Younger

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Titolo: Younger

Autore: Pamela Redmond Satran

Editore: Piemme

Anno: 2015

Pagine: 277

Prezzo: 14,37 euro in formato cartaceo, 8,99 euro in formato digitale

SINOSSI:

A volte nella vita basta dire… sì. Così, quando Alice capisce che non ne può più di fare la casalinga divorziata nel New Jersey, decide di tornare a Manhattan, dalla sua vecchia amica Maggie, per “ricominciare”. Ma come, se a 40 anni suonati, dopo quindici dall’ultima volta che è entrata in un ufficio, nessuna azienda che si rispetti potrebbe mai prenderla in considerazione per un lavoro? È così che quando Maggie le dà un’idea, Alice non può che lasciarsi convincere: fingersi una ventiseienne. Colpi di sole, jeans stretti, tacco alto, ed ecco che, nella notte di Capodanno, Alice diventa… la se stessa di vent’anni prima. Ben presto trova lavoro in una casa editrice, e incontra Josh, un ragazzo che portava i pannolini quando lei era al liceo. Per la prima volta da quando aveva “davvero” 26 anni, o anche da prima, Alice capisce che la vita può essere piena di possibilità. Anche se, una di queste, è che la scoprano – specie quando Josh decide di fare sul serio…

LA RECE DELLA KATE:

Alice ha più di 40 anni, e non lavora da molto tempo, da quando, anni prima, non è diventata mamma. Ora si sta separando e vorrebbe rimettersi in gioco. Ma ha, appunto, più di 40 anni, una figlia grande e nessuna possibilità di ritrovare il suo vecchio impiego, figuriamoci uno nuovo di pacca. Che fare, allora? Farsi prendere dalla disperazione? Chiedere alla figlia di farle un nipotino per cominciare a fare la nonna e trovare un nuovo senso? Iscriversi a un corso di uncinetto? Iscriversi a un corso di scrittura creativa? Ma proprio no. Alice, guidata dalla sua amica (lesbica, ma ha poca importanza) si trucca e parrucca da gara e ta-dà!!! Ha di nuovo 25 anni. Ma sì, togliersi quella ventina di primavere dev’essere un gioco da ragazzi e nessuno – proprio nessuno – si accorge che la ragazzina mente spudoratamente. Omette, se non altro, un bel pochino di verità, la furbacchiona. In questo modo non solo riprende il suo vecchio lavoro in casa editrice (poteva non avere un lavoro fighissimo?), ma accalappia pure un venticinquenne figo e affettuoso. Quella gran culona. Figo e affettuoso venticinquenne che, pur spassandosela alla grande con la quarantenne, non si accorge minimamente che qualcosa non va. Ora: mica dico che le quarantenni debbano cadere a pezzi ma… non gliele guardi le mani? Il collo? Ragazzo mio, nessuno ti ha detto che i due punti rivelatori dell’età per una donna sono proprio quelli? Qualcuno glielo dica, così, per la prossima volta.

Ma niente paura, se prima Alice aveva qualche timore, molto presto si trova immersa totalmente nella sua vita da teenager ammmmmericana, anzi, niuorchese. Toy boy, drink, locali alla moda, riunioni con la direzione… e chi la ferma più. Tanto che la figlia, a un certo punto, vorrebbe tornare dall’Africa (era partita come volontaria) ma la madre è lì lì per dirle: «No scusa ciccia, devo trombare, resta pure dove sei, non tornare a casa per l’amore di Dio!»

Vero e primordiale istinto materno.

Insomma, miei cari lettori. Che altro dire? Situazioni assurde e dialoghi che Topolino in confronto pare un Nobel per la letteratura. Inclassificabile.

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