La coppia perfetta

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Titolo: La coppia perfetta

Autore: B.A. Paris

Editore: Nord

Anno: 2016 (Dal 1 settembre 2016)

Pagine: 406

Prezzo: 16,90 euro per il formato cartaceo – 9,99 per il formato digitale

Il voto della Kate: 8

SINOSSI:

Chiunque avesse l’occasione di conoscere Jack e Grace Angel penserebbe che sono la coppia perfetta. Lui un avvocato di successo, affascinante, spiritoso. Lei una donna elegante e una padrona di casa impeccabile. Chiunque allora vorrebbe conoscere meglio Grace, diventare sua amica, scoprendo però che è quasi impossibile anche solo prendere un caffè con lei: non ha un cellulare né un indirizzo email, e comunque non esce mai senza Jack al proprio fianco. Chiunque penserebbe che in fondo è il classico comportamento degli sposi novelli, che non vogliono passare nemmeno un minuto separati. Eppure, alla fine, qualcuno potrebbe sospettare che ci sia qualcosa di strano nel rapporto fra Grace e Jack. E chiedersi per esempio perché, subito dopo il matrimonio, Grace ha lasciato un ottimo lavoro sebbene ancora non abbia figli, perché non risponde mai nemmeno al telefono di casa, perché ci sono delle sbarre alle finestre della camera da letto. E a quel qualcuno potrebbe venire il dubbio che, forse, la coppia perfetta in realtà è la bugia perfetta…

LA RECE DELLA KATE:

Grace ha trentacinque anni, Jack ha superato da poco la quarantina.

Grace è la donna della porta accanto; non bella, non ricca, non particolarmente dotata.

Jack, invece, è il classico uomo-copertina; bello e affascinante, è un avvocato di successo il cui nome compare da sempre a fianco dei casi di cronaca più famosi e più conosciuti. Jack non ha mai perso una causa, mai. È solido, affidabile, sicuro di quello che fa e di come lo fa. Si occupa, per dovere morale (così parrebbe) dei più crudeli ed efferati casi di violenza domestica. I suoi occhi e la sua mente sono pieni di immagini terrificanti; lividi, tagli, occhi pesti, lacrime silenziose. Ma Jack è un uomo che non perde smalto, savoire faire, eleganza. Si muove per il mondo come se il mondo fosse la sua personale passerella, sa farsi ascoltare da una giuria e dall’ultimo dei garzoni, il suo sorriso farebbe sciogliere come neve al sole anche la donna più algida. Ma, soprattutto, Jack ama Grace. La ama da quando, un paio di anni prima, l’ha notata in un parco con Millie, la sua sorella minore, purtroppo affetta dalla sindrome di Down. Millie e Grace sono legatissime e Jack ha presto compreso che per arrivare al cuore di Grace doveva prima arrivare al cuore di Millie, allegra, vivace e piena di vita.

E così ha fatto. Jack si è prostrato ai piedi delle due sorelle offrendo tempo, denaro, attenzioni e tanto, tanto amore.

Piombiamo nelle vite di Jack e Grace in medias res, e li troviamo nel pieno di una cena tra amici. Respiriamo aria di ricchezza ovunque. Grace è ben vestita, i suoi movimenti sono eleganti e misurati, il dialogo è vagamente affettato, di quell’educazione che si confà a una certa categoria di persone. Niente barbecue e birra, insomma, ma solo le carni migliori e i migliori vini, in casa Angel. I vini migliori, le carni migliori, la moglie migliore, il marito migliore. Fanno vacanze da sogno in luoghi costosi, dalla casa al giardino tutto rispecchia buongusto e finezza, nulla è ostentato, tutto è naturale e sciolto. Tutto, ma proprio tutto è perfetto in casa Angel. Santo cielo, anche il cognome pare essergli cucito addosso! Jack Angel: chi non darebbe la sua libertà e la sua vita in mano a quest’uomo stupendo, innamorato, ricco e gentile? Solo un pazzo, no?

Ma che qualcosa non vada lo si capisce fin dall’inizio. Qualcosa suona sinistro, in casa Angel. Nelle orecchie dei lettori trilla, insistente, un campanello di allarme. Va tutto troppo, troppo bene. E Grace è troppo, troppo strana. E perché Jack continua a seguirla, perché pare pilotare i discorsi a tavola? Perché pare proprio metterle le parole in bocca?

Cosa c’è che non va in casa Angel?

Chi sono, davvero, Jack e Grace?

PERCHÉ GLI HO DATO 8:

Quando la CE Nord mi ha mandato il comunicato stampa relativo a questo romanzo che uscirà il 1 settembre ho risposto di impulso, dicendomi interessata a recensirlo. Dalla sinossi alla cover, sino ad arrivare al titolo, tutto urlava “LEGGIMI!”.

Grazie alla CE Nord (che quindi ringrazio di tutto cuore) ho potuto leggere e quindi recensire per voi, amici lettori del mio cuore, questo incredibile (e direi stranissimo) thriller.

La coppia perfetta è un thriller decisamente anomalo e fuori dagli schemi, probabilmente il primo thriller del genere che io abbia mai letto nella mia vita… anche se, a causa della mia memoria da pesce rosso non posso esserne certa al cento percento. Rimane il fatto che credo sia un caso più unico che raro.

