Amore, cucina e curry

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Titolo: Amore, cucina e curry

Autore: Richard C. Morais

Editore: Neri Pozza

Anno: 2014

Pagine: 283

Prezzo: 14,45 euro

SINOSSI:

Hassan Haji, secondogenito di sei figli, è nato sopra il ristorante di suo  nonno, in Napean Sea Road a Bombay, vent’anni prima che fosse ribattezzata Mumbai. Ed è cresciuto guardando la figura esile di sua nonna che sfrecciava a piedi nudi sul pavimento di terra battuta della cucina, passava svelta le fettine di melanzana nella farina di ceci, dava uno scappellotto al cuoco, gli allungava un croccante di mandorle e rimproverava a gran voce la zia. Tutto nel giro di pochi secondi. E ha capito infine come va il mondo osservando suo padre, il grande Abbas, girare tutto il giorno per il suo locale a Bombay come un produttore di Bollywood, gridando ordini, mollando sberle sulla testa degli sciatti camerieri e accogliendo col sorriso sulle labbra gli ospiti. Naturale che quando l’intera famiglia Haji, i sei figli di età compresa tra i cinque e i diciannove anni, il grande Abbas, la nonna vedova, la zia e suo marito, lo zio Mayur, si trasferisce, dopo la tragica scomparsa della madre di Hassan, prima a Londra e poi a Lumière, nel cuore della Francia, sia proprio lui, Hassan, a prendere il posto della nonna Ammi ai fornelli della Maison Mumbai, il ristorante aperto a Villa Dufour dal grande Abbas. Un locale magnifico per gli Haji, con un’imponente insegna a grandi lettere dorate su uno sfondo verde Islam, e la musica tradizionale indostana che riecheggia dagli altoparlanti di fortuna che zio Mayur ha montato in giardino. Peccato che abbia di fronte, dall’altra parte della strada, un albergo a diverse stelle, Le Saule Pleureur, il salice piangente, con un’insegna che si muove impercettibilmente con il vento, il giardino roccioso coperto di muschio, le vecchie stalle dalle finestre con i vetri a piombo. Peccato poi che la proprietaria del locale, una dal sindaco, sostenendo che un albergo come Le Saule Pleureur, che vede ai fornelli lei, la vestale dell’arte culinaria francese, la chef degli chef apprezzata da gente come Valéry Giscard d’Estaing e il Barone de Rothschild, la gloria dell’establishment gastronomico francese proveniente da una delle più illustri e antiche famiglie di grandi hôteliers della Loira, premiata con ben due stelle dalla guida Michelin, non può avere dall’altro lato della via un bistrò indiano che spande la puzza di cibi unti per tutto il vicinato! Popolato di personaggi eccentrici, ricco di divertenti disavventure culturali, ambientazioni vivaci e squisite ricette, descritte con dovizia di particolari, Amore, cucina e currysvela le trame interne all’esclusivo mondo dell’haute cuisine francese e narra la storia toccante di un ragazzo indiano che si conquista il proprio posto nel mondo. Precedentemente apparso col titoloMadame Mallory e il piccolo chef indiano, il romanzo viene ora riproposto in una nuova edizione, in contemporanea con l’uscita del film omonimo diretto dal Premio Oscar di Chocolat.

LA RECE DELLA KATE:

Amore cucina e curry (uno dei tanti romanzi nati sull’onda del connubio vincente letteratura-cibo) non è solo un libro, ma è prima di tutto un bellissimo e intenso viaggio tra Bombay, l’Inghilterra e la Francia.
Come tutti i viaggi, perciò, necessita pazienza, amore, passione. Proprio come l’arte culinaria.
Ogni volta che chiudevo il libro per mettermi a riposare lo facevo con un senso di malinconia ma anche di bellissima aspettativa, sicura che l’indomani avrei ritrovato quelle atmosfere e quei personaggi pittoreschi e divertenti che tanto mi erano entrati nel cuore.
Spegnendo la luce, poi, mi pareva di sentire le loro voci, i rumori della cucina, i profumi delle spezie, i rimbrotti, le urla, lo sbattere dei coperchi, di vedere i grembiuli allegramente unti, Hassan e suo padre uscire in un vortice dalla cucina, e tutte queste cose erano lì, con me, nonostante il libro fosse chiuso e la luce spenta e io nel mio letto. Se non è questo il potere della lettura, se non è questo che ci fa amare i libri… be’, io non so proprio che dire, allora.
Non sono una grande conoscitrice di popoli, né di geografia, né di cucine orientali, figuriamoci di grande cucina francese stellata. Eppure non solo ho compreso tutto, ma il mio stomaco ha brontolato dall’inizio alla fine, e ho riso e sono stata trasportata in un mondo fatto di rocambolesche avventure, di dialoghi esilaranti, di personaggi perfettamente tratteggiati e di profumi che, uscendo dalle pagine del romanzo, si sono fatti materia e sono andati a solleticare i miei sensi.
Hassan è un personaggio bellissimo, così umano da far male e da stupire.
Ma tutti, tutti i personaggi di questo libro valgono la pena essere conosciuti. Una famiglia bellissima, una storia di diversità culturale che diverte e commuove in ogni suo particolare.
Consigliatissimo.
Buona lettura!

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