Alice in Zombieland

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Titolo: Alice in Zombieland

Autore: Gena Showalter

Editore: HarperCollins

Anno: 2014

Pagine: 350

Prezzo: 9,90 euro per il formato cartaceo – 4,99 euro per il formato digitale

Il voto della Kate: 8

SINOSSI:

Non avrò pace finché non avrò rispedito nella tomba tutti i morti che camminano per sempre. Se mi avessero detto che la mia vita sarebbe cambiata in un momento, sarei scoppiata a ridere. Ma è quello che è accaduto. Il tempo di un respiro e tutto ciò che amavo è sparito. Mi chiamo Alice Bell e la notte del mio sedicesimo compleanno ho perso la madre che adoravo, la mia sorellina e il padre che non ho mai capito. Quella notte ho scoperto che lui aveva ragione: gli zombie esistono. E mi hanno portato via tutto. Ora non mi resta che la vendetta… Per vendicarsi. Alice dovrà imparare a combattere contro i non-morti e fidarsi dell’inaffidabile Cole Holland. Ma lui nasconde dei segreti. Che potrebbero rivelarsi persino più pericolosi degli zombie.

LA RECE DELLA KATE:

Me lo lasciate un difetto, in mezzo a tutti i pregi che ho? (AHAHAHAHAHA!)

Io non ricordo un tubo dei libri che leggo.

Non ha nessuna importanza che passino due settimane o due anni, il punto è che non ricordo quasi niente. Posso ricordarmi la cover se è particolarmente bella e/o evocativa. Posso ricordarmi in modo assolutamente generico e vago l’argomento, ma non ricorderò mai i nomi dei protagonisti, il finale o lo svolgimento, se è lungo o corto, se ci sono molti o pochi dialoghi. Non a caso quando ero più piccola (diciamo elementari e parte delle scuole medie) rileggevo in loop roba che avevo già letto un numero incalcolabile di volte senza perdere nemmeno un grammo del piacere originario! Mettiamola così: posso andare davanti alla mia enorme libreria, prendere un volume a caso e leggerlo come fosse SEMPRE la prima volta  😉

Ma alcuni libri sono imperituri. Alcuni grandi classici, per esempio (ricordo La ragazza di Bube praticamente a memoria!), o libri che, per alcune loro caratteristiche, si sono accomodati in un angolino della mia testa e non se ne sono mai più andati.

Indovinate cosa sto per dirvi, forza.

Ma ceeerto! Alice in Zombieland è proprio uno di quei libri! Ok, ok. So che non si sta parlando di uno Strega, ma non c’è niente da fare: datemi un fantasy YA e io crollerò al suolo come una pera troppo matura. Datemi ragazzotti muscolosi, qualche problema da risolvere, qualche bacio passionale (lingua inclusa) e sarò per sempre vostra.

Ho letto per la prima volta questo romanzo anni fa, ben prima di cominciare a recensire (poveri voi!) tutto quello che mi capitava sotto le mani e chiaramente non ricordo (strano!) come venni a conoscenza del libro, ma ricordo alla perfezione che leggerlo fu un unico e indissolubile piacere, senz’altro rinnovato leggendolo per la seconda volta in questi giorni.

*sospirone*

Ah… ragazze! Se voi sapeste!

Riuscite a immaginare una casa piena di ragazzi alti, atletici, muscolosi, coperti di bellissimi tatuaggi e sudaticci? Tutti insieme, ognuno occupato nelle sue attività? E se vi dicessi che oltre a essere bellissimi sono anche molto pericolosi e che la loro pelle è cosparsa di cicatrici, ferite, tagli, abrasioni e bende? E se vi dicessi che le loro mani sono sporche di sangue? Avreste ancora voglia di stare nella loro stessa stanza?

Ok. Anche io. Ahahahahah!

Ma andiamo con ordine, che come sempre mi perdo!

Questa è la storia di Alice, sedici anni, figlia di un uomo ossessionato da mostri che solo lui può vedere, che ha impedito alla sua famiglia di avere una vita notturna, che obbliga tutti a cenare alle cinque del pomeriggio così da potersi chiudere in casa ben prima che faccia buio. Un uomo nervoso, che troppo spesso affoga nell’alcool le sue paure e il suo terrore.

Un uomo che da anni vede cose che non esistono.

Quando Emma, la sorella di Alice, riesce a convincere il padre ad assistere al suo saggio di danza serale, la vita alle due sorelle sembra finalmente sorridere. Sono fuori tutti insieme, di sera, come le altre famiglie. Una boccata di normalità in un’esistenza fatta di silenzi e divieti finché, sulla strada del ritorno, in un momento il mondo si capovolge. L’auto sbanda, ci sono molte urla, molti rumori e quando Alice apre gli occhi nessuno risponde ai suoi richiami. Sua madre, suo padre e la sua adorata sorellina sono morti.