Il punto focale dei thriller classici è che la trama, il plot, si sviluppa molto piano, fino ad arrivare al suo culmine, al punto massimo della parabola, verso la fine. Solo allora tutti i nodi cominciano a venire al pettine, riusciamo a capire perché al capitolo dodici la protagonista ha fatto quelle determinata cosa, perché al capitolo due il tizio ne ha fatta un’altra, eccetera eccetera. No? Non è così?

Mi viene in mente un’altra coppia celebre, quella di L’amore bugiardo, acclamatissimo libro e ancor più acclamato film (lasciate perdere il film e leggetevi il libro, ve lo ordino!) nel quale lo scioglimento della trama è anch’esso anomalo ma comunque appena più classico di questo caso di cui stiamo parlando.

Dove voglio arrivare?

Voglio arrivare a dire che qui tutti sappiamo che Jack e Grace NON sono AFFATTO perfetti. Lo so io, lo sapete voi. Altrimenti il libro NON si chiamerebbe La coppia perfetta.

Fino a qui ci siamo?

Molto bene.

Ma cosa li rende particolari? Cosa fa di questo libro un thriller? Questa domanda, in un libro “normale” troverebbe risposta a tre quarti della sua lunghezza. Facendoci mormorare: “Vabbè, lo sapevo…”.

Ma a B.A. Paris non importa nulla del pathos iniziale tanto caro ai giallisti e ai thrilleristi. A B.A. Paris importa tenere alta la tensione SEMPRE. Dalla prima pagina (proprio dalla prima) fino all’ultima riga (proprio l’ultima, l’ultima battuta). Questo importa. Importa farmi leggere 400 pagine in boh… tre ore? Tre ore e mezzo? Click, click, click. Il mio dito continuava a pigiare sul bordo del Kindle senza sosta, fino alle due di notte, fino a non poterne più, fino a che non si chiudevano gli occhi, fino ad arrivare al 97% di lettura e pensare: “No. No, la fine domattina”.

Continuavo a pensare che fosse strano aver saputo tutto subito, continuavo a pensare che non so se poi, alla fin fine, questa cosa mi piacesse o meno, ma continuavo a leggere, leggere, leggere. E non riuscivo a smettere in nessun modo, perché DOVEVO SAPERE. A tutti i costi.

Era sete di giustizia, di vendetta, di verità.

Dovevo spegnere il Kindle e cancellare il libro con un sospiro di sollievo. Dovevo avere ciò che volevo.

L’ho avuto?

In parte amici, solo in parte.

Fosse per me Jack sarebbe prima stato torturato a sangue per giorni e giorni e poi, solo poi, messo in galera con millanta ergastoli addosso.

Ad ogni buon conto, se anche altre blogger hanno parlato di questo romanzo in termini ben più chiari e precisi, dando ai loro followers tutte le informazioni del caso, io scelgo invece di tenervi in sospeso e di non raccontarvi proprio tutto-tutto-tutto. Non mi pare, sinceramente, il caso. Tanto non vi preoccupate, tutto vi verrà svelato poche pagine dopo aver iniziato a leggere, giuro! E la scoperta vi farà rabbrividire.

Credo che La coppia perfetta ci possa far riflettere molto su ciò che i nostri occhi vedono, possono vedere o vogliono vedere. Guardiamo davvero chi ci sta vicino? Riusciamo a scorgere, nel nostro prossimo, il segno del dolore interiore? Riusciamo e vogliamo vedere la sofferenza altrui? E qualora la vedessimo, saremmo capaci di fare davvero qualcosa?

Ma ancora: cosa vogliamo far vedere, di noi stessi, agli altri? Davvero vogliamo far credere a tutti di non avere nessun problema al mondo? Mi capita di conoscere gente che non fa che lamentarsi tutto il santo giorno, anche del, come si dice a Modena, brodo grasso. Lamentarsi quindi di situazioni che viste dal di fuori sono affatto terribili. Ma mi è capitato anche la situazione opposta: gente che nasconde agli altri ogni dolore, ogni problema. Per riservatezza, timidezza oppure, cosa più grave, per rimandare al mondo un’immagine perfetta. Il mio matrimonio è perfetto. La mia famiglia è perfetta. I miei amici sono perfetti. La mia intera vita è perfetta. Guardatemi.

Ma noi, sappiamo vedere al di là del muro?

Gli avevo già dato 7. Ho cambiato poco fa, ho messo un 8.

Mi sono resa conto che, nonostante il plot sia anomalo, questo romanzo mi è piaciuto molto. E che sì, mi mancherà. Mi sono resa conto che ha una buona chiusa, non telefonata. Mi sono resa conto che se anche tutto viene chiarito fin dall’inizio i restanti fatti (suddivisi in capitoli alternati tra presente e passato) vengono concessi al lettore con maestria. Mi sono resa conto che se pure la prosa è elementare, il romanzo non perde di ritmo. Mi sono resa conto, insomma, che tutto sommato lo consiglierei.

Buona lettura, amici miei, e bentornati!

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