Jalà-Narahi

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Titolo: Jalà-Narahi

Autore: Claudio Foti

Editore: Enigma edizioni

Anno: 2015

Pagine: 34

Prezzo: 1,49 euro su Amazon store

SINOSSI:

Il diario di viaggio di Eduardo de Marocchi a bordo de “La Minerva” durante la spedizione avvenuta poco dopo la fine della Guerra di Crimea viene ritrovato in una bottiglia. Si tratta di un diario sconvolgente, di un racconto colmo di particolari di quanto avvenuto a bordo della nave esploratrice nel 1859. Ed è proprio quando “La Minerva” giunge nel Mare del Drago che a de Marocchi appare l’incredibile, l’inaspettato. L’uomo di Dio si trova a fronteggiare un popolo che non credeva esistere, genti che rappresentano un pericolo per la sua anima e per l’anima di chi crede ciecamente nei dogmi, siano essi della scienza o della religione: i Jalá-narahi.

LA RECE DELLA KATE: 

Siamo nei mesi successivi al termine della Guerra di Crimea e il cappellano di bordo della Minerva racconta, attraverso un diario, il viaggio avventuroso della nave esploratrice. Popoli, lingue, usi e costumi diversi affascinano enormemente l’uomo di fede che, senza lesinare particolari, disegni e spiegazioni dettagliate, provvede a trascrivere ogni cosa sul suo diario di bordo, donando a chi lo ritroverà la possibilità di scoprire luoghi e personaggi incredibili narrati con occhio lucido, esperto e curioso.

Ma è quando la grossa nave giunge a Tori Shima che il racconto si fa, via via, più interessante e adrenalinico. Il cappellano si troverà infatti faccia a faccia con stupefacenti e imponenti uomini pesce chiamati Jalà-Narahi, con i quali riuscirà addirittura a comunicare venendo quindi a conoscenza delle loro abitudini, dei loro usi, del loro rapporto con la religione e molte altre cose ancora, tutte ugualmente importanti e pieni di attrattiva per lo studioso che, ligio e preciso, provvede a segnare meticolosamente sulle sue carte.

Il viaggio, nonostante tutto, prosegue. E, dietro l’angolo, inquietanti e terribili fatti debbono ancora accadere. La Minerva è in pericolo.

Un racconto brevissimo che ha il fascino dell’antico e un certo qual sapore lovecraftiano rovinato (che peccato, santo cielo!) da un editing pressoché inesistente e da una prosa non sempre semplicissima da seguire, anche se necessaria ai fini della narrazione.

Buona lettura!

LA CITAZIONE:

Sono finalmente entrato in contatto con uno di loro. Con uno degli uomini pesce! Non so come altro chiamarli. Qui sull’isola  il nome con il quale vengono identificati è Jalà- Narahi, li chiamerò così anche io.

Come dicevo ne ho appena visto un esemplare, è incredibile! Lavora con i pescatori locali per prendere il pesce. Lo fa perché pare  sia molto ghiotto  di sakè che gli danno a mò di pagamento. L’ho potuto vedere da vicino e posso dire che i Jalà-Narahi  sono essere antropomorfi ed eleganti, la loro pelle è glabra e lucida, ma da vicino rivela minuscoli dentelli dermici, avvertibili anche con la mano.

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Un pensiero su “Jalà-Narahi

  1. Francesco

    Ho trovato il libro di Foti un vero e proprio capolavoro di narrativa affiancato da una ricerca è una suspence uniche.
    La prosa è ricercata e di alto livello come non è più tanto facile trovare. Foti ha dato il suo meglio per un testo davvero unico.
    L’edizione mi sembra ottimamente realizzata a dispetto di chi ha fatto la recensione. sul mio Kindle l’editing rende talmente bene come poche volte ho trovato in altri testi anche di case editrici di grande successo.
    Un libro assolutamente da leggere e divorare come ho fatto io.

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