Esistenze

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Titolo: Esistenze

Autore: Ivo Gazzarrini

Editore: Self publishing

Anno: 2014

Pagine: 32

Prezzo: 0,99 euro in formato digitale (piattaforma amazon)

SINOSSI:

Un gruppo di studio formato da sette ragazzi si ritrova, la notte di Halloween, nell’appartamento di due di loro per giocare a Zombie Plague un gioco da tavola scaricabile dal web. L’appartamento si trova al secondo piano e l’apri porta non funziona così, quando arrivano le pizze, uno di loro deve andare a prenderle. Decidono che sarà il dado a decretare colui che andrà giù. Così un ragazzo lancia il dado…

LA RECENSIONE DELLA KATE:

32 pagine non sono moltissime soprattutto per chi, come me, legge tante tante cose e molto in fretta (non lo faccio apposta, leggo semplicemente molto velocemente da sempre). Hai solo 32 pagine e non solo devi intrattenermi, non solo devi farmi passare il tempo, non solo non devi farmi pentire di quell’euro che potevo spendere per prendermi… per prendermi… oh, insomma, ma devi anche divertirmi e farmi dimenticare che tutto questo, tra pochi minuti, sarà già un verbo al passato. Non è facile, eh? Però, nemmeno da dire (altrimenti non saremmo qui riuniti), Gazzarrini ci riesce.

Il tempo si dilata.

I muscoli si tendono.

Il racconto c’è, si vede e si sente. Col solito stile che va a braccetto con quello cinematografico, ogni capitolo pare essere seguito da una telecamera diversa, offrendo allo spett… al lettore un punto di vista sempre nuovo. Ci muoviamo nella stanza seguendo uno a uno i sette ragazzi protagonisti di una serata che doveva essere solo puro divertimento e che invece muta drammaticamente, affondando in un tunnel spregevole a causa di un piccolo oggetto, un oggetto comunissimo da sempre associato al gioco e al divertimento: un dado.

È il dado, a cambiare le cose; e continua a cambiarle, a cambiarle, a cambiarle. E ogni volta va un pochino peggio, non c’è limite alla paura e allo sfinimento e alle cose terribili che possono accadere.

Fino alla fine. Quando, per una volta, una sola volta, si accende un barlume di speranza. Un accenno di sorriso. Un piccolo sospiro di sollievo che, almeno per un poco, riesce a far dimenticare tutto quello che è stato di questi sette ragazzi.

Un racconto dinamicissimo, colorato, pieno di musica e giovane che va però a pescare nell’horror più classico e che non solo riesce a essere credibile e godibile ma che riesce a far comprendere, nonostante la brevità, che la penna che lo ha scritto è davvero capace di fare grandi cose.

Peccato duri così poco.

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