Note rosso sangue

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Titolo: Note rosso sangue

Autore: Salvatore Stefanelli

Editore: Nero press

Anno: 2016

Pagine: 35

Prezzo: 0,99 euro in formato digitale

Il voto della Kate: 7

SINOSSI:

L’ispettore Apollinare Neiviller non è una persona qualunque. Alla morte dell’unica figlia tenta il suicidio al Black Sabba, che non è un locale qualsiasi, ma il destino ha ben altro in serbo per lui. Precipitato in un’indagine di riti satanici e demoni, scopre che la sua condanna di parlare e vedere i morti può diventare un vantaggio. Con l’aiuto di Caronte, il nano titolare di un negozio bizzarro quanto il suo padrone, di sua figlia Giulia, tornata dall’aldilà per non lasciarlo solo, e di Cristina, vittima del caso su cui sta indagando, vivrà la sua prima avventura da Cacciatore. Scoprirà che il mondo è molto diverso da quello che ha sempre immaginato…

LA RECE DELLA KATE:

“Mi chiamano Il Cacciatore, trench lungo e nero, cappello con ampia tesa, occhiali scuri, piercing, collane con crocefissi dappertutto e un tocco di stile personale: non mi faccio mai mancare la musica dei Led Zeppelin.”

Ciao amici lettori!

Come si direbbe a Modena… veh mò che citazione che ho scelto? A essere sinceri non ho inserito una citazione qualsiasi ma la chiusa del racconto che secondo me, da sola, vale il prezzo del biglietto. O no?

Lui è Apollinare Neiviller, niente popò di meno che ispettore superiore di Polizia, attualmente aspirante suicida. Riverso sui divani del Black Sabba, locale di dubbio gusto, ha appena tentato di tagliarsi le vene nella speranza di abbandonare una vita e un mondo che nulla più hanno a che vedere con lui. Il suo dolore è un grido muto che nessuno sente o che, più realisticamente e pragmaticamente, nessuno vuole davvero sentire. Il dolore altrui, si voglia o non si voglia, è fastidioso. Nulla più che un ronzio di sottofondo che disturba le attività quotidiane, un sentimento imbarazzante nel quale incocciare. Dolore, paura e morte sono cose da tenere ben lontane. Infatti Neiviller è tragicamente solo con un dolore che nessuno potrebbe affrontare. La perdita dell’unica figlia l’ha ridotto a un unico grumo di dolore e prostrazione fisica e mentale che può essere sciolto e alleviato solo dalla morte stessa. Ma per quanto questa nostra società possa essere corrotta ed egoista, nessuno ha davvero voglia di vedere un uomo morire. Dissanguato, poi.

Neiviller si ritrova in ospedale, ancora drammaticamente vivo, ancora drammaticamente circondato non solo dai soliti mediocri medici solerti e impazienti di somministrare cure e palliativi, ma anche dalle solite anime (anime vere) in pena che fanno a gara per complicargli una vita già abbastanza triste e complicata di suo. Il problema è, insomma, che Apollinare vede e parla con i morti, le anime di cui si parlava poco sopra intrappolate in questo mondo materiale in attesa che qualcosa accada, che qualcuno non abbia più bisogno di loro, in attesa di risolvere, a volte, i loro stessi problemi. E adesso, dopo essersi tagliato le vene senza nessun risultato, nulla è cambiato. Loro sono ancora lì, la bara tatuata sul petto a ricordargli la sua sorte.

In mezzo a tutti gli altri, volti su volti, storie su storie, sussurri su sussurri, ecco Giulia, la sua bimba, la sua anima adorata. Ecco la sua ragione di vita. Ed ecco cosa farà: vivrà per Giulia, perché in mezzo a quelle anime, ora, c’è anche lei. Bella com’era prima della malattia, dolce com’era. Giulia ha bisogno di suo padre, solo lui può aiutare Cristina, anche lei già morta. Cristina era incinta, quando morì. Da allora un uomo profana la sua tomba e il suo cadavere con raccapriccianti riti satanici e pare che voglia appropriarsi del corpo del feto che si trova ancora dentro il ventre della giovane defunta.

Bisogna uscire dall’ospedale, bisogna tentare di riconquistare la fiducia e la stima dei colleghi che bisbigliano nei corridoi, bisogna riprendere in mano la propria vita e trasformarsi in un vero Cacciatore.

Sarà compito di Caronte, un misterioso nano, trasformare uno scialbo e depresso ispettore in un micidiale cacciatore.

L’incidente al Black Sabba è ora solo un ricordo spiacevole e scomodo; è tornato, ed è tornato per restare. Pistola di ordinanza da un lato e crocifissi dall’altro, Neiviller si troverà a combattere con forze del male oscure e malvagie, alla ricerca della verità e della pace.

Note rosso sangue ha un titolo e un incipit che poco mi convincono, ma un plot e uno stile che, invece, mi hanno convinto immediatamente e che mi hanno fatto innamorare all’istante. È veloce, sincopato, nebbioso, dark fino al midollo. Stefanelli ci presenta un protagonista molto ben riuscito che, credo e spero, prenderà ancora più corpo nelle prossime avventure. Scrivo come se sapessi che si tratterà di una serie, in realtà non lo so assolutamente. Ma lo spero con tutto il cuore. Sarebbe proprio un peccato “sprecare” un personaggio principale interessante come Neiviller e, se dovesse tornare, sarei la prima a leggerlo. In realtà di lui sappiamo ancora ben poco, trenta pagine sono appena l’inizio di un’avventura. Ma io credo (sono abbastanza certa che il mio fiuto letterario non sbagli) che ci sia molto materiale, e tutto ottimo, per lavorarci (con cura) e farlo crescere costruendo attorno a un’idea un vero personaggio tridimensionale e completo. Voglio sapere tutto di Apollinare Neiviller. Tutto.

Ad esempio, leggendo, mai mi sarei aspettata che un tipo del genere (a me è sembrato piuttosto rigidino) fosse tipo da piercing (dove lo ha poi???).

Insomma, incrociamo le dita e speriamo, ragazzi!

Buona lettura!

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