Lovecraft’s Innsmouth (Vol. I Cthulhu Apocalypse)

Lovecraft's Innsmouth

Titolo: Lovecraft’s Innosmouth

Autore: Claudio Vergnani

Editore: Dunwich Edizioni

Anno: 2015

Pagine: 100

Formato: ebook

Prezzo: 0,99 euro

SINOSSI:

… si trattava semplicemente di accompagnare il professor Franco Brandellini (questo il nome del cliente) per una settimana in una cittadina per turisti sulle coste del Massachusetts, dove era stata ricostruita a uso e consumo dei gonzi (questa invece la spiegazione di Vergy) la Innsmouth del racconto “The Shadow Over Innsmouth” di H.P. Lovecraft. Il nome della struttura era, nella sua grande originalità, “Lovecraft’s Innsmouth”.
«Insomma», spiegò Vergy, «hanno costruito questa specie di Disneyland che rispecchia pari pari la città del racconto. Catapecchie cadenti, vicoli, l’albergo schifoso, la chiesa dell’ordine di quel… come si chiamava quello stronzo con le squame con il quale i cittadini stringono il solito patto blasfemo?»
Ritornai con la memoria ai tempi del liceo. «Dagon, direi. Lo aveva contattato un capitano del posto che era stato in non so quale località esotica e lì aveva saputo di questa creatura che, al prezzo modico di qualche sacrificio umano, avrebbe garantito pesce, oro e figa per tutti gli anni a venire.»
«Giusto, una cosa così. Aspetta, questa ti piacerà: per le strade girano anche delle comparse truccate come gli abitanti del racconto. Dei rachitici che camminano arrancando, puzzano di pesce e al posto della faccia hanno un mascherone da merluzzo. Bene, ora tu non ci crederai, ma sembra che esistano molti appassionati di questa spazzatura e il nostro professore è uno di loro. E vuole fare un salto a godersi cotanta bellezza. Tu e io lo dobbiamo accompagnare e proteggere. Da cosa, non saprei.»
«Sembra un compito abbordabile.»
«Già. Il guaio è che dicevano così anche dello sbarco in Normandia.»

LA RECE DELLA KATE:

Il bellissimo e fascinoso Dylan Dog è stato il mio primo migliore amico in formato horror. Il secondo, naturalmente, è stato l’imperituro Stephen King, l’autore a tinte nere più prolifico, amato e verboso del mondo letterario, l’eterno presente in ogni forum e gruppo Facebook a tema horror, campione vendite e incassi da decenni, pilastro (criticato o osannato senza mezze misure) del genere.

Per molto tempo, poi, mi sono dedicata ad altre cose, soprattutto romance e thriller che, lo ammetto, non hanno niente a che vedere l’uno con l’altro ma che mi sono serviti per bilanciare i tanti aspetti del mio animo inquieto, lasciando momentaneamente da parte un genere che, chissà come mai, non rispondeva più alle mie esigenze.

Fino a che, un giorno di alcuni anni fa, qualcuno non ha appoggiato sulla mia scrivania un romanzo piuttosto corposo, Il 18° vampiro. Cover molto bella, nome sconosciuto.

Ebbene, leggo tutto, leggerò anche questo!” pensai tornando a casa col mio bottino.

Quel romanzo era il primo di un autore horror (ma non solo) dalla bravura eccezionale, dalla fantasia esplosiva e dalla cultura raffinata e mai sbandierata: Claudio Vergnani.

Con la trilogia vampirica composta dal 18° vampiro, Il 36° giusto e L’ora più buia (tutti editi dalla casa editrice Gargoyle), l’autore si è fatto conoscere (e amare) per quello che è: un abile narratore, uno scrittore di razza, e uno che la paura sa benissimo come fartela provare. E lo fa. E lo fa bene.

Dalla sua formidabile e dissacrante penna sono usciti, tra i tanti, due personaggi che sono rimasti nei cuori di molti lettori: Vergy e Claudio, pittoreschi cacciatori (loro malgrado) di mostri.

Ebbene, con Lovecraft’s Innsmouth Vergnani gioca le sue carte migliori e mette in campo loro, la coppia più meravigliosa e scalcagnata dell’universo letterario per un’avventura che si spinge fino alle radici dell’horror, scomodando (ahinoi) addirittura uno dei Grandi Antichi creati dallo scrittore statunitense H.P. Lovecraft: Cthulhu.

Niente meno che l’essere semidivino dalle sembianze ittiche che giace (giaceva?!) in un sonno simile alla morte.

L’autore sfrutta tutte le sue doti di incantatore e ci trascina per i capelli a Lovecraft’s Innsmouth, parco divertimenti a tema lovecraftiano per amanti del brivido (e del kitsch, sì) insieme ai suoi due meravigliosi e divertentissimi protagonisti per farci vivere un’avventura che non dimenticheremo tanto facilmente, perché si sa, quando ci sono Claudio e Vergy di mezzo le cose non vanno mai, ma proprio mai come dovrebbero andare e le cose non sono mai, ma proprio mai, quello che sembrano essere.

Tra figuri e figuranti, luoghi da brivido e puzza di pesce, professori balordi e nipponiche combattenti, dialoghi mai banali e talvolta così divertenti da strappare una sonora risata, il racconto ha il grande pregio di trovare collocazione a metà tra tradizione e innovazione.

Tradizione perché gli amanti del buon vecchio HPL avranno, grazie alle atmosfere sapientemente ricreate dalla penna dell’autore, pane per i loro denti e non resteranno mai delusi; innovazione perché lo stile dello scrittore di Providence viene plasmato e modellato – ma non stravolto – per adattarsi in maniera perfetta, come fosse un guanto, a quello dello scrittore modenese, andando così a erigere un immaginario ponte perfetto e ammirabile tra passato e presente.

La cattiva notizia è che questo racconto, oltre a finire troppo presto (ma questo è il male che risiede in ogni racconto, temo) non è neppure autoconclusivo. Ma la buona – buonissima! – notizia è che presto (subito dopo l’estate) l’autore uscirà con il romanzo, versione ampliata di questo straordinario racconto che già da tre mesi è campione di vendite della sua casa editrice, la Dunwich edizioni.

Per finire, segnalo che questo è il primo volume di un progetto più ampio, la Chthulhu apocalypse, che sta vedendo diversi autori schierarsi in campo ognuno con il suo racconto a tema lovecraftiano. Il consiglio è quello di collezionarli davvero tutti, a partire da questo.

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7 pensieri su “Lovecraft’s Innsmouth (Vol. I Cthulhu Apocalypse)

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