La casa sulle sabbie mobili

la casa sulle sabbie mobili

Titolo: La casa sulle sabbie mobili

Autore: Carlton Mellick III

Editore: Antonio Tombolini Editore (collana Vaporteppa)

Anno: 2016

Pagine: 244

Prezzo: 4,99 euro per il formato digitale

Il voto della Kate: 9

SINOSSI:

Tick e Polly non hanno mai incontrato i loro genitori. Sono confinati nell’appartamento dei bambini dove crescono sotto le cure dell’anziana Tata Warbourogh, nell’attesa di poter incontrare mamma e papà e andare a vivere nel resto della casa. Dopo anni di attesa ormai Polly è diventata troppo grande per i vestiti che ha nell’armadio e dei genitori non c’è ancora nessuna traccia.

Quando i macchinari che rendono autosufficiente l’appartamento iniziano a guastarsi, Polly e Tick sono obbligati ad affrontare il resto della casa. Li aspetta un labirinto di stanze e corridoi in rovina, abitato da creature mostruose che cacciano nelle ombre. La ricerca dei genitori diventa una battaglia per la sopravvivenza, nella disperata speranza di trovarli prima di morire di fame. Il mondo fuori dalle poche stanze in cui sono cresciuti è molto diverso da quello che pensavano di trovare, e più attraversano la casa e più svelano misteri che non avrebbero mai voluto scoprire.

LA RECE DELLA KATE:

Mi sento di iniziare questa recensione mettendo in chiaro tre punti essenziali e imprescindibili:

  1. MA QUANTO SPACCA QUESTA COVER?
  2. QUESTO ROMANZO È UNA FIGATA
  3. LEGGETELO, VI PREGO

Bene. Ehm.

Dopo aver gettato le prime e fondamentali basi per arrivare a una più profonda conoscenza del romanzo, possiamo cominciare.

Anzi no. Prima apro una parentesi per dire due cose.

Sarò breve, giuro!

(La prima cosa è che ho scaricato questo romanzo senza volere. Ho cliccato su ACQUISTA invece che su SCARICA ESTRATTO. Mi sono morsa le mani per cinque minuti, poi ho pensato che doveva essere un segno del destino: non mi ero mai sbagliata, prima. La seconda cosa è che ormai ho capito che recensire libri che mi sono piaciuti moltissimo è infinitamente più difficile che recensire libri che mi sono piaciuti moderatamente. Quindi, ecco, abbiate pazienza.)

Tick ha dieci anni, Polly quindici. Polly comincia a diventare un’adulta e tutto le sta piccino. I vestiti, le scarpe, le sedie sulle quali vorrebbe sedersi. Sembra una specie di gigante in una casa delle bambole, invece è solo una ragazzina dai capelli verdi e dagli enormi palchi in una casa tanto grande da non avere confini. Non è che non abbiano genitori, li hanno. Semplicemente… non sono fisicamente presenti, ecco. Sono da qualche parte, nella casa. Vai tu a sapere dove. E raggiungerli è impossibile, perché l’intera sterminata casa è assediata dai creeper, terribili esseri mostruosi che feriscono e uccidono e producono terribili rumori con i loro palchi duri e spessi come i rami di una quercia. Unico adulto in questo mondo-dentro-il-mondo, la Tata. Tata si occupa di loro, li manda a scuola, manutiene la macchina che produce il cibo, li mette a letto e si assicura che abbiano una crescita serena ed equilibrata. Sarebbe una mamma perfetta, a dire la verità. Ma Tata non si può abbracciare, non si può stringere, e non le si può dire Ti voglio bene. Tata è solo una tata, un essere creato per curarsi di loro, nulla più. Una macchina che a un certo punto, come tutte le macchine, si guasta. E se la macchina che aggiusta le macchine si guasta… chi la aggiusterà? Non di certo un bimbo e una ragazzina dai grossi palchi e dalle crisi ormonali ancora più enormi. Soli con se stessi e decisi ormai a trovare i genitori, i due fratelli (e una curiosa terza sorella-larva) abbandonano l’appartamento dei bambini dando inizio al viaggio più importante e pericoloso della loro intera esistenza guidati da una sola regola: mai stare al buio. I creeper sono lì. Riempiono spazi, prendono i vestiti, cercano di afferrare, graffiare, mordere, uccidere. Serve luce, serve più luce. Servono mamma e papà, servono le mappe. Ma quando le mappe vengono trovate il mondo crolla. Non sono mappe di case diverse, ma ogni mappa (immensa) è relativa a un piano della casa. Chilometri e chilometri di corridoio bui e assediati dai mostri. Chilometri e chilometri di scale, porte chiuse, assenza di luce e assenza di cibo. Tick e Polly sono solo due bambini in cerca della mamma e del papà, in effetti. Che colpa ne hanno loro? Vogliono solo poter mangiare, poter vivere, poter uscire da quella casa-labirinto che sempre più diventa grande e spaventosa e maligna, onirica nell’aspetto ma terribilmente reale negli effetti che provoca.

