi ritrovarti a brucare l’erba da un vaso sul terrazzo, e sentirti in colpa per tutte le telline mangiate nella tua «crudele» vita precedente. Seguire questa dieta, scopri inoltre, comporta un grande dispendio di energie e – chissà perché? – di denaro. Roba da diventare nervosi per davvero, ancor piú quando, dopo mesi di torture, con sorpresa e quasi fastidio, sei costretto ad ammettere che i tuoi esami medici sono, per la prima volta, perfetti. A ogni modo, la storia di Fausto e Claudia ha un lieto fine, nel senso che Claudia vince (stravince, sarebbe piú corretto dire) e Fausto si arrende (senza nemmeno l’onore delle armi). Le cose vanno bene. Solo che, proprio sui titoli di coda, spunta una complicazione: l’imminente arrivo di una figlia. Avrà cuore, Fausto, di farne un’erbivora fin dalla nascita?

LA RECE DELLA KATE:

“Sai, mi piaci davvero tanto… peccato che morirai presto!”

E si congeda così, lei, scomparendo nella notte dopo il primo appuntamento più disastroso della storia dei primi appuntamenti disastrosi.

Lei è Claudia, Claudia Zanella. Classe 1979, attrice di una certa fama, bella bellissima e sana sanissima. Claudia ha tutto quello che a Fausto piace. Insomma, diciamo che una cosa di lei la sa e gli basta: è bella da togliere il fiato. Fausto è Fausto Brizzi, classe 1968, regista italiano di film quali Notte prima degli esami, Femmine contro maschi, Ex, Forever Young e molti, moltissimi altri. E nonostante il primo appuntamento sia andato così, con lei che parlava dei rischi del mangiare carne mentre tagliava in tre una lattuga e lui che fingeva di non avere più fame… nonostante tutto la vuole rivedere. Ancora e ancora. E mentre loro continuano a frequentarsi lui comincia a farsi una cultura di filosofia green così da arrivare – nell’unico modo possibile – al cuore della sua amata che, per ora, resta sulle sue. Perché è vero che lui l’ha invitata a casa cucinando (?) solo cose vegane, ma è anche vero che lei, spulciando i libri nella libreria di lui, trova un barattolo gigante di Nutella che lui non si era sentito di gettare nella spazzatura (ma che aveva pensato di aver occultato a dovere).

Ma mia madre diceva che quando l’amore c’è la gamba tira il piè. Avete capito, no? Quando c’è l’amore, insomma, le cose vengono spontanee e tutto succede naturalmente.

E insomma Fausto si ritrova a convivere con la sua Claudia, con Lana la cana e con molti, moltissimi attrezzi da cucina che lui nemmeno sapeva potessero mai essere anche solo pensati, figuriamoci poi anche costruiti e messi in commercio mentre al suo amato microonde viene staccata la spina per sempre.

Claudia, oltre a essere bellissima, ne sa anche una più del diavolo. La convivenza segna l’inizio e la fine di molte cose. Tra le quali, ovviamente, l’alimentazione onnivora di Fausto che, per amore, abbandona a malincuore costolette e ragù e abbraccia germogli, semi e beveroni disgustosi e viscidi.

Perché lo ha fatto?

Per amore, dice. Ma anche perché frequentando Claudia, leggendo e ascoltando lei si è reso conto che così è… be’, è semplicemente meglio per tutti.

E così la vita prosegue tra le follie della sua compagna e la vita di tutti i giorni che può portarti anche a strafogarti di tortellini alla panna quando lei non vede e non può fermarti, che ti può portare anche a fare una settimana di digiuno per farla contenta e che ti può portare a curarti con aglio e limone per una notte intera.

Loro sono Fausto e Claudia, coppia famosa sui tappeti rossi che, una volta spente le luci della ribalta rimangono quello che sono: una coppia molto innamorata, forse bizzarra, certamente giudicata ma innegabilmente felice. Anche senza carne. E latticini. E derivati. E miele. E pesce.

Pare si riesca a essere felici anche così, sì.

Perché gli ho dato 6/7?

Faustro Brizzi  è un narratore capace e molto efficace. Non cade mai nell’errore di mettere insieme troppe parole per convalidare un concetto. Le sue frasi sono brevi, i suoi dialoghi concisi e brillantissimi, i suoi racconti divertentissimi e spiazzanti (del resto l’impronta del regista deve pur vedersi, no?). Con pochissime pennellate riesce a rendere l’idea di una vita che, potenzialmente infernale, si riduce a essere una vita come tante altre. Solo un filino più complicata.

