Mistero a Villa del Lieto Tramonto

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Titolo: Mistero a Villa del Lieto Tramonto

Autore: Minna Lindgren

Editore: Sonzogno

Anno: 2015

Pagine: 288

Prezzo: 16,50 euro per la versione cartacea – 9,99 euro per la versione digitale

Voto: 7

SINOSSI:

«Tic tac, tic tac, tic tac.» A Villa del Lieto Tramonto, ridente casa di riposo immersa nella foresta vicino a Helsinki, è l’ora del caffè e, come al solito, Irma e Siiri, due vivaci novantenni ospiti della residenza, amano trascorrere quel momento in perfetto relax. Dopo le partite a canasta, le lezioni di ginnastica dolce, il whiskino prescritto dal medico o le riunioni del gruppo per la memoria, un’oretta di svago ci vuole per scambiarsi ricordi di giovinezza o spettegolare sul funerale del giorno, che è pur sempre una festa e un avvenimento per curare il proprio look. Ma soprattutto, l’ora del caffè dà l’occasione per criticare il regolamento e l’incuria del personale specializzato, quello che fi gli e nipoti, per guarire i sensi di colpa, chiamano “servizi di eccellenza”. Per fortuna dalla Villa si può anche uscire, andare in giro in tram per rifarsi l’occhio con le bellezze della capitale finlandese, e così a Siiri, Irma e alla loro terza compagna, Anna-Liisa, capita di osservare, con bonario sarcasmo, le stranezze del mondo moderno che le circonda. A turbare la routine delle tre amiche è però un fatto terribile: la morte, in circostanze misteriose, del giovane cuoco, sempre gentile e pieno di allegria, accompagnata da una serie di episodi inquietanti che rivelano il lato sinistro di quel rifugio, ora non più così accogliente. Provette Miss Marple, Siiri, Irma e Anna-Liisa si trasformano in intraprendenti investigatrici per venire a capo degli enigmi nascosti tra le mura dell’amena residenza in un mistery arguto che tocca sapientemente le corde del giallo e della commedia, con un pizzico di suspense e molto, irresistibile, dark humor finlandese. 

LA RECE DELLA KATE:

Credo di aver preso in mano questo romanzo almeno dieci volte, in libreria. Lo afferravo, lo sfogliavo, lo saggiavo, leggevo e rileggevo la sinossi in attesa che mi svelasse qualcosa che non ancora non sapevo, che mi dicesse una volta e per tutte: “Sì, leggimi!”. Poi è arrivata la collaborazione con la Sonzogno e… avrei potuto forse scegliere diversamente, questa volta? No, questa volta proprio no, non mi sono fatta sfuggire l’occasione e mi sono fidata, mi sono lasciata guidare dall’istinto pensando anche a voi  🙂

Forse non tutti i romanzi di questa casa editrice, ma se non altro quelli che per adesso ho recensito io, sono tutti corposissimi, non certamente libri che leggi in un paio di sere tra uno sbadiglio e l’altro, ecco. Non solo corposi ma anche meritevoli della più totale attenzione e concentrazione soprattutto se, come in questo caso, la storia si svolge in un Paese pieno di nomi impronunciabili zeppi di consonanti e troppo esotici per le nostre orecchie. Quindi occhi spalancati e mente lucidissima, amici, vi prego.

Villa del Lieto tramonto è una residenza per anziani come ce ne sono tante: dolci vecchietti, amorevoli infermiere, cibo squisito e la possibilità di fare tante rilassanti e tonificanti passeggiate nel ver… ok, no.

Niente di tutto questo.

Villa del Lieto Tramonto è, in effetti, una residenza per anziani, ma non tutto va come dovrebbe andare. Se ne accorgono presto le nostre tre eroine, tre signore sui 90 anni che cominciano a sentire puzza di bruciato quando il giovane e simpatico cuoco della residenza passa a miglior vita. Da lì in avanti, ovunque i loro occhi si posino, vedono solo cose che non quadrano. Dove va a finire il loro amico tipografo? Perché una di loro, la più allegra e vivace, comincia improvvisamente a perdere lucidità per poi, come il tipografo, sparire nel nulla? E poi quei soldi sul conto corrente che continuano a sparire e quelle medicine che invece si materializzano sotto i loro occhi… cosa sta succedendo? A 90 anni si ha moltissimo tempo da occupare, e le nostre amiche non si faranno certamente scappare l’occasione di fare luce sui troppi misteri e sulle troppe ombre che gravano sul luogo in cui vivono e sulle persone che lo dirigono in modo così (almeno apparentemente, certo) impeccabile.

