Mira dritto al cuore

Mira dritto al cuore - copertina

Titolo: Mira dritto al cuore

Autore: Amneris Di Cesare

Editore: Runa

Anno: 2014

Pagine: 352

Prezzo: 15,00 euro in versione cartacea – 4,99 euro in versione digitale

SINOSSI:

Una vacanza studio in America svanita sul più bello, un soggiorno di ripiego in un villaggio vacanze. Inizia così l’estate di Sarah, adolescente insoddisfatta e perennemente imbronciata. “Gli amori estivi non durano” dice sempre sua madre, ma la la profezia si incrina dopo l’incontro con due animatori, Thomas burbero aspirante archeologo di origini britanniche e Rudy seduttore dalla simpatia irresistibile. Sotto l’ombra di un pino marittimo, su uno spicchio di spiaggia candida, davanti al mare di Sicilia, Sarah vivrà i palpiti di una passione che non vorrà saperne di passare per semplice amicizia. Il desiderio sopito cavalcherà gli anni e condizionerà le sue scelte di donna nel bene e nel male.

LA RECE DELLA KATE:

Non molto tempo fa, sulla mia frequentatissima pagina Facebook, ho lanciato un appello accorato: “Vi prego, basta horror, datemi qualcosa di romantico da leggere!”.

Ebbene sì, nonostante molta della mia passione come blogger sia nata proprio sotto al segno dell’horror, sono pur sempre una ragazza (?) che scrive e che parla d’ammmore molto più di quanto non si direbbe e tutto quel sangue e tutti quei disastri stavano cominciando a provocarmi qualche scompenso, soprattutto la notte.

Da terribili attacchi zombie a orribili disastri naturali, i miei sogni erano popolati da paura e lacrime. Era ora di darci un taglio, insomma. E poiché sono più che convinta che siano i libri a scegliere noi e non il contrario, ho lasciato che il caso facesse la sua parte e ho fatto in modo che la voce si spargesse tra le varie bacheche.

Amneris è stata una delle prime scrittrici romance a rispondere all’appello e, dopo qualche difficoltà tecnica, ho avuto tra le mani e dentro al reader il suo Mira dritto al cuore che, fin dalla cover, urla a gran voce il suo genere di appartenenza.

I miei primi romance sono stati quelli a firma Modignani. La Svevona nazionale è una fredda donna del nord Italia, rigida sin dalle fotografie sul retro dei suoi libri, con quel sorriso che non arriva mai agli occhi e quei pulloverini anni ’60 che hanno fatto di lei non tanto un’autrice quanto un vero e proprio marchio di fabbrica. Sveva Casati Modignani è la Eros Ramazzotti del romanzo d’amore italiano. I libri sono tutti uguali identici. Lei si limita a cambiare i nomi dei personaggi principali, il nome alla villa nella quale la protagonista andrà a vivere e, talvolta, la città nella quale si svolgono i fatti. Li ho letti tutti. O quasi. Ok, ok… tutti.

Non c’è niente di più rasserenante che leggere un libro del quale sai già tutto. Il caro vecchio “già visto” che non riserva sorprese e sconvolgimenti dell’animo, insomma.

Ma perché ho avuto l’ardire di tirare in ballo, su questo povero blog, la bella Svevona? Perché Mira dritto al cuore tanto me l’ha ricordata, e credo di conoscerne il motivo (fino a due minuti fa non ve lo avrei saputo dire, l’illuminazione mi è venuta adesso, e adesso la condivido, perché io scrivo e pubblico, non è che faccia poi molti voli pindarici, editing e revisioni delle mie recensioni. È un perenne “Buona la prima”). Il motivo è che Sarah è una delle donne tipiche della Modignani: è bella, è fiera, è forte. Te la immagini alta, morbida, con queste curve perfette e armoniose, col fare svagato di chi non sa di essere bello, con la forza di volontà di chi ha un obiettivo e vuole raggiungerlo a tutti i costi. Una donna, per dirla modernamente e senza troppi giri di parole, con le palle.

Sarah conosce Thomas e Rudy durante una vacanza estiva sul finire degli anni ’80. La immaginiamo giovane e imbronciata, la frangia e gli orecchini ad anello colorati alle orecchie, intenta a dar retta a una sorellina capricciosa e impicciona. La immaginiamo innamorata di Thomas ma stregata da Rudy e da un mare di un blu profondo e irresistibile, come irresistibile è la voglia di crescere, una volta per tutte. E certamente crescerà, come tutti fanno.

E mentre la sua famiglia resterà alle nostre spalle, davanti a noi avremo solo Sarah, la sua vita, il suo futuro e una felicità che però stenta a prendere forza e vigore. Perché Sarah senza Thomas non è nessuno, e tutti gli altri uomini sono solo goffi tentativi di rendere la sua esistenza degna di essere vissuta.

Ma sbaglia, come sbagliano tante donne che si sacrificano per i figli, per sentirsi meno sole, per paura. Ma naturalmente, in questo caso, dietro alle nubi c’è il sole. Un sole che scalda e che dà nuova speranza. Le cose, insomma, alla fine andranno bene. Come è giusto che sia, come vogliamo.

È un romanzo dalle spiccate note romance che mi sento di consigliare solo a chi davvero è molto abituato al genere e a chi lo ama. I dialoghi, talvolta sin troppo stucchevoli e costruiti, sono però necessari e fanno parte, come si suol dire, del gioco. Nonostante io sia abituata al genere e – anche se non sempre – lo ami, alcuni termini mi hanno fatto partire un brivido gelido dalla base della schiena sino alla nuca (penso solo al “cespuglio” usato per rappresentare le parti intime femminili di Sarah. Cespuglio no, vi prego!) facendomi scendere non solo la catena, ma anche qualcosina di più.

Nonostante queste piccole premesse questo è un romanzo ricco, pieno di temi molto importanti e, credo, anche abbastanza difficile da costruire, sviluppato com’è tra anni e luoghi diversi. Far crescere una protagonista dev’essere tutt’altro che facile: deve modificarsi restando comunque simile a se stessa, restando comunque fedele alla sua anima originale. Ho notato tanto passione e tanto attaccamento ai personaggi, come se l’autrice avesse cresciuto non delle figure bidimensionali ma reali e vivide. Ho letto insomma il romanzo con immenso piacere e ho apprezzato molto il personaggio di Sarah, la protagonista femminile, anche quando sbagliava platealmente. Perché, nonostante talvolta i suoi pensieri e le sue azioni risultino un po’ troppo falsi e romanzati, il suo comportamento, alla fine della fiera, temo non sia poi così estraneo alla vita reale.

Basta intendersene un minimo per capire che l’autrice sa scrivere anche cose più complesse di questa: le basi sono solide e buone.

Ha dato vita a un romance credibile che, come dico sempre (purtroppo) con un editing più puntuale, avrebbe potuto essere ancora migliore.

Buona lettura, amici!

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