L’ultima settimana di settembre

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Titolo: L’ultima settimana di settembre

Autore: Lorenzo Licalzi

Editore: Rizzoli

Anno: 2015

Pagine: 300

Prezzo: 15,30 euro in formato cartaceo, 9,99 euro in formato digitale

SINOSSI:

Pietro Rinaldi ha ottant’anni e vuole essere lasciato in pace. Ormai è convinto che la sua vita sia arrivata al capolinea e, mentre mangia penne all’arrabbiata, riflette su quanto i libri siano meglio delle persone. Se già fatica a sopportare se stesso, figuriamoci gli altri! Non ha proprio intenzione di avere a che fare con l’umanità… fino a quando, un giorno, nel suo mondo irrompe Diego, il nipotino quindicenne. Lui ha l’entusiasmo degli adolescenti e la forza di chi non si lascia abbattere dagli eventi, neanche da quelli più terribili, e non ha paura di zittire i malumori del nonno. Da Genova partono in direzione di Roma, a bordo di una Citroën DS Pallas decapottabile su cui sembra di volare. Sul sedile posteriore c’è Sid, l’enorme incrocio tra un San Bernardo e un Terranova – vera e propria calamità. Ed è così che un viaggio di sola andata si trasforma in un’avventura on the road, piena di deviazioni e ripensamenti, vecchi amori e nuove gioie. Perché è proprio quando credi di aver visto tutto che scopri quanto la vita riesca ancora a sorprenderti.
L’ultima settimana di settembre è il racconto esilarante e commovente del viaggio di un nonno e un nipote alla ricerca di se stessi. È una storia che, senza giri di parole, scava nei sentimenti più profondi e ci porta di fronte alle emozioni più vere, quelle che richiedono una buona dose di coraggio per essere affrontate ma rimangono impresse indelebili dentro di noi.

LA RECE DELLA KATE:

Non ricordo quando è successo, ma è successo: un giorno mio padre mi ha regalato un libro che era suo (lo fa sempre, non tiene i libri, ma li legge e li dà via). Si trattava de Il privilegio di essere un guru e l’autore era Lorenzo Licalzi. È bastato poco, pochissimo per innamorarmi del suo modo di scrivere spigliato e un pochino sopra le righe e da Io no a Un lungo fortissimo abbraccio, Licalzi ha contribuito a ingrossare le fila di quegli autori che hanno, a buon diritto, un posto nel mio cuore e nelle mie grandi librerie Ikea.

Questa volta però… stavo quasi per rimanere delusa. Anzi, stavo quasi per cancellare il romanzo dal Kindle. Non fatelo, vi prego. Se pure le prime pagine sembrano molto, troppo strane; se anche i farneticamenti di Pietro Rinaldi vi paiono davvero sopra le righe: non fatelo. Cercate di fidarvi e dategli una possibilità, continuate la lettura e conoscete Pietro, Diego e Sid.

Pietro è un anziano scrittore dal carattere duro, irascibile e intollerante (mi ha ricordato un sacco me stessa, poveri noi) che si trova a dover far fronte a una delle emergenze più terribili della sua vita. Dovrà mettere da parte molto di sé per fare spazio al dolore altrui, trovare il modo di condividere invece di condannare, di accogliere invece di allontanare. È un doppio romanzo di formazione on the road, L’ultima settimana di settembre. Su una vecchia e bellissima auto riusciranno a trovare spazio, oltre ai nostri tre protagonisti, anche tanto altro: i sentimenti, l’amore, quella sincerità che permette di soffrire insieme e il coraggio di dire “Non lasciarmi solo. Non voglio essere solo. Rimani con me.”

Il romanzo commuove e diverte a fasi alterne senza scadere mai nel famoso e terribile latte alle ginocchia, l’attenzione è mantenuta viva grazie a dialoghi sempre centrati e divertenti (Pietro Rinaldi è fantastico!) e c’è anche modo di riflettere – qui e lì – insieme all’autore sui grandi temi della vita.

Credo, inoltre, che uno dei focus principali sia il cambiamento. Cambiare si può, anche nonostante tutto, anche se non vorremmo, anche se vorremmo che tutto rimanesse così com’è, immobile e sicuro. Lo sa bene Diego, che a quindici anni vede la sua vita sconvolta e travolta. Lo sa bene Pietro, che a ottanta deve rivedere tutto quello in cui crede, deve rivedere il suo modo di fare e di pensare, deve calare la maschera e prendere in mano, infine e ancora una volta, il cuore.

Un finale davvero tanto commovente ma anche leggero, pieno di speranza e di voglia di futuro. Niente di melodrammatico, solo la vita che scorre, che continua nonostante tutto, nonostante i dolori più grandi. Come piace a me.

Buona lettura, amici!

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2 pensieri su “L’ultima settimana di settembre

    1. Ciao!
      Io ti consiglio di cuore:
      Io no
      Un lungo fortissimo abbraccio
      Il privilegio di essere un guru

      Ho letto anche Sette uomini d’oro ma proprio non lo ricordo, a essere sincera 😀

      Mi piace

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