La situazione peggiora in fretta quando Alice scorge il padre attorniato da figure mostruose che sembrano cibarsi di lui, della sua stessa anima.

Insieme alla nuova amica Kat, Ali dovrà cominciare la sua nuova vita a casa dei nonni e in una nuova scuola zeppa di ragazzi che non conosce e che sembra proprio non vogliano conoscere lei, soprattutto quel gruppo di ragazzi grossi e muscolosi pieni di tatuaggi. Chi sono? Perché tutti a scuola sembrano temerli? E perché uno di loro la fissa come se volesse entrarle dentro l’anima? E perché ha quelle visioni che la vedono insieme a lui?

Ma la nostra protagonista ha un’unica e importante domanda che le ronza per la testa: chi erano quei… cosi che sembravano nutrirsi di suo padre? È possibile che l’uomo sia stato vittima di quei mostri di cui ha parlato per tutta una vita? Solo Cole, il bellissimo e pericolosissimo ragazzo della nuova scuola può aiutarla. Le visioni che entrambi hanno parlano di una connessione tra di loro che non si può ignorare e la connessione sono loro: i mostri. Zombie. Zombie affamati e in buona parte organizzati, veloci e letali, decisi a togliere dalla faccia della terra ogni parvenza di felicità e di luce, di salvezza e di vita. Gli zombie vogliono altri zombie. Vogliono sangue, morte, morsi. Vogliono tutto ciò che è ancora vivo e sono in tanti, tantissimi.

In Alice c’è qualcosa di unico e, come loro e come suo padre, adesso può vedere quei mostri, può sentire il loro nauseabondo odore ma, soprattutto, sa che può sconfiggerli. Diventerà un’incredibile macchina da guerra, una cacciatrice forte e temibile, un’arma abbastanza potente da dover essere protetta mentre, nell’ombra, quelli della Anima Industries, tramano per compiere i loro infernali progetti.

PERCHÉ GLI HO DATO 8:

Che io abbia una predilezione per il mondo vampirico e zombesco non mi pare sia una novità e che io straveda per gli YA, forse, nemmeno. Se le due categorie letterarie vanno a formare un mix pressoché perfetto è normale che io poi vada letteralmente in sollucchero, amici!

Alice in Zombieland è un’avventura straordinaria, una veloce discesa verso l’inferno mitigata da un amore da favola, un ragazzo bellissimo e baci indimenticabili che non riescono però a spazzare via l’aura assolutamente horror del romanzo che rimane quindi, nonostante l’amore che permea l’intero libro, molto ben saldo e chiaro.

Narratore d’eccezione è la stessa Alice che, grazie a incisi e commenti personali, fa quindi un occhiolino virtuale e accorcia le distanze gettando un ponte tra chi scrive e chi legge rendendo tutto ancora più fluido, scorrevole, divertente e molto, molto young.

Ma non crediate: questi zombie fanno davvero molta paura, sono fortissimi e sono cattivissimi, il dolore che provocano è lancinante e le urla dei feriti – che paiono uscire direttamente dalle pagine – arrivano al lettore come un pugno in faccia.

La Showalter è stata quindi magistrale riuscendo nel tentativo di far entrare in sintonia due generi così diversi come l’horror e il romance giovanile senza togliere dignità e presenza né all’uno né all’altro. Troviamo l’amore passionale e sfrenato tipico degli YA e troviamo action, adrenalina e quel sottile brivido di paura che ci piace provare quando si parla dei non-morti, figura letteraria sin troppo sfruttata e spesso bistrattata.

Un difettuccio? Io NON voglio credere che gli adolescenti scrivano davvero gli sms a quel modo. Mi RIFIUTO. Credo sia un eccesso di “bimbaminkizzazione” che ha voluto dare la scrittrice (o il traduttore?) per meglio rendere la giovane età dei personaggi principali ma che, a mio parere, non era affatto necessaria.

Il romanzo fa parte di una serie e – grazie alla CE HarperCollins – certamente non mancherò di recensire per voi anche tutti gli altri!

Consigliatissimo a tutti gli amanti dei nostri amici puzzosi e claudicanti non-morti.

LA CITAZIONE:

«Gli zombie… ti vogliono e faranno qualunque cosa pur di averti.»

«Perché?» le chiesi. «Tu come lo sai?»

I tratti del suo viso si distorsero per la forza delle emozioni che provava. «Alice, per favore. È già quasi troppo tardi. Non hai più tempo. Ti prego. Ti danno la caccia e io non voglio che ti prendano.»

«Parli di loro come se fossero intelligenti, organizzati, concentrati.»

Come se li conoscessi.

«Lo sono» sussurrò con una sfumatura di orrore.

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Un pensiero su “Alice in Zombieland

  1. Pingback: Zombie allo specchio (White rabbit chronicles vol. 2) – La Kate dei libri

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