Solo per poco, solo per sempre

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Titolo: Solo per poco, solo per sempre

Autore: Irene Quintavalle

Editore: Self

Anno: 2016

Pagine: 59

Prezzo: Scaricabile gratuitamente qui

Voto: 8

SINOSSI:

Una ragazza sta godendosi il tramonto di una tiepida serata primaverile, la radio suona una semplice melodia e tutto sembra perfetto.

Un’interferenza improvvisa ridesta la protagonista da una sorta di torpore. Quanto tempo è passato da quando si è seduta lì? Come mai il tempo non scorre? E dove sono finiti tutti?

LA RECE DELLA KATE:

Oh, sì. So bene che avevo detto che nel fine settimana non avrei scritto nessuna recensione, lo so. Poi però, proprio ieri, ho notato l’uscita di questo brevissimo racconto… io avevo giusto un’oretta libera e… insomma, lo sapete, non so resistere alle tentazioni!

Perché una tentazione, dite? Be’, prima di tutto perché è una lettura breve e snella, poi perché ha una cover molto bella (troppo?) e poi perché non avevo capito NIENTE della sinossi. Capire il perché di una cover così bella e lieve abbinata a una sinossi così ermetica sarebbe comunque diventato il mio prossimo obiettivo, poi lo staff mi ha contattata e… che potevo dire? Di no?

Undici ore e cinquantanove pagine dopo (in mezzo c’è stato anche un sonno ristoratore) le mie idee, lo dico con un grosso sospiro di sollievo, sono decisamente più chiare e il mio cuore un poco più gonfio d’amore.

Kate è immersa nella pace più totale quando, alla radio, viene annunciata la fine del mondo.

Deve correre, deve cercare sua madre e suo padre! Deve salutarli, deve fare qualcosa, deve muoversi da lì. Dev’essere uno scherzo di cattivissimo gusto ma… non importa, deve correre. La casa è vuota, dei genitori non c’è traccia, ha paura, una paura folle. Abbraccia la radio e salta. Salta nel mare d’erba che ha davanti.

Da quel salto in avanti, nulla più potrà rimanere quello che era. Tutto è destinato a cambiare.

Kate, con quel salto, ha spostato un po’ più in alto l’asticella che rappresenta le infinite possibilità della scienza e della medicina, ci conduce per mano negli sconfinati meandri della parola amore e ci permette di credere che le cose, un giorno, potranno andare meglio.

È un bel messaggio quello della Quintavalle, che passa attraverso un pizzico di fantascienza per parlarci di un argomento doloroso sì, ma sempre molto attuale. Solo per poco, solo per sempre (il titolo non mi piace affatto) è un racconto che dipana la sua trama con lentezza e con dolcezza, senza aggredire il lettore e senza volersi subito svelare. Il plot è particolare e ricco di colpi di scena sin dalle prime pagine (non ci si sente poi molto lontani dal mondo del cinema), ed è per questo che la sinossi risulta per forze di cose poco chiara (anche scrivere questa recensione non è semplicissimo, credetemi!); ma niente paura, molto presto il lettore verrà fatto parte del disegno dell’autrice e, preso cautamente per mano, avrà l’onore di essere spettatore dell’amore speciale e indissolubile che appartiene solo a Kate ed Lawrence.

Una trama interessante, una prosa corretta e fluida e una chiusa che ha combattuto per farmi commuovere, per un racconto che risulta sin troppo breve, alla resa dei conti.

Ho dato quindi un 8 pieno e convinto a un lavoro che, per quanto mi riguarda, varrebbe la pena ampliare, anche senza fretta.

Consigliato a chi ama l’amore ma non disdegna un pizzico di mistero e adrenalina.

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3 pensieri su “Solo per poco, solo per sempre

  1. Milena

    Che bel racconto. L’ idea è nuova, dà ad un tema “misterioso” come quello trattato una soluzione non del tutto da scartare.
    E riesce a condensare nelle varie fasi il vissuto della protagonista in modo intenso. La scrittura è sì ricercata, ma suggestiva e struggente.
    Brava Irene Quintavalle e grazie a te Caterina per avermi fatto conoscere questo racconto.
    P.S. anche questa nuova veste del blog mi piace 😉.

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  2. Pingback: Solo per poco, solo per sempre | Storie per giorni di noia

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