Amori e disamori di Nathaniel P.

6036638_343486

Titolo: Amori e disamori di Nathaniel P.

Autore: Waldman Adelle

Editore: Einaudi

Anno: 2015

Pagine: 277

Prezzo: 14,45 euro

SINOSSI:

L’abbiamo conosciuto tutti uno così: uno che si crede una persona sensibile, uno scrittore impegnato, un campione del femminismo. Uno come Nate. Ma cosa ha trasformato il ragazzo che ogni donna vorrebbe amare, in quello che ogni donna ama odiare? Amori e disamori di Nathaniel P. è la più acuta, divertente, devastante discesa nelle profondità (o presunte tali) della mente di un giovane uomo. Adelle Waldman ha scritto il romanzo che nessun fidanzato vorrebbe far leggere alla propria ragazza… e che invece dovrebbe leggere anche lui.

LA RECE DI KATE:

Questo libro mi ha rubato tantissimo tempo, proprio tantissimo.
Credo cinque giorni della mia vita. Troppi.
Lo dico senza rancore e senza boria, ovviamente, e lo dico solo e unicamente per esprimere un’opinione che è solo mia e che, a giudicare dalle imbrodate che si dà la casa editrice, non è condivisa da nessun altro essere umano.
Può anche essere che la Waldman sia il caso editoriale del secolo, ma allora la deduzione conseguente è che io non. capisco. un. beneamato. cazzo. di. libri.
Invece, guarda un pochino, sono così supponente da pensare che la mia opinione valga quanto l’opinione di tutti gli altri, e anzi forse un cicinin in più, giacché leggo dall’età di cinque anni una media di tre libri a settimana spaziando dallo young fantasy all’erotismo ai classici all’horror.
Io credo che si debbano fare due discorsi distinti.
Un discorso riguarda il metodo di scrittura.
Un altro discorso riguarda la trama del romanzo.
La scrittura, dunque.
La Waldman vive di sé stessa, ama parlarsi addosso. Io non tollero chi spiega le cose in duecento parole quando potrebbe usarne due. E’ per questo, dunque, che i miei racconti difficilmente raggiungono le 8.000 battute. Odio il di più. Una volta che ho espresso il concetto, invito tutti a circolare. Mi si può obiettare che io, infatti, devo ancora pubblicare con Einaudi.
Ancora, infatti.
Potreste rimanere sorpresi (strizzata d’occhio).
Girando e rigirando tra i complicati processi mentali del protagonista, Nate, e tra quelli ancora più complicati dell’autrice, si corre il grosso rischio di rimanere intrappolati e di non mettere a fuoco il vero problema, il vero obiettivo del romanzo. Insomma, per quanto mi riguarda, LESS IS MORE cara la mia Adelle con-due-elle.
Ovviamente riconosciamo all’autrice un lessico davvero ampissimo, discorsi davvero aulici, una costruzione della frase impeccabile e alla casa editrice un editing perfetto.
La trama, ora.
La Waldman si mette nei panni di un giovane uomo sui trent’anni, scrittore di successo, stronzo di professione, egoriferito a tempo pieno.
Le donne che lo accompagnano non sono altro che pretesti per parlare di lui, di Nate. Per far rendere conto a noi donne che è tutta una baggianata, un madornale errore, e che tutto quello che pensiamo degli uomini è fondamentalmente SBAGLIATO.
Sì perché gli uomini pensano con il loro organo sessuale, sono egocentrici, hanno in mente solo il sesso e il loro lavoro, hanno una bassa opinione delle donne e, fondamentalmente, dopo sei mesi sono già stanchi.
Adelle, santo cielo, cosa diavolo ti hanno fatto gli uomini?
Cosa?
Parliamone, se vuoi.
Io degli uomini non sempre penso bene, anche perché spesso mi deludono in cose microscopiche, ma nemmeno arriverei mai a questi livelli, suvvia.
Nate è un uomo odioso, sul serio. Più che un romanzo sull’amore, questo pare un romanzo horror, dai.
Io non credo che le cose vadano davvero così, io non credo che gli uomini siano davvero davvero così. Certo, non credo che tra uomini e donne sia tutto rose e fiori, non sono una sciocca. Ma non credo nemmeno che sia una specie di sit-com dell’assurdo nella quale gli uomini devono sforzarsi di non alzare gli occhi al cielo ogni volta che una donna apre bocca per parlare (per parlare, perché secondo Nate la bocca può essere usata per scopi moooolto più utili e meno noiosi).
Siamo diversi, certo.
Volevi dirci questo?
Volevi dirci che noi donne siamo troppo celebrali e che invece l’amore è una cosa molto più terra-terra, di pancia, di istinto, di voglia o non voglia?
Dio, quanto vorrei fare due chiacchiere con questa donna, voi non potete capire.
Mi è piaciuto?
Posso dire di aver apprezzato la scrittura, sicuramente.
Lo rileggerei (questa è LA domanda)?
No.
E’ stato interessante?
A tratti.
Lo consiglierei?
Non a tutti.
Lo ripongo con un senso di sollievo, devo dire. Nate è un protagonista ingombrante e pesante, molto impegnativo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...