La ragazza dagli occhi di carta

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Titolo: La ragazza dagli occhi di carta

Autore: Ilaria Tuti

Editore: Nero press

Anno: 2015

Pagine: 51

Prezzo: 0,99 euro in formato digitale

Voto: 8

SINOSSI:

Un uomo vaga sul ciglio di una strada in montagna, i suoi abiti sono sporchi di sangue, nel suo zaino viene trovata una mano mozzata con un anello e la foto di un volto di ragazza con due ellissi di carta sugli occhi. Teresa Battaglia, commissario di polizia a Udine, si butta anima e corpo sul caso. Ma sono troppe le cose che non quadrano: un uomo in stato confusionale da cui non riescono a sapere nulla e lo spettro della pazzia in un caso di omicidio. E se, invece, la ragazza non fosse ancora morta e ci fosse tempo per salvarla? Ma il tempo, a Teresa, divorata dal diabete e da una malattia che le rosicchia giorno dopo giorno frammenti sempre più ampi di memoria, è l’unica cosa che manca.

LA RECE DELLA KATE:

Lo so, lo so. Continuo a dire che sono piena di libri da recensire poi continuo a prendere impegni. Sono pessima. Ma come potevo resistere a un racconto di poche pagine, thriller, con una bella sinossi, scritto da una donna e con una cover così accattivante? Come? Ah, io alle tentazioni proprio non so resistere. Mi rifiuto di resistere alle tentazioni, anzi. E così, inesorabilmente, la lista dei libri da leggere si allunga e si allunga, senza pietà per me, per il mio poco tempo e la mia vista che, infatti, cala inesorabilmente e in maniera anche un filo preoccupante.

Ma bando alle ciance. Voglio cominciare a parlare di questo racconto scrivendo la prima cosa che ho pensato una volta spento il mio Kindle.

“Altro che racconto e racconto! Questo sarebbe diventato un romanzo con i controfiocchi, porca miseria.”

Ho pensato immediatamente a qualche thriller tedesco che ho avuto occasione di leggere per la mia rubrica She devil, e ho pensato che questo racconto aveva tutte, ma proprio tutte, le carte in regola per diventare qualcosa di molto più grande e ancora più bello.

Mettiamola così: La ragazza dagli occhi di carta è una specie di Bignami del romanzo che potrebbe essere e che – sognare non costa niente, no, Ilaria  :-)? – magari diverrà.

Il racconto è talmente breve che mi muovo su un terreno pericoloso, il rischio spoiler è dietro l’angolo, il rischio decapitazione pure. Diciamo allora che la sinossi dice già tutto quello che c’è da sapere. Un uomo confuso, molto sangue, una mano, una donna da trovare. Viva o morta che sia.

La sinossi, però, non può dire tutto, quindi, il resto, ve lo dice la vostra Kate.

La ragazza dagli occhi di carta è soprattutto la culla di una protagonista meravigliosa nella sua umanità; Teresa, commissario di Polizia, non è la giovane donna bella, problematica, piena di voglia di fare carriera alla quale siamo ormai abituati e sullo schermo e sulla carta. Teresa è una donna fatta, il corpo appesantito dagli anni e dalla malattia, la mente resa opaca dalla paura del domani e dalle ombre del passato. Teresa è terribilmente vera nella sua unicità, nel suo essere non più giovane, nel suo essere stanca ma ugualmente determinata, nella sua cocciutaggine così terribilmente femminile. Troverà quella ragazza, deve essere viva, devono trovarla, deve avere un’altra possibilità, deve invecchiare, deve fare le sue esperienze, non può essere morta sola, al freddo, senza una mano. E se le gambe di Teresa fanno fatica a correre, se la malattia le ricorda la sua presenza ogni poco, la mente però è viva e vivace, i denti si stringono, il cuore pompa sangue più velocemente. Che caso, questo! Eppure, come le ricorda un collega, ne hanno visti di morti, ne hanno viste di disgrazie. Perché questa volta è diverso? Perché Anneke significa così tanto?

Accade tutto molto, molto velocemente. Come una corsa in salita che lascia senza fiato. Come il panorama che si vede dall’alto una volta giunti in vetta. Come la lenta discesa che già pregustiamo.

Ma io ero e resto scout e se c’è una cosa che mi è sempre rimasta impressa è che la discesa non è meno pericolosa e rischiosa della salita. In discesa si può scivolare, fanno molto male i piedi, le ginocchia si piegano e il fiato si spezza esattamente come quando ci troviamo ad affrontare una ripida e interminabile salita. Una volta arrivati in cima, insomma, non si può abbassare la guardia. Non si deve, è da sciocchi.

Lo sa bene anche Teresa, la nostra bella e atipica eroina. Lo capirà in uno sguardo, in un pensiero veloce come un battito d’ali, un pensiero gelido come l’aria in inverno.

Un inverno che troviamo potente e  perfettamente reso. Un freddo violento e doloroso che passa attraverso gli strati di vestiti, passa attraverso la pelle, arriva sino alle ossa, rende tutto ancora più difficile e tutto, se possibile, ancora più alieno. Perché il lucore della neve e la sua soffice morbidezza non possono nascondere sangue e morte. È tutto contro natura, no? La neve pulisce, attutisce i suoni, infonde calma, e non può essere scrigno di odio, rancore, vendetta e disumanità, no? A cavallo tra Italia e Austria, tra montagne innevate e un freddo che non conosce tregua, il viaggio che ci propone l’autrice è un viaggio che andrà a scardinare molte delle vostre certezze.

Per chi ama il vero thriller e per chi, in discesa, ama puntare bene i piedi sul terreno.

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Un pensiero su “La ragazza dagli occhi di carta

  1. Andrea Di Carlo

    Ho letto questo racconto tra ieri e oggi, mi ha preso molto la particolarità della storia, quegli strani occhi di carta, e poi Teresa, donna a tutto tondo, che lotta contro il suo male e nel frattempo non si risparmia per il lavoro. Mi ha inoltre colpito anche l’ambiente, non cittadino, che ha reso ancora più vividi le immagini. Un racconto crudele che si legge voracemente, con piacere. Complimenti a Ilaria Tuti, per averlo scritto, e grazie alla Kate, per averlo recensito (e quindi avermelo fatto conoscere).

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