Il tramite

12746287_216528435364543_10122161_n

Titolo: Il tramite

Autore: Eleonora Calabrese

Editore: Alcheringa

Anno: 2015

Pagine: 274

Prezzo: 12,50 euro – solo cartaceo

Il voto della Kate: 7

SINOSSI:

Una diagnosi di schizofrenia. Delia Parini vorrebbe accettare la tragedia che le ha segnato l’adolescenza e distrutto la concezione di normalità; ma vivere tra incubi, visioni e psicofarmaci non è semplice. Un nuovo percorso terapeutico con il dottor De Silva, psichiatra fuori dall’ordinario con un passato fumoso, accende una fiammella di speranza, che viene subito schiacciata da una sorprendente scoperta: qualcuno sta tirando i fili per giocare con la sua vita oppure il burattinaio è lei stessa? De Silva e Matteo Grimaldi, ex poliziotto dei NOCS, la aiutano a rivelare ciò che si cela sotto la coltre di un apparente disagio psicologico, ma questo comporterà per tutti loro un confronto con i fantasmi che credevano appartenessero ormai al passato.

LA RECE DELLA KATE:

Questo è ciò che devi fare

se papà non vuoi lasciare.

Vieni dentro, fai bei respiri,

salta in braccio a Loquenay Kyri.

1929. I mal di testa di Guido sono sempre più forti, sempre più insistenti e ottenebranti. Le sue notti insonni, passate tra le vie deserte della città, sono strette in una morsa di dolore sordo e cieco e in uno sguardo che, giorno dopo giorno, si fa sempre più folle e distaccato dalla realtà. I figli e la moglie rifuggono dai suoi abbracci. In ufficio gli viene proposto un periodo di riposo. Fino a quando una voce, dapprima lieve poi sempre più forte, non gli si insinua nei pensieri e le sue mani, guidate da una forza enorme ma invisibile, iniziano a disegnare strani simboli sui muri. Un quadrato, un triangolo, un cerchio, un uomo con la testa di serpente; la convinzione orgasmica che, se ucciderà, verrà liberato dal dolore. Per sempre. Gli occhi della moglie e dei figli, spalancati verso di lui alla ricerca di un muto colloquio, saranno solo fastidi transitori. Serve sangue, serve altro sacrificio, serve che egli beva e si nutra.

Ai giorni nostri, una giovane donna è convinta di aver ereditato, dalla madre, un disturbo psichiatrico. Per questo Delia soffoca la sua vita con farmaci e psicofarmaci nel disperato e infruttuoso tentativo di porre fine alle sue continue sofferenze, ai suoi incubi e alle feroci insonnie che le rendono la vita impossibile da vivere. Al dottor De Silva, abile psichiatra, è presto chiaro che qualcuno sta cercando di boicottare e mettere in pericolo Delia e, insieme all’amico Grimaldi, un operativo nei NOCS (Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza), tenterà in ogni modo di salvare Delia da se stessa e dagli altri, senza sapere che entrambi dovranno attraversare un lungo e  personale inferno fatto di ricordi e di paure così profonde e terrificanti da essere state sepolte per molto tempo da qualche parte, nelle più profonde oscurità delle loro menti.

Chi o cosa è Loquenay Kyri? Cosa vuole da Delia e da tutti loro?

Trascinati in una villa dalle atmosfere cupissime, tra le desolate e nebbiose campagne del nord Italia, è davvero impossibile resistere al richiamo oscuro di Eleonora Calabrese che anche questa volta misura parole, descrizioni e personaggi in maniera molto accattivante, donando al lettore la possibilità di provare brividi assolutamente reali al riparo delle mura di casa propria, comodamente distesi sotto al calore di morbide coperte. Abbastanza simile, per certi versi, al suo precedente lavoro, anche Il tramite ha il vantaggio di una prosa piuttosto fluida e di dialoghi che sono la vera forza della narrazione della Calabrese, davvero fondamentali per buttarsi anima, mente e corpo nei suoi romanzi e riuscire quindi a dimenticare tutto il resto.

La convinzione che nessuno mi toglierà mai è che l’autrice abbia tutte le carte in regola (e tutte vincenti) per regalare ancora più emozioni, ancora più paure. Il suo modo di intendere il terrore, la bruttura e l’angoscia mi sono assolutamente congeniali e mi piace immaginarla tra le braccia amorevoli di una grande CE che sappia valorizzarla e rendere ciò che scrive ancora più luminoso.

Ho letto il romanzo con avidità, ma Loquenay Kyri e le sue terribili filastrocche rimarranno appiccati alla mia pelle per molto tempo, temo. Almeno per oggi, quindi, sento la necessità di atti di sconsiderata gioia e gentilezza, se possibile dolcezza. Loquenay Kyri non mi avrà.

Le cover di questa CE sono pessime. Non so se sia un problema di stampa o di grafica in sé e per sé, ma sono troppo scure e poco definite. Una specie di pugno nell’occhio. Bocciatissime.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...