Tutta la pioggia del cielo

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Titolo: Tutta la pioggia del cielo

Autore: Angela Contini

Editore: Newton Compton

Anno: 2016

Pagine: 231

Prezzo: 6,90 euro per il formato cartaceo – 3,99 euro per il formato digitale

Il voto della Kate: 7½

SINOSSI:

Lui odia le scemenze, è vegano e innamorato della natura. Lei odia le rane, ha paura degli animali e quando si mette in testa una cosa non c’è verso di farle cambiare idea. Victoria è una scrittrice di successo in crisi creativa. Il suo agente, per aiutarla a superare l’impasse, la spedisce da Chicago in una tranquilla fattoria nel Vermont, dove il silenzio è l’unica cosa che non manca. Nath è di una bellezza selvaggia, ma burbero e scostante fino alla maleducazione. Ha deciso di rinunciare a un lavoro prestigioso per dedicarsi alla vecchia fattoria del padre, anche se è sempre più schiacciato dai debiti. Perciò la sorella Susan gli propone di affittare una stanza a una ragazza di città con il blocco dello scrittore che, assicura, non gli darà alcun fastidio. E invece i guai, sotto forma di un viso pieno di lentiggini e inappropriati tacchi alti, stanno per arrivare…

LA RECE DELLA KATE:

Nath è tutto quello che voglio. Bello, fisicato, ama la natura, ama gli animali, ha sempre la battuta pronta, è un vero stronzo, odia le donne e i bambini vanno bene ma a casa degli altri. Ha un solo difetto: è vegano. Massantoddio, ma basta con ‘sta mania. Ma basta! Nath, almeno tu! Non si può leggere un uomo così vigoroso e macho che beve latte di soia, dai. Non fatemi cadere le… braccia, vi prego! Probabilmente l’autrice è vegana. Probabilmente. Magari no, magari pasteggia a costine pranzo e cena, che ne so io. Ma qualcosa mi dice che abbia contaminato il mio Nath con le sue manie alimentari. Sono polemica? Sono polemica.

Ad ogni modo. Torniamo a noi.

Nath, dicevamo, è tutto quello che io sogno. Anche se è un filo troppo giovane, credo di essermi innamorata di Nath. Vedo i suoi muscoli guizzare davanti ai miei occhi ogni volta che li sbatto. Insomma, mi sono presa una cotta letteraria!!!

Victoria è una specie di diva della carta stampata, la regina delle vendite di libri, la dea delle classifiche, una specie di Sveva Casati Modignani ma giovane e gnocca, credo. Una tipa da romance scala-vendite un po’ ruvida e molto sicura di sé stessa, almeno fino a quando l’ispirazione va a farsi una vacanza e a lei non viene messo un po’ di pepe al culo. Ha pochissimo tempo per scrivere l’ennesimo best seller e, tanto per non farsi mancare niente, deve pure esserci del sesso. Il sesso vende, si sa. E così la ragazza si trova in un bel pasticcio. Se non scrive, perde il posto in scuderia, e se perde il posto perde i soldi, e se perde i soldi e perde la fama… addio successo e addio bella vita.

Ma una soluzione c’è, seppur non comodissima: un tizio nel Vermont ha bisogno di soldi, soldi che gli può dare lei affittando una camera nella sua deliziosa fattoria, un luogo ameno nel quale lei potrà riprendere contatto con la natura e con la parte più intima di sé. Riacciuffare l’ispirazione, insomma!

La convivenza tra i due è disastrosa. Burbero e scontroso lui, acida e viziata lei, non mancheranno litigi epocali e porte sbattute in faccia. Sullo sfondo ma nemmeno tanto, un Vermont affascinante, verde e lussureggiante (uh, la rima) colmo di colori, suoni e profumi. Victoria, ma anche il lettore, si farà catturare senza rimedio da tanta bellezza e se  l’ispirazione tornerà a far capolino nella testa della bella scrittrice, non mancherà, ovviamente, un amore appassionato e struggente che non potrete non seguire riga dopo riga con il fiato sospeso, tifando per quell’uomo insopportabile e maleducato ma bello e dolcissimo.

Perché gli ho dato 7½?

Gli ho dato sette e mezzo perché è un romance molto carino, scorrevolissimo e con due personaggi vivaci e frizzanti. Niente frasi smelense, niente banalità da romance, niente scene di sesso da far accapponare la pelle.

Unica nota negativa, tra i capitoli del vero romanzo, anche il romanzo che Victoria scrive una volta tornata l’ispirazione. Ne avrei fatto volentieri a meno di un libro dentro al libro, anche perché è difficile pensare che Victoria sia una da classifica con un romanzetto come quello spiaccicato tra le pagine del “nostro” libro. Ma tant’è, e comunque il sacrificio è necessario per una chiusa del romanzo molto carina (anche se vagamente da latte alle ginocchia).

Ma le si perdona tutto, alla nostra autrice, perché mi ha fatta sognare per alcune ore, mi ha fatto spuntare molti sorrisi, mi ha tenuto tanta compagnia e alla sera, infilandomi il mio pigiama super peloso, già pregustavo la lettura di Tutta la pioggia del cielo. Credo che infilarsi il pigiama e non vedere l’ora di prendere in mano un libro sia una cosa bellissima e un incredibile e tangibile attestato di apprezzamento per l’autore.

La narrazione è affidata a entrambi a capitoli alterni, tecnica che non sempre mi aggrada ma che, almeno questa volta, ha reso il tutto vagamente più fluido e meno statico.

Insomma, ovviamente si parla di un romance da leggere in due-tre ore, una cosa leggera e piacevole per il fine settimana, un amore classico ma senza tempo e una location davvero molto, molto affascinante.

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2 pensieri su “Tutta la pioggia del cielo

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