Il problema?

L’affresco schizoide che viene fuori quando parla di sua moglie Claudia.

Io mi auguro che lei sia stata scritturata ancora, dopo l’uscita di questo libro, perché vi giuro, io l’avrei catalogata sotto la voce FOLLE e l’avrei lasciata a marcire tra le mura di casa sua. Sì, la fotografia che ne esce è piuttosto imbarazzante. La Zanella è più instabile di un tavolo a tre gambe, più pazza di un internato, più pericolosa di una bomba chimica.

Onestamente, non me la sento di giudicarla con affetto. E nemmeno mi diverte, questo personaggio.

Mi hanno divertito i racconti, quello sì, perché lui è un abilissimo intrattenitore, perché il libro è breve e si beve in poco più di un’oretta, perché tiene un sacco di compagnia e perché si sente una vicinanza incredibile con questo povero uomo costretto a vivere come un condannato a morte.

Oh, lasciatemi stare! Lo sapete, non sarò mai salutista. Tutto quello che faccio è cercare di mangiare poco McDonalds. Stop. Lo mangerei tutti i giorni e invece mi limito a una volta ogni quaranta giorni. E mi sento una fottuta eroina, ok? Ok? E poi, certo, cerco di mangiare molta frutta e molta verdura, non ho mai fumato, non bevo se non un dito di vino a pasto ogni tot… ma basta, questo è tutto quello che faccio per me, per gli animali e per il pianeta. Sono una di quelle persone, lo dirò ancora più chiaramente, che giudica con molta perplessità i vegani. Non mi sembra, alla fine dei conti, che questa unica vita che abbiamo debba essere passata a bere centrifugati o semi. Il cibo è puro piacere. Sono scariche adrenaliniche. Sensazioni simili a quelle dell’orgasmo. Un piacere fisico che arriva direttamente al cervello. SBAM! La vita DEVE essere anche questo, cribbio. DEVE esserlo.

Ma queste sono considerazioni mie e solo mie, e so che non dovrei giudicare chi la pensa diversamente da me. Ma sono umana. E mi capita.

In definitiva, quindi, un libro piccino molto divertente con una protagonista femminile PER I MIEI GUSTI piuttosto antipatica, al limite dello squilibrio mentale, a dirla tutta.

Una donna che proibisce lana, pelle, microonde, bagnoschiuma, shampoo, cioccolato bianco, camini, detersivi, wi-fi, coperte in piuma. Una donna che bruca la verdura direttamente dal vaso in balcone, santo cielo benedetto! E così il povero Fausto si ritrova al suo matrimonio vegan con gli invitati in fin di vita dalla fame a spacciare mozzarella di bufala arrivata di sgamo lontani dalla sposa. Il povero Fausto si trova a dover chiamare la protezione animali esotici di Roma perché una lucertola da giardino è stata azzannata dal gatto dei vicini. Il povero Fausto si trova a dover discutere con la polizia dell’aeroporto nel tentativo di spiegare cosa sono quei 10 pacchi di roba bianca e piccina contenuti nella sua valigia. Riso. Era riso. Riso integrale, per la precisione, perché Claudia mangia solo riso integrale e chi lo sa se in Thailandia il riso integrale lo hanno? Meglio portarlo da casa, meglio così.

Ma una cosa è certa: sono più le volte in cui si ride che le volte in cui ci si arrabbia. E questo libro fa bene all’umore, tutto sommato. E Dio solo sa quanto bisogno abbiamo di essere felici. Sani, certamente, ci mancherebbe altro, ma anche felici. Sereni, leggeri, calmi. E questo libro aiuta. Mi ha rilassata, mi ha calmata, mi ha molto divertita. Probabilmente non tanto perché certe situazioni siano comiche. Credo che siano molto più tragiche che comiche e io da una donna del genere starei lontana ANNI LUCE, ma resta il fatto che Brizzi è riuscito a rendere divertenti anche le tragicità. Un vero dono.

Se siete vegani leggetelo solo se siete anche spiritosi.

Se lo leggete, fate di non essere influenzabili, perché io non vi voglio sulla coscienza.

E se siete vegani non vogliatemene, io cercherò di non volerne a voi.

 

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