Tu non tacere

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Titolo: Tu non tacere

Autore: Fulvio Ervas

Editore: Marcos Y Marcos

Anno: 2015

Pagine: 347

Prezzo: 15,30 euro

SINOSSI
La strada buia, i lampi dei fanali, la testa piena di pensieri; l’auto pirata appare in un istante e di colpo il mondo è a testa in giù. L’ospedale è un faro nella notte. Promette cura, salvezza, che tutto quanto è possibile si farà. C’è una vita, in gioco, e Paolo Vivian non vivrà. Lorenzo è suo figlio e non è per niente ‘sdraiato’. Studia medicina, sa che sbagliare è umano, ma ci sono posti dove un errore costa molto di più. Mentre studia, mentre nuota, mentre bacia Michela, un tarlo lo accompagna: nei fotogrammi mentali del pronto soccorso qualcosa non torna. La madre vorrebbe solo dimenticare, Lorenzo non può permettersi un avvocato e i medici si appellano alla tragica fatalità.
La sua sete di chiarezza tocca nel cuore il vecchio prof di scienze del liceo, paladino del corpo umano e della fotosintesi clorofilliana. Insieme, affidano il caso alla TNT: tre donne toste, Tosca, Norma e Tina, che del diritto alla salute sono sceriffa, contabile e poeta. Passo dopo passo, conquisteranno il giorno della verità.

LA RECE DELLA KATE:

Ho conosciuto Ervas come lo hanno conosciuto in tanti, credo. L’ho conosciuto leggendo il suo Se ti abbraccio non aver paura, sempre della Marcos Y Marcos, nel quale dava voce alla storia incredibile di un padre e di suo figlio autistico.
Se ti abbraccio non aver paura è stato ed è tutt’ora un bel caso editoriale, il Paese intero ha amato questa strana coppia genitore-figlio. Bellocci, simpatici, anticonformisti.
Un libro meraviglioso che ha commosso tante, tante persone.
Tu non tacere è un libro troppo particolare perché io possa recensirlo in modo degno. Non credo di esserne all’altezza. Ma ci provo.
Lorenzo è un giovane uomo che studia medicina e che ha appena perso suo padre dopo anni di immobilità a seguito di un incidente automobilistico.
Ma vuole vederci chiaro. Suo padre, prima di arrivare in ospedale, si muoveva, non era paralizzato.
Di chi è, allora, la colpa?
C’è una colpa?
Come fare per avere giustizia?
Lorenzo si affida al suo vecchio professore di scienze delle superiori, un uomo curioso e umanissimo.
Insieme, un capitolo per uno, viaggeranno alla scoperta del senso di giustizia, di buona e mala sanità, di morte e di vita, di amicizia e di perdono sospinti da una scrittura lucidissima eppure a volte folle, di quella follia propria dei veri geni, di quelli che sanno scrivere davvero e toccare le giuste corde senza essere sensazionalistici o volutamente malinconici.
Quello di Ervas non è un libro, ma una chiacchierata tra amici con un amico molto profondo e saggio, con un padre affettuoso.
Lorenzo è furioso e determinato, il professore è pieno di ironia, curiosità e ha dalla sua l’esperienza, l’età e la profonda stima per quel ragazzo che, sempre, è stato diverso.
Lorenzo è un non-sdraiato.
E’ un essere umano pieno di cose da dire e da fare, uno che cerca, uno che pretende spiegazioni, uno che si interroga.
Per molti, le persone come Lorenzo sono un pericolo. Cosa vuoi sapere? Perché vuoi risposte a tutto? La gente curiosa non va bene! Non ora. Non di questi tempi.
Invece il professore, aiutato dalla premiata ditta TNT, accoglie Lorenzo e la sua curiosità, la sua voglia di sapere.
Niente è perduto.
Niente è impossibile.
Mentre scriveva questo romanzo Ervas ha visto morire sua madre, a causa della malasanità.
Pochi giorni dopo, sua moglie è stata investita e ha rischiato di morire. E’ stata salvata dalla buona sanità.
Un libro che, forzatamente, è diventato assolutamente autobiografico e quindi, inevitabilmente, molto molto lucido.
Ve lo consiglio col cuore.
Leggetelo.
“Ci ricorda la cura che dobbiamo al nostro corpo, e alla rete formidabile delle persone che amiamo; che un figlio per crescere deve alzarsi in piedi e, almeno nel ricordo, guardare negli occhi suo padre.”

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