Il bacio d’acciaio

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Titolo: Il bacio d’acciaio

Autore: Jeffery Deaver

Editore: Rizzoli

Anno: 2016

Pagine: 559

Prezzo: 20,00 euro per il formato cartaceo – 9,99 euro per il formato digitale

Il voto della Kate: 7

SINOSSI:

Amelia Sachs è sulle tracce di un killer. Lo ha individuato, anche se ancora non ne conosce l’identità, e lo sta cercando in un affollato centro commerciale di Brooklyn. Pochi, pochissimi istanti prima che la detective entri in azione, però, accade qualcosa: il pannello di una delle scale mobili cede improvvisamente, un uomo cade tra gli ingranaggi e muore stritolato dai denti metallici. Mentre Sachs si precipita in aiuto della vittima, il killer riesce a fuggire. Si è trattato davvero di una fatalità? Lincoln Rhyme, dimessosi dopo una missione andata storta, torna al lavoro nel tentativo di aiutare la famiglia della vittima a ottenere un risarcimento. Le indagini confluiranno però in un unico caso: un killer sabota i dispositivi di controllo di macchinari industriali ed elettrodomestici di uso comune, trasformandoli in armi letali. Come prevedere le prossime mosse dell’assassino? Mentre la conta delle vittime minaccia di aumentare, Sachs e Rhyme devono correre contro il tempo per svelare l’identità dell’uomo e scoprire quale sia il suo obiettivo ultimo. A coadiuvare la coppia di detective c’è anche Juliette Archer, affascinante tirocinante del celebre criminologo, come lui costretta su una sedia a rotelle. Con le sue intuizioni Juliette offrirà un contributo decisivo alla soluzione del caso.

LA RECE DELLA KATE:

Io e Jeffery abbiamo un rapporto tormentato, lo sapete. Dopo essere stato per anni il mio thrillerista preferito, all’improvviso si è visto ridimensionato nel suo incarico di ScrittoreDelCuore per diventare fonte di sbuffi melodrammatici al suono di: “Oh per l’amor del cielo, adesso quale delusione vorrà propinarmi?”. Nonostante questo, se si parla di Deaver e in mezzo ci sono Rhyme e la Sachs io, statene certi, comprerò il romanzo. Venti euro però sono troppi anche per me (un po’ per tutti) e ho scelto (per adesso) di non comprare la versione cartacea che andrebbe a fare compagnia a tutti gli altri libri di Deaver sugli scaffali della mia libreria ma di scaricarlo da Amazon con la speranza di non rimanere ancora (ma per l’ultima volta!) delusa.

Ci troviamo immediatamente catapultati nel mezzo di un’azione di polizia: Amelia è sulle tracce di un assassino, un uomo insolitamente alto, dall’aspetto strano e alieno. Il centro commerciale è strapieno di gente, lui è al bancone di un bar e ordina da bere, lo sguardo che saetta tutto intorno. Manca davvero poco, Amelia è molto, molto vicina, quando all’improvviso un urlo disumano squarcia l’aria. Un urlo di terrore e di vero dolore, un urlo di qualcuno che sta soffrendo, che sta morendo. Ed è vero: qualcuno sta morendo e sta morendo letteralmente “dentro” una delle scale mobili che porta al piano superiore. L’ultimo gradino, quello fisso, si è spalancato, inghiottendo per metà un cliente del centro commerciale. Sotto al gradino gli ingranaggi della scala mobile continuano a fare il loro lavoro, massacrando il poveretto e riducendolo in poltiglia. L’uomo morirà. Il sospetto che stava seguendo Amelia, invece, fuggirà inghiottito dal caos generale sviluppato in seguito all’incidente.

Adesso i casi di cui occuparsi sono almeno tre: il “sosco”, cioè l’assassino che si trovava dentro al centro commerciale; la morte dell’uomo provocata da un malfunzionamento della scala mobile; una possibile correlazione tra i primi due.

Ma Amelia è sola.