Ma niente toni drammatici, niente investigatori in trench, niente pipe e occhiali, niente impronte di sangue qui e là. Qui ci sono solo loro, Siiri, Irma e Anna-Liisa, tre adorabili canaglie che, pur sapendo perfettamente di avere quasi tre secoli in tre, se ne infischiano. La vita è qui per essere vissuta e, giusto per non sbagliare, al ristorante si prenota per “circa” venti persone perché a questa età uno o due se ne potrebbero andare prima della cena di classe, no? Ma senza lacrime, senza spavento. Hanno visto ben di peggio, in 90 anni di vita, loro. Adesso l’importante è salvare Irma e scoprire chi, al Lieto Tramonto, ha cattive intenzioni. Se poi ad aiutarle arriva anche un simpatico “giovanotto”, ancora meglio, a patto che si tolga quei dannati scarponi pieni di neve prima di entrare nei loro lindi appartamenti, certo.

Sapete cosa? Tutto pare abbastanza straniante.

Siamo abituati a pensare alla vecchiaia come a una cosa terrorizzante, un tabù che, insieme alla morte, va tenuto sotto chiave, ben nascosto, ben celato, non se ne parla, non si tocca l’argomento, via via, sciò. La vecchiaia è la fine ancor prima che giunga la fine, la sconfitta dell’essere umano, il periodo della vita in cui si è troppo lenti, troppo goffi, un problema da risolvere con gli occhi alzati al cielo. Alla cassa le mani nodose non riescono ad afferrare quelle monetine troppo piccole, in mezzo alla strada le auto ti falciano, in bicicletta è pericoloso andare, il bastone sul ghiaccio scivola, in ospedale ti trattano come un imbecille e ti danno del “Tu” senza chiedere il permesso e tutto va troppo, troppo veloce.

Qui però leggiamo e, accidenti, le cose paiono proprio diverse. La vecchiaia non è più un tabù, qualcosa di cui vergognarsi, malattia e solitudine, ma una possibilità. Vi sembra assurdo? Provate a leggere questo romanzo, e vedrete con i vostri occhi, amici. La Lindgren è stata magistrale nel raccontare una storia che favola non è – se solo ci azzardiamo ad ascoltare qualche fatto di cronaca – ma che riesce a essere denuncia sociale travestita da commedia e impreziosita da personaggi che riusciranno a strapparvi parecchi sospiri. Le tre protagoniste sono indimenticabili, così come indimenticabili e pieni di poesia sono i tanti dialoghi che costellano questo lungo ma affascinante romanzo ambientato in una Helsinki che vi farà sognare tra strade innevate e tram affollati, ristoranti con i vetri appannati dal calore e parecchio vino rosso assunto nemmeno fosse una medicina salva-vita.

Anziani, un mistero da risolvere, humor… a me è venuto spontaneo provare a fare un parallelo con il nostro italico scrittore Malvaldi che usa gli stessi ingredienti ottenendo però un risultato completamente diverso: questo a riprova del fatto che non importa quello che si scrive, ma come lo si scrive.

La Lindgren ha un umorismo più sottile e una scrittura molto meno nervosa. Esattamente come i suoi anziani, non ha fretta di correre da nessuna parte e si prende tutto il tempo per raccontarci la sua storia. Lentezza di cui talvolta ho risentito, e che vale da giustificazione per aver dato solo 7 a questo bel romanzo. Non sempre sono nel mood giusto per essere accompagnata in maniera così precisa lungo le pieghe di un racconto.

Ideale per chi ama i climi freddi, il mistero e lo humor.

Buona lettura!

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Un pensiero su “Mistero a Villa del Lieto Tramonto

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