Medium

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Titolo: Medium

Autore: Catia Pieragostini

Editore: Delos Digital

Anno: 2015

Pagine: 21

Prezzo: 0,99 euro in formato digitale su Kindle store

SINOSSI:

Quattro classici bravi ragazzi di una tranquilla cittadina italiana di provincia, decidono che la notte di Halloween sarà lo scenario perfetto per mettere in atto un oscuro piano segreto. Lungo la via, ci sarà chi tenterà di avvisare uno di loro che il sentiero della malvagità, una volta imboccato, può portare fino a un punto di non ritorno… 

LA RECE DELLA KATE:

Un gatto (vero e somigliante al mio amato e obeso Alex), un Dracula, un Frankestein, una mummia e un corvo.

Ci troviamo in una cittadina italiana, una delle tante, nella notte più spaventosa dell’anno: Halloween.

Quattro ragazzi si travestono e decidono di fare come i più piccini e passare anche loro, come tutti, di casa in casa a fare “dolcetto o scherzetto”.

Ma se tutto andasse liscio, si sa, non sarebbe letteratura horror e non sarebbero brividi da vendere. O no?

È proprio durante il loro peregrinare, infatti, che uno dei quattro giovincelli comincia a vedere cose strane. Molto strane. Cose che non dovrebbero esistere. Persone che non dovrebbero esserci. Non più, almeno.

Certo, chi gli apre la porta è gente sorridente che sta al gioco e che riempie le loro mani di dolciumi ma… c’è dell’altro. In queste case, affiancato dal grasso gatto Sansone, il ragazzo vede gente che dovrebbe (che è, perdinci!) morta da un pezzo.

Nonostante sia giustamente scosso (vorrei vedere), pare avere per la mente tutt’altro. I quattro ragazzi hanno un obiettivo, una missione, qualcosa che nulla a che vedere col divertimento e con il gioco.

Qualcosa che, facilmente, potrebbe (e ovviamente lo fa) scappare loro di mano.

C’è chi tenta di redarguirli, c’è sempre Sansone e non c’è una voce della coscienza. Ci sono solo rabbia e desiderio di vendetta. Il cieco furore di chi troppo ha subito, troppo ha dovuto sopportare. E che, alla fine, scoppia.

Un racconto che, nonostante la brevità (appena una ventina di pagine), riesce a rendere l’idea, divertire e regalare qualche brivido perso “tra occhi spiritati che paiono enormi, pozzi scuri, senza fondo”.

Una cover che mi ha attirato come miele (come Mcdonald, ok) e una scrittura lieve ma non banale.

Buona lettura!

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