PERCHÉ GLI HO DATO 9:

Perché gli ho dato 9?!

Ma perché è stratosfericamente meraviglioso, amici.

E voi dovete leggerlo, dovete. Promettetemelo! Non importa che non abbiate mai letto niente che appartenga al genere bizarro fiction, non importa che l’idea vi faccia storcere il naso, non importa che non vi fidiate poi moltissimo: provateci! Provateci se siete amanti del fantasy, se l’horror vi fa impazzire, se la fantascienza vi ha sempre affascinato, se siete cresciuti leggendo Urania, se sognate creature fantastiche e se ancora adesso fantasticate di mondi lontani sognando di esplorarli tutti.

La casa sulle sabbie mobili è realtà e fantasia, è la fantasia che si mischia in modo assolutamente coerente con il mondo reale e crea qualcosa di nuovo e strabiliante, assolutamente credibile e per niente strambo. Non vi stupirete degli enormi palchi che campeggiano sulla testa di Polly, non vi stupirete di quella nuova sorellina che per crescere ha bisogno di succhiare sangue e che cresce e si gonfia come un grosso verme, non vi stupirete del rumore di quei creeper che abitano una casa grande quanto città come Milano o Bologna. La sospensione dell’incredulità è difficilissima da ottenere, e Mellick III ha fatto un centro grosso così. Mi ha fatto dimenticare ogni cosa, anche del mio pragmatismo. Mi ha fatto spaventare, commuovere, sorridere. Quei lunghi corridoi bui, porca miseria, mi hanno fatto venire la pelle d’oca, questo mondo governato da macchine mi ha messo addosso una sensazione difficile da spiegare, a metà tra divertimento e un’angoscia così profonda da mozzare il respiro. Ecco dove sta la bizarro fiction: nella commistione di generi anche molto diversi tra di loro che si prendono per mano riuscendo a creare qualcosa di diametralmente opposto a quello che conosciamo e che riteniamo giusto, corretto o razionale. Bizarro fiction è l’irrazionale che riesce, grazie all’abilità dell’autore, a diventare razionale, possibile, totalmente coerente. Tutto viene presentato come normalità, niente come assurdità. È l’assurdo che diventa normale.

E vi dirò un’altra cosa: io ho letto e basta. Non ho cercato significati particolari, non ho cercato simbologie o collegamenti al mio mondo. Ho letto allontanandomi volontariamente dalla realtà. Potremmo certamente cercare significati nemmeno tanto reconditi in questo mondo popolato da bambini che cercano gli adulti (non credete???) ma io ho deciso di non farlo, se non in modo marginale e nemmeno troppo accurato. Ho letto per rilassarmi, divertirmi, stupirmi, sconvolgermi. Tutto qui.

Spero riuscirete a farlo anche voi, me lo auguro.

Ah. Un’altra cosa. Prima o dopo leggete anche “INTRODUZIONE ALLA BIZARRO FICTION” a cura di Chiara Gamberetta, che si trova in appendice al romanzo. Vale davvero, davvero la pena. Magari leggetelo prima, forse è meglio.

LA CITAZIONE:

“Mentre il fattore bellezza attirava gli adulti verso i bambini piccoli, al giorno d’oggi il fattore bruttezza fa l’opposto. Fa sì che gli adulti li rifiutino. I genitori non vogliono avere nulla a che fare con i bambini piccoli fino a quando non diventano grandi.”

«Aspetta un minuto…» dice Polly rimpicciolendo la mappa. «Abbiamo passato una fila di ascensori sulla nostra strada.»

«E allora?»

«Se ci sono degli ascensori questo significa che in questa casa ci sono più piani, ma c’è solo un piano disegnato sulla mappa.»

«E allora dove sono gli altri piani?» chiede lui.

Polly si gira guardandosi attorno e osservando le decine di mappe sui muri.

«Là…»

Annunci

5 pensieri su “La casa sulle sabbie mobili

  1. Milena

    Sai cosa Kate? Dovresti corredare il tuo blog di una mensola virtuale dove i tuoi lettori possano appoggiare i libri “assolutamente da acquistrare” tra quelli che recensisci.
    Io questo lo metto lì, è davvero intrigante.
    La copertina poi è assolutamente fuorviante, sembra quella di un libro per ragazzini tipo piccoli brividi.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...