The Junkie Quatrain – Gli infetti di Baugh

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Titolo: The Junkie Quatrain – Gli infetti di Baugh

Autore: Peter Clines

Editore: Dunwich

Anno: 2015

Pagine: 120

Prezzo: 2,99 euro in formato digitale – entro la fine dell’anno anche in formato cartaceo a 11,90 euro

SINOSSI:

Sei mesi fa il mondo è finito. Il contagio di Baugh si è diffuso su tutto il pianeta. Le vittime si sono trasformate in cannibali presto conosciuti con il nome di tossici. La civiltà è crollata e i superstiti hanno creato rifugi isolati per nascondersi dagli infetti… o dai presunti tali. Ora, mentre la società si avvicina a un punto critico, molte vite si incrociano e si intersecano per due giorni in una Los Angeles desolata. Quattro storie di sopravvivenza in uno scenario post apocalittico. Perché la fine del mondo può significare cose diverse per persone diverse. Perdita. Opportunità. Speranza. O magari solo un altro giorno di lavoro.

LA RECE DELLA KATE:

Il punto è sempre e solo uno: tu, cosa faresti?

Se fossi così sfigato da sopravvivere a una invasione di morti viventi, di zombie, di gente trasformata tu… cosa diavolo faresti? Chi saresti? Saresti la donna che riscopre la sua essenza animale e si mette a combattere per le strade come una vera amazzone, o te ne staresti chiuso in casa, serrande abbassate, porta sprangata, occhi chiusi, vivendo giorno per giorno, nutrendoti solo per andare avanti ancora qualche ora, pregando e piangendo soffocando i singhiozzi per non farti scoprire? Oppure saresti così traumatizzato da dimenticare chi sei e da dove vieni e verrebbe fuori il tuo lato meschino, cattivo, approfittatore e violento? Tu, chi saresti?

Personalmente, credo mi sparerei. Ma questa sono io.

Poi c’è tutto il resto dell’umanità, e in questo romanzo abbastanza breve da essere letto in una notte (vi consiglio di farlo) Clines ci fa guardare da quella che sembra tanto, ma proprio tanto, l’inquadratura di una telecamera.

L’autore ha scelto di dividere il romanzo in quattro storie, quattro brevi racconti tutti più o meno della stessa lunghezza nei quali troviamo altrettanti gruppi di sopravvissuti. Ogni protagonista ha il suo personale modo di vedere le cose, di restare vivo, di stringere i denti e non mollare.

Li conosceremo, seppur brevemente, tutti. Non sappiamo niente di loro, né a loro importa farci sapere alcunché. Non ha più nessun senso. Non ha nessun peso sapere chi erano prima, se avevano figli, un lavoro, una casa, un cane, un paio di gatti. La vita di chi legge e le loro vite si sfiorano solo per un attimo. Li vediamo sfilare, combattere, digrignare i denti e nulla più. Non sappiamo se resteranno vivi ancora a lungo, se nutrono speranze, se vogliono restare in vita per un motivo preciso.

E va bene così.

Una cosa però la sappiamo. Sappiamo che i nostri protagonisti, curiosamente, entreranno in collisione gli uni con gli altri andando a muovere i racconti altrui entrando (letteralmente) nella loro storia. Anche solo per un attimo. Quello decisivo, quello ripreso della telecamera. L’unico che noi possiamo vedere.

Ed è proprio camminando insieme allo scrittore di storia in storia che le nostre idee si schiariscono. È grazie a protagonisti sempre più informati sui fatti che riusciremo ad avere un quadro sempre più preciso e lucido sulla pandemia che ha portato al collasso mondiale.

Per concludere, in un momento storico nel quale le zombie novel hanno finito col diventare una copia carbone le une delle altre (per forza di cose), Clines riesce, incredibilmente, a stupire. Non che l’espediente sia nuovissimo (in cinematografia si è visto ancora) ma ha una sua forza d’impatto piuttosto incisiva. Provare a capire in quale dannato modo quel protagonista entrerà in contatto con il protagonista successivo (o precedente)… diverte. Un po’ libro game, se vogliamo.

Consigliatissimo agli amici amanti delle zombie novel e annoiati dalla solita minestra.

Buona lettura e mi raccomando, leggetelo in un fiato, fidatevi di me!

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2 pensieri su “The Junkie Quatrain – Gli infetti di Baugh

  1. Milena

    Ciao Kate! Dirti che le tue recensioni sono esplosive, folgoranti e accattivanti ripeterei cose già dette in altri luoghi 😉, perciò mi limito a complimentarmi sul nuovo look del tuo blog.
    Lo preferisco di gran lunga a prima, tutto quel rosa non ti apparteneva, diciamolo 😄.
    Alla prossima recensione!

    Mi piace

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