Codex Innsmouth

CodexInnsmouth

Titolo: Codex Innsmouth

Autore: Uberto Ceretoli

Editore: Dunwich

Anno: 2016

Pagine: 135

Prezzo: 2,99 euro per il formato digitale

Il voto della Kate: 8

SINOSSI:

Toro Seduto, Buffalo Bill, Annie Oakley, Whipple Van Buren Phillips: quattro individui straordinari che il Bureau Of Investigation invia a Innsmouth, Massachusetts, per far luce sulla sparizione di due agenti del governo. Quando lo scoveranno, il Male che ha incancrenito il villaggio e i suoi abitanti terrà testa alla potenza del vapore, alla forza dell’acciaio e alla magia dei nativi.

LA RECE DELLA KATE:

Io non lo so perché nell’ultimo anno mi sono ritrovata più spesso a parlare di Lovecraft che di mia figlia. Giuro, non lo so. Fatto sta che le ambientazioni lovecraftiane ormai non si contano più e Innsmouth ormai non ha segreti nemmeno per l’ultimo sprovveduto lettore. Ma questo, se posso dirlo, è un bene. È un bene perché non si smette di parlare di un certo tipo di letteratura non proprio moderna che, fosse anche solo per curiosità, magari viene riscoperta e ( sia mai!) tirata giù dagli scaffali; ed è un bene perché a forza di leggere e rileggere novelle e romanzi e racconti ambientati nell’umida Innsmouth, stando molto molto attenti, si riesce a capire chi davvero ha idee, chi davvero ha qualcosa da dire e chi davvero può farlo con talento e innovazione, stupendo e divertendo.

La sinossi di questo romanzo breve mi ha immediatamente catturata. Potevo io resistere al connubio Lovecraft-Toro Seduto-Buffalo Bill-Annie Oakley-Phillips?

Ok, ok. Un attimo. Gli ultimi due nomi ho dovuto digitarli sulla barra di ricerca Google, lo ammetto. E voi? Voi sapete chi sono? Proprio tutti-tutti?

Tranquilli… ci sono io!  😉

Intanto Toro Seduto sarebbe un bisonte, non un toro. Voglio dire che il suo vero nome sarebbe Bisonte Seduto, non Toro Seduto. In secondo luogo è famoso per la battaglia di Little Big Horne, che vinse a discapito del generale Custer.

Buffalo Bill si chiamava William Cody ed era un soldato, un cacciatore, un attore. Divenne famoso dopo aver guidato come civile l’esercito statunitense e ricevette, per questo, la medaglia d’onore al Congresso. Tanta roba, insomma.

Annie Oakley fu la prima donna con le palle della storia, presumo. Tiratrice infallibile, ottenne un posto nel famoso spettacolo itinerante di Buffalo Bill, ruolo che la fece assurgere a vera diva.

Van Burren Phillips era invece un uomo d’affari americano noto alle cronache per aver ispirato e portato alla scrittura il suo amato nipotino. H.P. Lovecraft.

Signori e signore… lettori e lettrici… amici e amiche… ecco a voi i quattro indimenticabili protagonisti di questo romanzo.

Ci troviamo nel 1881, epoca guidata dal vapore e da incredibili innovazioni tecnologiche, quando due agenti del governo spariscono nel nulla inghiottiti da una spettrale Innsmouth. Il BOI (l’antica FBI) chiama a investigare sull’accaduto proprio loro, i nostri incredibili eroi. Diversi per estrazione sociale, storia e vissuto, hanno un solo compito: andare a Innsmouth e capire, una volta per tutte, cosa accada in quella strana cittadina.

Il clima si fa subito rovente, l’action non tarda ad arrivare, il terrore li attende dietro l’angolo.

Le due coppie di eroi si trovano a fronteggiare un esercito terrificante. Un esercito come non ne avevano mai visti. È qualcosa di nuovo, spaventoso. Prende i sensi, prende le viscere, prende la capacità di ragionare e agire per il meglio. Non importa chi tu sia, non importa chi sia la tua gente, non importa quanto tu sia conosciuto, non importa che tu sappia sparare. Sei solo, a Innsmouth.

Ma Ceretoli ci insegna, ancora una volta, che chiunque abbia un amico non è mai davvero solo. I nostri quattro eroi “a vapore” non hanno mai letto Lovecraft (nascerà solo alcuni dopo), non hanno mai letto citazioni tratte dai suoi racconti, non conoscono le sue divinità, ma una cosa la sanno bene: nessuno viene lasciato indietro.

GLI HO DATO 8 PERCHÉ … (sezione novità!):

Ho dato 8 a Codex Innsmouth perché l’idea di sfruttare le “star” dell’epoca mi ha divertita moltissimo e perché la scrittura è pulita, ordinata, molto lucida. Il clima della cittadina è reso alla perfezione, gli abitanti di Innsmouth, le loro fattezze e movenze sono incredibilmente centrate, l’afflato steam del romanzo è appena accennato e non potrebbe dare in alcun modo noia a tutti coloro che non amano il genere steampunk. Ho adorato i dialoghi, mai insistiti o fuori luogo, il ritmo sempre sostenuto e ben calibrato e ho potuto avere l’illusione di combattere insieme a loro, tra quelle mura, quei vicoli, incoraggiata dalle parole del saggio Bisonte Seduto. Non li ha certamente creati Ceretoli, questi quattro bellissimi personaggi. Ma lui è riuscito a riportarli alla nostra memoria e a renderli molto umani, vicini e soprattutto incredibilmente moderni senza mai cadere nel ridicolo, senza mai farli diventare delle macchiette. Non credo che sia stata una cosa semplicissima, a dire la verità. Li ha resi senza età, senza tempo, immortali una volta ancora.

Li amerete come li ho amati io, riuscirete ancora a provare quel brivido di paura che noi lettori tanto amiamo, riuscirete ancora una volta a farvi catturare dalla storia, a far cadere quel velo di incredulità che viene alzato sul nostro viso quando una storia non è convincente.

Buona lettura, amici!

LA CITAZIONE:

“Il Buffalo Bill Wild West Show è in città. Accorrete numerosi. Accorrete festanti. Accorrete e basta.”

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5 pensieri su “Codex Innsmouth

    1. Aggiungo una nota al mio messaggio precedente. Ho finito di leggere ieri Codex Gilgamesh. È un bel libro, originale è piacevole da leggere. Se Codex Innsmouth resta su quei livelli è sicuramente una lettura che merita. Purtroppo, non avendo un e-reader, devo aspettare che diano alle stampe la versione cartacea.

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      1. Ciao Kate, eh già non ho un reader, strano vero? Preferisco ancora la lettura “classica” (anche se mi rendo conto che il reader è molto comodo) e mi piace vedere i libri fisici sullo scaffale.
        Comunque prima o poi sarò “costretto” a comprarlo.

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      2. Nah, nessuno è costretto a fare niente! 🙂
        Diciamo che si rischia di perdersi per strada roba molto carina che, per un motivo o per l’altro, non arriveranno mai a scaffale.
        Oppure a volte ci arrivano, ma dopo settimane e dopo molte telefonate alla libreria.

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