Il nostro riparo

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Titolo: Il nostro riparo

Autore: Frances Greenslade

Editore: Keller

Anno: 2015

Pagine: 368

Prezzo: 17,50 euro

Voto: 8

SINOSSI:

Per Maggie e Jenny la vita sembra quasi perfetta. Le giornate sono scandite da giri in bicicletta ed escursioni nella natura selvaggia, da ripari costruiti con rami di pino e racconti ascoltati accanto al fuoco nella loro piccola casa in legno, insieme all’adorato papà e alla mamma impavida e premurosa. Quasi ogni sera Maggie – inquieta e preoccupata che qualcosa possa incrinare quella felicità – conta le lentiggini sulle braccia del padre e ascolta le risate della madre. Un giorno le sue paure più cupe si trasformano in realtà: il padre muore in un incidente sul lavoro nei boschi e qualche mese dopo la madre lascia lei e sua sorella a casa di conoscenti promettendo loro che tornerà. Ma i giorni diventano settimane, le settimane mesi e i mesi anni. Frances Greenslade ci porta nella vita di due ragazzine dalla forza straordinaria cogliendo il brusco passaggio dal mondo pacifico e selvaggio in cui sono cresciute in totale libertà a un mondo sconosciuto e pieno di insidie in cui vengono scaraventate. Commovente e lieve allo stesso tempo, “Il nostro riparo” celebra l’amore tra sorelle, i complicati legami famigliari e la responsabilità di una donna verso se stessa e le persone che ama.

LA RECE DELLA KATE:

Ciao amici, e buon lunedì!

Oggi vi parlo di un romanzo che ho scelto con le mie mani, d’impulso, senza nemmeno dare una sbirciata alla quarta. L’ho preso dallo scaffale mentre stavo parlando con l’amica libraia, attirata dai colori caldi e dall’atmosfera intima e vagamente drammatica della cover.

Qualche giorno dopo, dovendo scegliere quale libro “attaccare” di quelli presenti sul comodino, ho scelto lui, sempre d’impulso, sempre alla ricerca di qualcosa che placasse il mio cuore troppo agitato e che riuscisse ad accompagnarmi con dolcezza al sonno.

La nostra narratrice è Mag, la sorella più piccola, ora donna matura. È proprio lei stessa a spiegarci, nelle primissime righe del romanzo, perché sta cominciando a raccontare la sua storia e quella di sua sorella:

È stata Jenny a chiedermi di scrivere tutto questo. Voleva che riordinassi gli eventi per lei, che li mettessi in fila, grano dopo grano, una storia ufficiale, come un rosario che potesse recitare all’infinito a cui affidarsi.

Ci troviamo in Canada, dove Mag e Jenny vivono un’infanzia tranquilla immerse nella natura tra la caccia al cervo, gli indiani Chilcotin e inverni rigidissimi. Il padre, irlandese trapiantato in Canada, forse beve troppo, ma è sicuramente un brav’uomo. Irene, la madre, è una che si arrampica sugli alberi stringendo il tronco in mezzo alle ginocchia e facendo leva sulle braccia senza nemmeno sforzarsi troppo. La monotonia e la dolce tranquillità delle loro vite vengono presto spezzate dalla morte del padre a causa di un brutto incidente sul lavoro e Irene, rimasta sola e impreparata, si affida totalmente a Rita, donna pratica e spiccia, abituata a vivere la vita. Ed è proprio grazie a Rita che Irene ricomincia a ridere; le due donne stanno alzate sino a tarda notte a bere e a sussurrarsi segreti che appartengono solo a loro. Sino a quando, una notte, le due donne non hanno un brutto litigio, Irene carica in auto le figlie e si allontana da casa. Irene non è mai stata “mamma”, ma solo Irene, la giovanissima e bellissima Irene alla ricerca di una vera casa e di un riposo dell’anima che da troppi anni le è stato negato. Irene vittima? Irene carnefice? Fatto è che Mag e Jenny verranno scaricate davanti a casa di amici con una brutalità disarmante. Certo, tornerà. Deve solo trovare lavoro, raggranellare qualche soldo e poi certo, tornerà.

Ospiti non paganti a casa di Bea e suo marito Ted, le due sorelle crescono proteggendosi a vicenda nella speranza che Irene torni. Che la macchina compaia da dietro la curva. Che arrivi una lettera, dei soldi, qualunque cosa. Ma Irene sembra sparita, dissolta nel nulla. Quando Jenny rimane incinta a quindici anni, Maggie non ha più dubbi: deve andare a cercare Irene. Deve trovarla, Maggie ha bisogno di lei.

Ma, ormai lo sappiamo, se si cerca qualcosa è necessario essere in grado di sopportare ciò che si trova.

Maggie, ormai adulta, ha una mente lucida e obiettiva. Ha accettato ciò che ha trovato sulla sua strada, ha accettato ciò che la vita ha potuto offrirle, ha accolto il dolore e le gioie. La semplicità e la linearità del racconto si accompagnano a una capacità descrittiva dei personaggi e degli ambienti davvero eccezionale. Maggie non è la protagonista di questo romanzo, lo è Irene. Tuttavia Maggie riesce a farsi tridimensionale, uscire dal libro e sedersi accanto a noi. Ci racconta la sua storia senza rabbia, senza giudizio, senza autocommiserazione. Sembra dire: “Poteva andare meglio, ma è andata così.” Probabilmente, aiutata dal tempo, è riuscita a prendere le distanze da quelle due ragazzine lasciate sole troppo presto ed è riuscita a perdonare quella madre che madre non è mai stata.

Un romanzo lungo ma dal buon ritmo. Le atmosfere canadesi, vedrete, faranno breccia nel vostro cuore e, chiudendo gli occhi un solo istante, riuscirete a sentire l’odore del bosco, le risate dei taglialegna, l’armonioso canto della natura e, se sarete fortunati, la voce un po’ arrochita dal tempo di Maggie.

Buona lettura, buona settimana!

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