Revival

revival_us

Titolo: Revival

Autore: Stephen King

Editore: Sperling&Kupfer

Anno: 2015

Pagine: 469

Prezzo: 16,92 euro

SINOSSI:

Più di cinquant’anni fa, in una placida cittadina del New England, un’ombra si allunga sui giochi di un bambino di sei anni. Quando il piccolo Jamie alza lo sguardo, sopra di lui si staglia la figura rassicurante del nuovo reverendo, appena arrivato per dare linfa alla vita spirituale della congregazione. Intelligente, giovane e simpatico, Charles Jacobs conquista la fiducia dei suoi parrocchiani e l’amicizia incondizionata del bambino: per lui il pastore è un eroe, soprattutto dopo che gli ha “salvato” il fratello con una delle sue strepitose invenzioni elettriche. Ma l’idillio dura solo tre anni: la tragedia si abbatte come un fulmine su Jacobs, tutto il suo mondo è ridotto in cenere e a lui rimane solo l’urlo disperato contro il Dio che lo ha tradito. E il bando dal piccolo Eden che credeva di avere trovato. Trent’anni dopo, quando Jamie avrà attraversato l’America in compagnia dell’inseparabile chitarra che l’ha reso famoso, e dei demoni artificiali che ha incontrato lungo il cammino, l’ombra di Charles Jacobs lo avvolgerà ancora: questa volta per suggellare un patto terribile e definitivo. “Revival” è il racconto di due vite, quella che King ha vissuto e quella che avrebbe potuto vivere, attraverso due personaggi formidabili per potenza e fragilità, due uomini ai quali accade di incontrare il demonio e di affondare nel suo cuore di tenebra.

LA RECE DI KATE:

Forse una recensione che si rispetti dovrebbe essere scritta a seguito di molte, molte attente riflessioni.
La mia, essendo io un’inguaribile cazzona, è scritta sull’onda dell’ “hic et nunc”.
La rende meno credibile di altre?
Se sì, solo a causa della penna che la scrive, non di certo del modus operandi.
Ho appena posato il romanzo, ecco tutto.
Con “appena” intendo all’incirca trenta minuti fa. Ecco il mio Hic et nunc.
E ora, a noi!
Lo ammetto, la Sperling (ma non solo) è stata bravissima anche questa volta. Ha creato, attorno a questo nuovo libro, un clima al limite dell’isteria collettiva. Il ritorno del Re, il ritorno all’horror del Re, il Re che si rifiuta di parlare del nuovo libro perché prova troppo orrore… wow… l’aspettativa di tutti (me compresa) è salita a livelli stellari e lo ha reso il libro più venduto della settimana (ca va sans dire).
Personalmente, credo di averlo già detto, dopo The dome ho preso le distanze dal Re dedicandomi ad altre cose. Non mi fidavo più, ero rimasta molto delusa. Poi, molto di recente, ho ripreso in mano Mr. Mercedes e 22/11/63 traendone piaceri immensi e inenarrabili (per rimanere in tema Lovecraft) nonostante non siano per niente horror, ma apprezzando personaggi, atmosfere e quella caratteristica tutta Kinghiana che consiste nel trasportare immediatamente il lettore nel suo mondo letterario.
Ebbene, io dico subito la mia: Revival non è un horror.
O meglio, non è un horror moderno.
Non fa tremare le vene dei polsi, per capirci e per citare altri.
Ha però un suo gusto retrò (non ne fa mistero nemmeno lui e nemmeno la citazione tutta Lovcraftiana a inizio romanzo) che ha del delizioso.
I classici dell’occulto ci accompagnano in questo corposo romanzo che più che farci paura ci fa pregustare la paura in una lenta e lunga discesa verso le ossessioni di due uomini come noi. Niente mostri, quindi. O meglio… non subito (permettetemelo, almeno questo!).
Il romanzo prende vita all’incirca verso gli anni ’60 e termina ai giorni nostri attraverso gli occhi di Jamie, un narratore che si rivela fin da subito implacabile e minuzioso.
Ancora una volta, quindi, a mio parere, il valore aggiunto non è il plot, ma come viene sviluppato il plot.
Esattamente come per 22/11/63 (che è qualcosa di simile a un paranormal e che parla di qualcosa che tutto sommato nuovo non è) la differenza la fa proprio King stesso. Gli bastano cinque pagine circa (forse meno) per farci scivolare negli anni 60 insieme a un piccolissimo Jamie, le gonne a ruota e il primo rock and roll.
Chi altri saprebbe farlo? Cinque-pagine-forse-meno e zak, non siamo più nel 2015 in uno squallido paesotto incastrato tra Modena e Carpi.
Solo per questo io credo che tutti, almeno una volta nella vita, debbano leggere King.
460 e fischia pagine sono tantissime, soprattutto per un mondo che, adesso come adesso, va ai cento all’ora e in cui nessuno legge più. Lo ammetto, io stessa ci ho messo una settimana intera per finirlo. A tratti ho desiderato si sbrigasse, tagliasse corto, abbiamo capito, hop hop hop! Poi… be’… mi sono resa conto che se non avesse raccontato mi sarebbero mancate, quelle pagine lì.
Non so se rendo l’idea. Per me, amante del Less is more, significa molto.
Se non puoi fare a meno di nessuna di quelle frasi… allora non solo l’editing è praticamente perfetto, ma lo scrittore vorresti essere tu.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...