Momenti di trascurabile infelicità

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Titolo: Momenti di trascurabile infelicità

Autore: Francesco Piccolo

Editore: Einaudi

Anno: 2015

Pagine: 143

Prezzo: 13,00 euro

SINOSSI:

Ridere dei momenti di tristezza è un controsenso di quelli che possono cambiarti la giornata. Eppure, a saperli prendere, i contrattempi, gli accidenti, i lancinanti dolori momentanei, spesso risultano assolutamente esilaranti. Purché siano di entità trascurabile e vissuti con allegria, appartengono di diritto alla gioia di vivere. E nessuno saprebbe raccontarlo meglio di Francesco Piccolo, che dei momenti di cui è fatta la vita va componendo una perfida e divertentissima enciclopedia portatile.

LA RECE DELLA KATE:

Ho comprato il libro (seguito immancabile di Momenti di trascurabile felicità, uscito nel 2010 sempre per la Einaudi) solo dopo aver scoperto che l’autore è anche un famosissimo sceneggiatore di film piuttosto importanti del panorama cinematografico italiano come Il caimano, Caos calmo, La prima cosa bella, Il capitale umano e moltissimi altri. La maggior parte di voi, ora, starà guardando lo schermo e pensando “Quindi?”.

Quindi, miei cari e insondabili amici, io me ne accorgo se dietro a un libro c’è uno scrittore che fa anche altro. Cambia il ritmo, cambia l’armonia totale del libro, cambia lo humor, cambia tutto.

Momenti di trascurabile infelicità – un libercolo dalle dimensioni microscopiche e dal prezzo davvero, davvero esagerato cara la mia Einaudi – non fa nessuna eccezione a questo mio assunto.

Leggetelo in pillole, sfogliando a caso e leggendo la prima cosa che vi viene sotto gli occhi.

Leggetelo come fosse un romanzo, dall’inizio alla fine.

Leggetelo come volete, insomma, ma se avete voglia di farvi due risate, leggetelo.

Francesco Piccolo ha l’occhio allenato di chi guarda la vita. La vede, la guarda, la osserva e la giudica a volte piuttosto aspramente. I suoi momenti di infelicità sono quelli di tutti noi (vedrete poi nelle due citazioni scelte), momenti tipicamente “gasp” che non fanno – per carità – assolutamente soffrire ma che fanno abbassare le spalle di quei due o tre centimetri, che ti fanno pensare “ma che cazzo…”, che ci si ripropongono ciclicamente, e che ormai sappiamo riconoscere come trascurabili infelicità.

Sono trascurabili perché, appunto, non gravi. Sono quelle infelicità piccine che tutto sommato rendono la vita quella che è, coloratissima, incasinata, a volte decisamente alla cazzo di cane, se mi passate il termine.

Eppure lui se li è segnati, i suoi momenti. E ci ha scritto un libro. Ho ammirato l’idea, ho ammirato la fantasia, ho ammirato l’umorismo verace e disincantato dell’uomo del sud.

Da leggere durante un breve viaggio in aereo o in treno, oppure per staccare da un libro impegnato a un altro, oppure da tenere in bagno, leggere qualche frase qua e là, fare una ghignata e uscire di casa ripromettendosi di tenere gli occhi un pochino più aperti a quello che è il caos allegro della vita.

Questo vorrei: vivere la vita un po’ come viene, alla cazzo di cane, ecco. Viverla guardandola davvero, respirandola a pieni polmoni, lamentandomi un po’ meno, sorridendo un po’ di più. L’autore, qualche dritta, la dà.

LA CITAZIONE:

– Quando mi dicono “potevi vestirti meglio” e io mi ero già vestito meglio.

– Il fatto di non sapere se la luce del frigorifero, quando l’hai chiuso, si spegne veramente.

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