Quindici minuti (The rewind agency vol. 1)

Quindici-Minuti-di-Jill-Cooper-The-Rewind-Agency-series

Titolo: Quindici minuti

Autore: Jill Cooper

Editore: Dunwich

Anno: 2016

Pagine: 209

Prezzo: 3,99 euro in formato digitale

Il voto della Kate: 7

SINOSSI:

Quindici minuti. È tutto ciò che la Rewind concede a una persona quando viaggia nel passato, ma per Lara Crane è abbastanza per trovare sua madre e impedirne l’assassinio nel corso di una rapina avvenuta dieci anni prima. Ma la storia che le è stata raccontata per tutta la vita è una menzogna. Quando Lara viene colpita dal proiettile che avrebbe dovuto uccidere sua madre, il suo futuro cambia per sempre: nuova casa, nuovi amici e nuovo ragazzo. E ora suo padre è in prigione. In una linea temporale che non riesce a comprendere, Lara sta per commettere un errore fatale e dovrà confrontarsi con un avversario che conosce molto bene… perché fa parte della sua famiglia.

LA RECE DELLA KATE:

Chiudi gli occhi e respira profondamente.

Ti sentirai confusa quando arriverai lì.

Ricorda: hai solo quindici minuti.

Immagino che la domanda delle domande, a questo punto, non possa che essere: “E tu, mia cara Kate, a quale punto della tua vita torneresti per cambiare le cose?”

Non posso che pensare a mia madre e alla malattia che ce l’ha portata via. E allora, tornando nel passato, cosa mai avrei potuto fare? Impedirle di fumare? Farle fare controlli annuali? Cambiarle medico di base? Chiedo eh, le mie sono solo supposizioni, sciocchi pensieri di chi ha appena (appenaappena) terminato un libro dall’impatto importante.

Bisogna anche non credere nel destino, tra l’altro. Perché se uno ci crede è già fregato. Se pensiamo di avere un destino, di far parte di un disegno e che questo disegno sia tracciato a linee indelebili, allora la teoria della Cooper si dissolve come un cubetto di ghiaccio in una tinozza colma d’acqua bollente.

Preferisco credere di poter cambiare le cose o che esista un sentiero tracciato e – ahinoi – ineluttabile?

Fate troppe domande, perbacco. Ed è per questo motivo che mi rimetto subito in carreggiata e vengo a compiere il mio dovere raccontandovi di Quindici minuti, una delle nuove uscite Dunwich che, grazie alla casa editrice, ho avuto modo di leggere.

Lara ha quindici anni e da dieci ha perso la madre, assassinata da un uomo senza volto. Adesso vive col padre, un uomo mite, intelligente e innamorato della figlia che si è preso cura di lei con eccezionale amore e dedizione. Ma certo, per quanto meraviglioso possa essere un padre, una madre rimane una madre e Lara, la sua, non l’ha mai dimenticata. È una ragazza acuta e brillante, dotata di un’intelligenza assai vivace che le ha permesso di non arrendersi a ciò che è accaduto alla sua bella famiglia. La ragazza ha infatti un solo e unico obiettivo: tornare indietro nel tempo e impedire l’assassinio della sua mamma.

Ma come fare?

Nel mondo di Quindici minuti è possibile grazie all’agenzia di viaggi temporali Rewind, che mette a disposizione di chi è disposto a pagare il giusto obolo la possibilità di tornare indietro nel tempo. Pochi minuti, nessun contatto col passato e una sorta di “guardare ma non toccare” che mette al sicuro il mondo intero dal rischio di cambiamenti epocali e rischiosissimi. Ormai lo sappiamo: da che mondo è mondo i viaggi nel tempo sono possibili, ma non bisogna in nessun modo interferire con il passato.

E Lara lo fa. Torna a quel giorno. Torna in quel vicolo. Devia la pallottola. Sua madre è salva. Per sempre.

Ma interferire con il corso della storia, glielo avevano detto, porta conseguenze gravissime e sconvolgenti.

Al suo risveglio Lara si troverà sì viva, ma in una realtà ben diversa da quella dalla quale proviene. In questa nuova realtà sua madre è viva, è sposata con un uomo buono che si chiama Jax, ha due fratelli gemelli di sei anni, un fidanzato diverso  e suo padre, il padre della realtà dalla quale lei proviene, è chiuso in carcere da dieci anni accusato dell’omicidio della moglie. Dev’essere un incubo. La realtà è semplice: viaggiando nel tempo ha salvato la vita a sua madre ma ha condannato il padre alla prigione e ha modificato per sempre la vita di tutti. Ma Lara conosce bene quell’uomo che ora è in carcere. Lui non avrebbe mai fatto del male a sua moglie, non sarebbe mai stato capace di ingaggiare un cecchino, non avrebbe mai fatto del male alla donna che amava con tutto il cuore. Lara lo sa, ed è decisa a combattere con le sue sole forze, non solo contro il tempo ma anche e soprattutto contro uomini e donne assetati di potere disposti a tutti pur di proteggere la loro società. Tirerà fuori di prigione suo padre e cercherà di scoprire cosa c’è davvero dietro all’ambizioso progetto Rewind.

Anche a costo della sua vita.

Quindici minuti viaggia a cavallo tra distopia, sci-fi e young adult e lo fa con una maestria appena scalfita da passaggi di trama non sempre chiarissimi che necessitano di una certa qual dose di concentrazione da parte del lettore. Ma nemmeno fatevi ingannare dalla copertina di questo libro, che fa pensare a un libercolo di poco impegno destinato a un target giovanile e ingenuo: Quindici minuti è certamente un romanzo destinato soprattutto ai giovani adulti ma sono certa non deluderà nessuno di voi, giovani o meno giovani che siate, donne o uomini, appassionati o meno di fantascienza. Ciascuno di voi, amici lettori, sarà pronto a viaggiare nel tempo con la Rewind.

E se per tema può ricordare la fortunatissima trilogia di Kerstin Gier (Red, Blue e Green – edizioni Corbaccio), le somiglianze finiscono qui perché il romanzo della Cooper è decisamente più “dark” e più cattivo e dal tema dei salti nel tempo sono state grattate via tutte quelle caramellosità (necessarie per amore del cielo) incontrate (e apprezzate dal vasto pubblico) invece nella trilogia sopra citata.

La prosa semplice ma ricca di dialoghi efficaci rendono la lettura molto scorrevole e piacevole, mentre le scene di action tengono alta l’adrenalina e la voglia di proseguire la lettura, cosa sicuramente utile giacché questo è solo il primo libro di una serie  🙂

Buona lettura allora, amici miei. Siete pronti a usare  vostri quindici minuti? Ma soprattutto: siete sicuri di volerlo fare?

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