Ancora coppia nella vita privata, Rhyme e la Sachs non lavorano però più insieme. L’ultimo caso, concluso tragicamente, ha portato il celeberrimo e scontroso Rhyme ad abbandonare la sua collaborazione con la Major Cases e adesso è, a tutti gli effetti, un civile.

Quindi se da una parte l’uomo sarà impegnato su tutti i fronti (su richiesta della stessa Sachs) per cercare di risarcire la famiglia dell’uomo ucciso dal “bacio d’acciaio” della scala mobile, dall’altra Amelia dovrà trovare il suo sosco, il suo sospettato, quell’uomo alto e strano con grandi piedi e grandi mani che continua a sfuggirle da sotto il naso diventando non solo invisibile in una Grande Mela sempre più caotica e strafottente (uso questo termine non a caso), ma anche il Guardiano del Popolo, colui che punisce una società consumistica e troppo meccanizzata, una società malata e contorta. Ed è così che elettrodomestici e macchine dotati di dispositivi di controllo a distanza tramite wifi diventano favolose macchine per uccidere. Cosa ci vuole a sabotare i comandi di un’auto? Cosa ci vuole ad accendere il gas di un forno? Cosa ci vuole a rendere ustionante l’acqua della doccia? In una società ormai telecontrollata, l’uomo diventa una piccola pedina di un meccanismo potenzialmente mortale e sicuramente perverso.

A Il bacio d’acciaio avrei dato volentieri un 6. Anzi, l’ho proprio dato, inizialmente.

Poi però ho dovuto ammettere di aver letto 560 pagine in un fine settimana e qualcosa, questo, vorrà pur dire.

Ho cancellato e ho sostituito il 6 con un 7.

Il fatto è, amici lettori, che separare Rhyme e la Sachs rende tutto terrrrrrrrrrrrrrrrribilmente noioso (e secondo me anche pericoloso). Funzionano insieme, vicini. Vogliamo i loro dialoghi, vogliamo che alla sera lei entri nel letto di lui, vogliamo vederli chiacchierare del caso davanti a un bicchiere di qualcosa, vogliamo le loro piccole buffe schermaglie.

E qui manca tutto, accidenti!

Passi che lui non lavori più per la Major.

Passi che lei non dorma a casa di lui perché la madre ha bisogno di assistenza e compagnia.

Ma quando arriva l’ex fidanzato di lei e una tirocinante comprensiva di sedia a rotelle per lui, io sbatto la mano sulla scrivania, eh!

Insomma: troppa gente, troppi casi tutti insieme, troppi nomi, troppo poco coinvolgimento emotivo, poco contatto (e inutile) tra Rhyme e la Sachs, ma un caso molto bello e molto adrenalinico con un “cattivo” di serie A che deluderà forse un poco solo i super super super appassionati della serie (come me) che si sentiranno un pochino orfani di un duo che, negli anni, ci ha sempre regalato emozioni fortissime.

LA CITAZIONE:

“Poiché tutte le funzioni di questi elettrodomestici sono gestite dal controller, che non si limita a raccogliere i dati, in teoria è possibile che uno scaldabagno, per esempio, riceva il segnale di alzare la temperatura dell’acqua a novanta gradi MENTRE SIETE SOTTO LA DOCCIA! O, in caso di incendio, il controller potrebbe bloccare le serrature delle vostre porte e intrappolarvi in casa, e rifiutarsi di inviare un segnale ai vigili del fuoco per segnalare il divampare delle fiamme. Chiedetevelo: la comodità vale il prezzo della vostra vita e di quella dei vostri figli?”

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2 pensieri su “Il bacio d’acciaio

    1. Gestire due protagonisti per tanti anni dev’essere un caos.
      Non sempre gli riesce.
      Qui gli è riuscito a metà.
      Se lo trovi a buon prezzo in digitale ok, altrimenti non ci spenderei quei soldi, forse, fossi in te.

      Mi piace

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