Il re degli incasinati

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Titolo: Il re degli incasinati

Autore: Going K.L.

Editore: Piemme

Anno: 2015

Pagine: 346

Prezzo: 15,00 euro

SINOSSI:

Senza fare niente di particolare, a scuola Liam Geller è amato da tutti. A casa, invece, è tutta un’altra storia. Per forgiargli il carattere, suo padre, un potentissimo manager, lo sbatte fuori di casa senza che la bellissima mamma, ex top model, possa o voglia impedirlo. Liam si ritrova a vivere con zia Pete, dj, glam rocker, gay dichiarato, in una sgangherata roulotte. Per conquistare l’approvazione del padre, Liam decide di trasformarsi da Mister Popolarità a Mister Disastro. Ma quando il re degli incasinati decide di incasinare tutto, riesce solo a incasinarsi del tutto.

LA RECE DELLA KATE:

In copertina, un ragazzino belloccio (capello spettinato, fossette sexy e occhio furbo) ma a testa in giù, oltre a confonderci sul verso in cui prendere in mano il libro, ci ricorda che la bellezza è niente senza equilibrio.

Liam ha una madre bellissima, ex modella frustrata e tristanzuola e un padre di successo, ricco, benvoluto e immensamente stronzo. .

Il bellissimo e incasinatissimo adolescente, senza fare niente di particolare, è amato, ammirato, seguito, sospirato. E’, insomma, una persona naturalmente popolare, una di quelle persone che appena sveglie, alla mattina, già brillano di luce propria, quelle che quando entrano in una stanza cambiano gli equilibri, capito il tipo? E non ha importanza che abbia solo diciassette anni, popolari e carismatici si nasce, mica si diventa.

Ma questo – ovviamente – non dice niente di niente al padre di Liam, che pare provare un disprezzo atavico (e imbarazzante) per questo figlio bellissimo, ben vestito, attento alla moda e amato dalla madre. Anzi, il fatto che sia bellissimo, attento alla moda, sensibile alla bellezza e amato dalla madre scatena e acuisce, nel padre, tutti i sentimenti malevoli che prova per il ragazzo che, da parte sua, ha sempre vissuto la sua vita cercando e ricercando con tutte le sue forze l’amore e l’approvazione di suo padre, uomo rigido e anaffettivo.

Non resta, allora, che farsi vedere, farsi notare, chiedere – anzi urlare – disperatamente aiuto. Grandi immensi segnali di disagio che nessuno ha voglia (o tempo o coraggio) di cogliere. In un amen Liam viene trascinato a casa di zio Pete, un gay dichiarato che lavora in radio, incide musica glam rock, si trucca e si veste da donna. Il resto è una serie di avventure-disavventure sospese tra comicità e dramma, tra la voglia di ridere e il dispiacere per questo ragazzino, un romanzo (chiaramente destinato a un pubblico YA) che commuove e diverte, che vola via in un attimo e che, pur essendo una lettura leggerissima, ci consente di fare una o due riflessioni, da genitori, sulle aspettative e sui messaggi subliminali che lanciamo a quegli sventurati dei nostri figli. La speranza è che mai, nessuno di loro, debba elemosinare la nostra attenzione o il nostro amore e che possiamo essere così illuminati da amarli sempre e comunque, a prescindere dai loro gusti sessuali, musicali, di moda, dalle loro amicizie e dalle loro inclinazioni naturali.

Raccontato in prima persona dal protagonista, con una prosa semplice e senza fronzoli, Il re degli incasinati è consigliato tra un libro impegnato e l’altro per rilassarsi un attimo, farsi scappare un sorriso e sognare di abitare in una scalcagnata roulotte con uno zio un po’ fuori dalle righe ma pieno d’amore e i suoi indimenticabili amici.

Buona lettura!

LA CITAZIONE:

“MI STAI ASCOLTANDO?” Papà urla a squarciagola. Delia si fa piccola per la vergogna.

“Questa volta hai compromesso il tuo futuro!” grida papà.

E’ una cosa che mi sento ripetere spesso.

“Nonostante tutto quello che ho fatto per te… tu non hai qualità morali. Non hai niente di quello che avrei voluto da un figlio e non lo dico tanto per dire.”

Però lo dice continuamente.

“Quando un bambino ha ricevuto un’ottima educazione e un’istruzione internazionale, ma diventa ugualmente un delinquente, non può essere colpa dei genitori, non credi?”

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